CATANIA – Ergastolo e isolamento diurno per 18 mesi. Questa la condanna della Corte d’Assise d’Appello di Catania inflitta Giuseppe Raeli, battezzato dalla stampa “il mostro di Cassibile”. Il dispositivo è stato letto dal presidente Luigi Russo alle 18 dopo 7 ore di camera di consiglio. Riformata in parte la sentenza di primo grado del Tribunale di Siracusa. A livello di pena, la Corte ha ridotto i mesi di isolamento diurno da 24 a 18. Per quanto riguarda le contestazioni il collegio giudicante composto dal Presidente Russo e a latere Elisabetta Messina ha confermato la sentenza di colpevolezza per l’omicidio di Giuseppe Calvo (9 ottobre 2012), il duplice delitto dei coniugi Sebastiano Tiné e Giuseppa Spadaro (31 luglio 2003), dell’omicidio di Giuseppe Spada (18 agosto 2004), e il tentato omicidio di Giuseppe Leone (15 marzo 2009). Il tentato omicidio di Aurora Franzone (12 febbraio 2004) è stato derubricato in minaccia aggravata e quindi dichiarato prescritto.
La Corte lo ha assolto invece per gli omicidi di Antonio Bruni avvenuto il 21 novembre 1998 e di Rosario Timponello Rizza (28 gennaio 1999). Probabilmente i giudici d’appello non hanno considerato sufficiente la perizia comparativa che era stata svolta solo sulle foto che erano rimaste a disposizione dei consulenti. Ma per capire le valutazioni della Corte d’Assise d’Appello sarà necessario leggere le motivazioni. Sulla decisione riguardante l’omicidio di Giuseppe Spada, nonostante lo smarrimento del bossolo, la Corte sembra aver accolto (anche su questo punto bisognerà leggere le motivazioni) le conclusioni della consulenza tecnica del maggiore Paniz dei Ris di Parma che aveva esaminato il reperto in fase di indagini preliminari.
L’accusa, rappresentata dai Pg Antonino Nicastro e Angelo Busacca, avevano chiesto la conferma della sentenza di primo grado. Giuseppe Raeli si è sempre dichiarato innocente, anche per questo con molta probabilità i difensori, gli avvocati Guido Ziccone e Giambattista Rizza, presenteranno ricorso in Cassazione.

