Montalbano, un "eroe silenzioso"| Si presenta il libro "U dutturi"

Montalbano, un “eroe silenzioso”| Si presenta il libro “U dutturi”

Montalbano, un “eroe silenzioso”| Si presenta il libro “U dutturi”

Giovedì in via Campolo si parlerà del romanzo basato sulla vita del medico ucciso dalla mafia

Valerio Montalbano e Mimmo Di Carlo

PALERMO – Un omicidio avvenuto in piena campagna, in un giorno qualunque, senza un movente. Il travaglio di una famiglia per bene, il trauma di perdere un padre e un marito senza una logica spiegazione, il dolore che si trascina per anni e che rivive al momento del processo in Cassazione che sancisce, una volta e per tutte, la matrice mafiosa di un delitto difficile da spiegare.

“U dutturi” è un romanzo breve e snello, sicuramente “atipico” ma che arriva come un pugno allo stomaco quando svela, nel finale, che la storia, per quanto assurda, è tutta vera; tranne i nomi, non c’è niente di inventato. E si rifà alla tragica vicenda che ha per vittima Giuseppe Montalbano, medico condotto di Camporeale che il 18 novembre del 1988 viene trucidato da un commando mafioso: un omicidio inspiegabile, senza un movente, senza un perché. Montalbano (Pitarresi nel romanzo) non è un mafioso, non è un criminale e non è neanche un eroe o, se lo è, è un eroe silenzioso: un medico di paese stimato e apprezzato, un piccolo imprenditore che arriva in questo comune del Palermitano e mette su famiglia ma che ha l’unica colpa, se così si può dire, di non accettare l’arroganza e la prepotenza di chi mafioso lo era per davvero.

Una storia sconosciuta al grande pubblico, quasi dimenticata e che questo romanzo, scritto a quattro mani da Mimmo Di Carlo (alla sua terza opera) e Valerio Montalbano, uno dei figli del medico, ha il merito di riportare alla luce e di far conoscere. “Il nostro obiettivo era ed è rendere noto il profilo etico di questo personaggio”, spiegano Di Carlo e Montalbano, il primo ormai in pensione e il secondo alla dipendenze della Regione Siciliana. I due si conoscono in parrocchia, dove fanno volontariato, e il secondo convince il primo a scrivere a quattro mani il romanzo in cui tutto è fedele alla realtà, tranne i nomi che poi comunque vengono svelati.

Un centinaio di pagine che seguono le vicende di questa famiglia lungo un viaggio che dalla Sicilia li porta nella Capitale, a quella Cassazione che dirà, in modo inappellabile, che quello del medico Montalbano è stato un omicidio di mafia ordinato dai Corleonesi per ribadire la supremazia sul territorio, per spaventare chiunque si ribellasse al dominio criminale. Il lettore si trova coinvolto nelle vicende della madre, dei figli, delle nuore e di un’intera famiglia che prima ha fatto erigere una grande croce lì dove Montalbano è stato ucciso e poi, da anni, organizza un concorso letterario rivolto agli studenti.

Un impegno che ora si concretizza tra le pagine di un libro stampato “in proprio” e il cui ricavato, tolte le spese, andrà tutto in beneficenza e che sarà presentato nel corso di un ciclo di presentazioni che da ottobre a dicembre toccheranno varie parti della Sicilia, la prima delle quali si terrà giovedì 3 ottobre alle 18:30 nella parrocchia di Sant’Ernesto di via Campolo, a Palermo. Oltre agli autori, interverranno il parroco don Carmelo Vicari, la pedagogista Rosa Giglio e il giornalista Piero Cascio, con la moderazione di Giuseppe Meli, presidente dell’associazione Portofranco Palermo.

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