Siracusa, morì in casa di riposo: avviso conclusione indagini - LiveSicilia.it

Morì in una casa di riposo: avviso di conclusione indagini

tribunale Siracusa
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Commenti

    sono oramai svariati anni che questo quotidiano on line si è trsformato da vero sito d’informazione a sito a servizio dei palazzi di giustizia vista la valanga di veline che vi vengono trasferite e che l’argomento prevalente è solo cronaca nera anche se spesso di basso livello (ci manca solo che dedichaite la home page qa qualche ladro di galline). Ignorato tutto il resto che riguarda l’economia, la politica (se non interessa solo Palermo), lo sviluppo economico (completamente assente visto che guarda caso a Palermo non è mai esistito. Innsomma un sito troppo Palermo centrico dove vengono esaltate anche le cose più stupide (tipico atteggiamento provinciale dei palermitani che pensano anbcora di essere sempre al centro della Sicilia ). Ma vi sembra normale che a Siracusa sia avvenuto un evento come quello organizzato da Dolce & Gabbana e sul sito si trova solo un link di un sito di gossip che voi ospitate in modo permanente. Ma è così che voi rappresentate il mondo della Sicilia??

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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