Undici ore al pronto soccorso| Poi la morte: medico indagato

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    Mio padre morì per un attacco cardiaco a 68 anni. Nei cruciali momenti antecedenti la morte, fu chiamato il 118, era il lontano 2004, soccorritori giunti in casa senza defibrillatore, era solo un pregiato soprammobile dentro una fiammante ambulanza. A quei tempi i soccorritori non erano ancora in possesso dell’attestato BLS D, indi non potevano usarlo. La stessa ambulanza doveva essere già dotata di medico a bordo ( erano stati assunti due anni prima per il servizio 118) ma non salivano a bordo perché a loro dire erano senza divisa!!! Perciò l’azienda li utilizzava, sempre per ben due anni, come medici in appoggio al Pronto Soccorso, pagati però come medici del 118. Morale: Mio padre morì, caricato in piedi in ascensore al V piano. Nessuno pagò per quella assurda vicenda. Un rimpallo di responsabilità, una sola soddisfazione quella di velocizzare in meno di 48 ore l’attivazione dell’ambulanza con medico a bordo. Quello che non si è potuto avere in due anni!!!!

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Lagalla ha deluso parla soltanto c'e' una citta' da buttare. Partiamo dal corso tukory i venditori fanno una specie di mercato del materiale trovato nei contenitori della Rap appena finiscono l'orario di lavoro lasciano tutto per strada e sui marciapiedi . Sindaco e vigili urbani non sono in grado di evitare questa vergogna. Lagalla si era indignato per il mancato mercatino dello Zen (per il funerale del boss) ha fatto solo chiacchere ma di concreto non ha fatto nulla. Il traffico che c'e' in citta' e' impressionante i vigili urbani sono completamente assenti invisibili dovrebbero lavorare nele zone con piu' caos ma nulla non se ne vedono. Il corso olivuzza e' invivibile adesso i venditori di frutta hanno occupato i marciapiedi non c'e' piu' spazio per carrozzelle e carrozzine .

Una fotografia perfetta dello stato delle cose , chi ne ha voglia e forze scappi via da Palermo perché la città è marcia come tutta la Sicilia ma Palermo di questo marciume ne è la massima espressione

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