Musumeci e Orlando | prigionieri del rimpasto

Musumeci e Orlando | prigionieri del rimpasto

Commenti

    Il ragionamento è condivisibile: Governatore e Sindaco dovrebbero amministrare con meno vincoli di maggioranza, invece sembrano imbalsamati.

    Ancora una volta un’analisi impeccabile, mi complimento. La domanda che sorge spontanea dopo avere letto questo lucido articolo è: come si può pensare di contrastare il populismo di Lega e dei Cinque stelle quando dall’altra parte, cioè quelli che a parole dicono di contrastarlo, si perpetuano i modi di fare che hanno allontanato i cittadini dalla politica? I rimpasti non hanno mai risolto nulla, potrebbero risolvere se si chiamassero ad amministrare personalità di alto rilievo e capacità amministrativa. Io ho fiducia in Musumeci e in Orlando perchè personalità di spessore e sono sicura che le loro scelte saranno compiute per migliorare le cose.

    Quello di Orlando è un classico, anni or sono nelle stesse condizioni, cioè con le casse comunali vuote e il pericolo di finire nel peggiore dei modi, il sindaco allargò giunta e deleghe a vecchi e nuovi compari. Per fare cosa? Beh, in pratica per far raschiare l’osso, è patetico ma è così. Insomma come lei stesso ha ammesso c’è una città allo sbando e il malcontento è altissimo, allora Orlando che fa? Apre le porte (adesso che non c’è più niente se non rogne) per crearsi un alibi e diluire le gravi colpe che ha nei confronti della Città. I compari ancor più patetici (sanno benissimo che non potranno che aggiungere danno a devastazione) accettano per aver un pò di palcoscenico e qualche spicciolo. Come dicevo, è già successo. Ricordo che anni fa il ragioniere Marino (il sergente di ferro) trovò tra le pieghe del bilancio più di cento miliardi delle vecchie lire, Orlando che fece? Spese tutto il tesoretto e lasciò il Comune, pieno pieno di debiti e subito dopo il prosciugamento e poco prima del finire orchestrò un bel rimpasto per coprirsi e diluire. Diciamo che sotto le sindacature di Orlando l’unica cosa che ha funzionato è stato il riciclaggio: il suo!

    Caro Pippo Russo ha fatto centro! Ho letto gli articoli dei bravissimi Salvo Toscano e Roberto Immesi che stanno registrando a proposito dei rimpasti nel governo regionale e nella giunta Orlando proprio le cose che lei ha scritto in questo articolo. Emerge chiaramente il fatto che Musumeci e Orlando sono prigionieri del rimpasto cioè delle varie componenti politiche, troppe per la verità, che pretendono tutte un assessorato. Reagiranno oppure asseconderanno? Come ne usciranno gli interessi dei cittadini? Glielo dico io: MALISSIMO!!!!

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Si, lasciamo in pace i morti, i paradossi, le prospettive infernali, stiamo e restiamo nel merito. Io, nel mio piccolo ,visito la storia, quella degli ultimi cinquan'anni nei quali ho vissuto, e cerco di trarre da essa suggerimenti. La domanda che mi faccio è questa: l'evasione fiscale, la corruzione, le tre mafie in Italia, il conflitto di interessi, l'inerzia e l'ianadeguateza della clesse politica, per citare alcune delle tante piaghe di questo paese, sono dovute alla magistratura e alla complessità della gestione dei suoi organi rappresentativi? Dico questo, mi chiedo questo perchè questa riforma sembrerebbe essenziale per rimuovere e risolvere i guai di questo paese e i magistrati sembrano i primi responsabili dei principali problemi.

Si può certamente dissentire dalle posizioni politiche dell’on. La Vardera, ci mancherebbe altro! La pluralità delle idee è il sale della democrazia. Ognuno ha le proprie idee ed ognuno ha maturato le proprie esperienze. E l’esperienza, a chi come me è avanti con l’età, certamente suggerisce che La Vardera è un populista, ma non uno qualunque cui ci siamo abituati a vedere in politica; si tratta, invece, di un soggetto dal grande spessore, di notevole astuzia e di grandi capacità: insomma, un vero e proprio “animale politico”. Ha, di fatto, compreso che si sarebbe potuto ritagliare un “grande spazio” (e così farà) fra i delusi della condotta delle Istituzioni e di potere catturare consenso nel grande bacino degli amareggiati che non vanno più nemmeno a votare. Ciò che si presenta come la condotta opportunista per il consolidamento del consenso, però, se ci interroghiamo, è il frutto del malgoverno di destra e sinistra (più destra che sinistra) che si alternano nei vari governi e che, comunque, rispondono alle consuete vecchie logiche spartitorie che hanno ucciso i siciliani (molto spesso, conniventi). Per farla breve, certamente, non sono un illuso, ma credo di avere il dovere morale di dare fiducia ad un giovane di 32 anni che conduce la sua battaglia (mettendoci la faccia), in generale, con il giusto intendimento di riportare le Istituzioni e la politica al servizio del cittadino e non, come accade al momento, per fini diversi. Sarà vero? Non lo so; anzi, nessuno lo sa. L’unica cosa vera, al momento, è che chi è parlamentare, di destra, di sinistra, o di altri “cespugli”, certamente non è, come dovrebbe essere, al servizio della gente.

Una strada maledetta e senza corsia di emergenza, svincoli ed innesti pericolosissimi, manti stradali inesistenti, velocità di assassini che non hanno la minima comprensione, la politica colpevole che si tiene ancora distante con gravi responsabilità. Gli enti preposti che si arroccano su progetti e progetti.

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