Museo “abusivo”, accolto |il ricorso del Comune di Catania - Live Sicilia

Museo “abusivo”, accolto |il ricorso del Comune di Catania

Dopo la prima ordinanza disposta dal giudice monocratico è arrivata la sentenza della terza sezione civile del Tribunale di Catania che ha accolto il ricorso avverso all'ordinanza. Il legale della famiglia Girgenti: "Confermo esposto in procura"

2 Commenti Condividi

CATANIA – La sorte dell’ex convento dei Padri Crociferi, nel cuore del barocco catanese si arricchisce di nuovi sviluppi. Il palazzo, destinato a essere riconvertito in polo museale, è infatti al centro di una contesa tra il Comune etneo e gli eredi di Antonino Girgenti. Dopo la prima ordinanza disposta dal giudice monocratico è arrivata la sentenza della terza sezione civile del Tribunale di Catania. I giudici, Mirabella, Di Pietro e Arena si sono pronunciati sul ricorso, avanzato dall’avvocatura, avverso l’ordinanza.

“L’azione – si legge nella sentenza – proposta da Girgenti Andrea e Russo Giovanna è inammissibile. Il possesso di cui gli odierni reclamanti lamentano lo spoglio ha, infatti, per oggetto beni culturali d’interesse storico-artistico facenti parti del demanio comunale”.

“E’ andata bene – commenta l’avvocato Giovanna Muscaglione a LiveSiciliaCatania – per il Comune ma anche, ci tengo a sottolinearlo, per la collettività. L’obiettivo dell’avvocatura è infatti la difesa degli interessi dei catanesi”.

Di tutt’altro parere l’avvocato Ivan Maravigna, legale della famiglia Girgenti “Non essendoci nessun atto amministrativo, i giudici hanno confermato come l’azione sia stata di spoglio violento e clandestino. Sull’immobile è comunque pendente un giudizio di usucapione per confermare la proprietà del Girgenti per un bene in suo possesso da decenni”.

Ad intrecciarsi in questa complessa vicenda, tra sentenze, eredi e cambi di lucchetti c’è anche una denuncia a carattere conoscitivo, preparata dall’avvocato Maravigna, che verrà inoltrata alla Procura di Catania “Chiederemo – spiega a LiveSiciliaCatania – se dal 2006 al 2009 qualche privato abbia acquisito qualche diritto di proprietà all’interno del palazzo”. Riferimento, quello del legale, al periodo compreso tra una delibera adottata dall’allora giunta Scapagnini e risalente al dicembre 2006 con cui si concedeva l’uso del palazzo alla CISL, e il decreto assessoriale dell’ aprile 2009 con cui l’immobile veniva dichiarato d’interesse culturale.

 


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

2 Commenti Condividi

Commenti

    Siamo alle barzellette

    Il problema giuridico e’ questo: il palazzo diviene demaniale nel 2009 col decreto assessoriale BB.CC.AA. Aquella data i Girgenti esercitavano un incontestato possesso ultra ventennale. L’azione di usucapione e’ pero’ stata proposta solo nel 2013. Se la relativa sentenza ha valore costitutivo il bene non e’ più usucapibile. Se , invece, ha valore dichiarativo la proprieta’ e’ gia’ passata nelle mani dei Girgenti. Che fino al 2006 fosse un bene non demaniale non vi e’ dubbio poiche’ la gran parte dell’immobile era dato in locazione alla CISL . Nel Dicembre 2006 , la giunta Scapagnini dichiara che l’immobile , ai sensi del Codice dei Beni Culturali, D.lgs 42/2004, e’ di interesse storico artistico e trasforma il contratto ( di diritto privato) di locazione in atto pubblico di concessione. La particolarita’ della vicenda sta nel fatto che “l’interesse storico – artistico” che fa diventare il bena demaniale ( e quindi non piu’ usucapibile) si acquisisce solo con il relativo procedimento amministrativo da parte del competente Assessorato Regionale BB.CC.AA. Incredibilmente questo procedimento non e’ precedente alla delibera di giunta comunale del Dicembre 2006 MA ADDIRITTURA DI QUASI TRE ANNI DOPO ( APRILE 2009)
    Credo pertanto che i Girgenti vogliano sapere , poiche’ ad attivare il procedimento deve essere il proprietario del bene immobile, nella fattispecie il Comune di Catania, perché siano trascorsi tre anni di tempo e se tale ritardo non abbia consentito a qualcuno ( magari anche appartenente all’entourage politico di Scapagnini) di “regolarizzare” la propria posizione all’interno dell’immobile divenendone proprietario prima della costituzione dello stato di inusucapibilita’.
    Quanto al provvedimento di ieri il Tribunale non ha potuto fare a meno di dichiarare che, allo stato, sulla base di un documento prodotto dal Comune solo in sede di appello e mai notificato ai Girgenti ( il Decreto Assessoriale), quel bene , sino alla definizione del pendente giudizio di usucapione, e’ un bene demaniale e quindi non e’ esercitabile dal privato l’azione di reintegrazione dallo spoglio subito.
    Appare comunque politicamente rilevante che il Tribunale abbia tenuto a ribadire che il Comune non ha posto in essere nessun atto amministrativo e che pertanto lo spoglio , anche se non ricopribile, e’ stato violento e clandestino, come affermato dallo stesso Tribunale in primo grado e non rende esente il Comune da eventuali azioni di responsabilita’ per danni che la famiglia Girgenti volesse intentare nei suoi confronti.
    Insomma per l’avvocatura comunale una “vittoria di Pirro”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.