CATANIA – Sette giovani coinvolti in una violenta rissa scoppiata nei giorni scorsi davanti a un locale di viale Libertà sono stati raggiunti da altrettanti Daspo Willy, emessi dal Questore di Catania nell’ambito delle misure di prevenzione a tutela della sicurezza urbana.
Movida violenta
L’episodio si è verificato in una delle zone più frequentate della movida cittadina. A seguito di una segnalazione telefonica giunta alla Sala Operativa della Questura, gli agenti delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono intervenuti tempestivamente, sorprendendo diversi giovani intenti a picchiarsi e a inveire gli uni contro gli altri nei pressi di un esercizio commerciale.
L’intervento della Polizia ha evitato conseguenze più gravi, nonostante il comportamento particolarmente aggressivo di alcuni dei partecipanti, che avrebbero tentato di ostacolare l’azione degli agenti, arrivando anche a scagliarsi contro di loro. La situazione è stata riportata alla calma e tutti i soggetti coinvolti sono stati identificati e denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di rissa; per alcuni è scattata anche la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
La decisione del questore
Considerata la delicatezza dell’area interessata, frequentata anche da minorenni e caratterizzata dalla presenza di numerosi locali notturni, la Questura ha deciso di applicare gli strumenti previsti dalla normativa vigente. In particolare, il Questore ha disposto sette Daspo Willy, con durata differenziata – da due a tre anni – in base alla gravità delle condotte contestate ai singoli giovani.
I destinatari del provvedimento non potranno accedere né sostare in specifiche zone della città, né frequentare pubblici esercizi e locali di pubblico trattenimento situati nell’area teatro dei disordini, al fine di prevenire ulteriori episodi di violenza e illegalità.
Dalla questura fanno sapere che l’eventuale violazione del Daspo comporta pene severe: reclusione da uno a tre anni e multe da 10.000 a 24.000 euro.

