PALERMO – Nel Pd, ma solo dopo le Europee. A pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento di Bruxelles, il Mov139 di Leoluca Orlando mette a punto un documento che annuncerà il voto per il Pd il 25 maggio degli esponenti nazionali del partito e l’avvio di un rapporto formale, ma solo a urne chiuse.
Un escamotage che se da un lato evita di dare al passaggio una connotazione meramente elettorale, dall’altra consente al sindaco di mantenere l’unità dei suoi consiglieri comunali e di circoscrizione ieri riuniti a villa Niscemi per decidere una linea comune. Summit su cui vige il massimo riserbo e in cui non sono mancati anche i toni aspri. Dopo l’incontro di alcune settimane fa, infatti, alcuni consiglieri non avevano nascosto perplessità nell’accelerazione imposta dal primo cittadino, specie fra coloro che per storia politica sono sempre stati distanti dal Pd.
Non è un mistero che Orlando vorrebbe passare con una nutrita pattuglia di consiglieri, così da poter pesare di più nel partito dem. E se il sindaco ieri ha confermato di voler mantenere il suo programma elettorale, che non è certo quello proposto all’epoca dai democratici, ha anche ribadito di non voler aderire a correnti scegliendo per l’appunto di non indicare candidati specifici. Inevitabile, a questo punto, la creazione di una corrente orlandiana nel Pd (che potrebbe aggregare un’area in grado di sparigliare i giochi) ma certo molto dipenderà anche dall’esito delle Europee e da quali liste supereranno lo sbarramento.
Il compromesso raggiunto consente così di accontentare un po’ tutti: il sindaco manifesterà la sua intenzione di votare Pd, così come faranno i maggiorenti del movimento, ma la cosa riguarderà solo i quadri. Possibile però che non tutti e 22 accettino il passaggio: in due o tre potrebbero optare per altri lidi, Tsipras in caso di superamento del quorum in Italia o le formazioni centriste che all’Ars sostengono Renzi.

