Musumeci sottosegretario al Lavoro - Live Sicilia

Musumeci sottosegretario al Lavoro

Consiglio dei Ministri
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Nello Musumeci, esponente de ‘La Destra’ di Francesco Storace, è stato nominato sottosegretario al Lavoro. La decisione della nomina è stata presa dal Consiglio dei ministridurante la riunione di oggi. Musumeci, bancario di professione, è cresciuto e si è formato nelle fila della destra politica catanese. Per un decennio (1994-2003) è stato presidente della Provincia etnea, il primo ad essere eletto direttamente dai cittadini.

È stato deputato europeo per tre legislature (1994-2009). Ha presieduto per tre anni l’Aiccre Sicilia, la maggiore associazione che unisce le Regioni, le Province e i Comuni d’Europa. Nel settembre del 2005 Musumeci ha lasciato il partito di Fini per dare vita ad Alleanza Siciliana che nel luglio del 2007 aderisce a La Destra. Consigliere comunale a Catania (dal giugno 2008), è stato il più votato della città. È capogruppo de La Destra-Alleanza Siciliana.


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Commenti

    felice per questo nuovo incarico… un grande uomo!

    Complimenti per l’incarico dato ad un politico onesto e serio.

    Bravo Cavaliere, hai appena nominato il paladino per antonomasia dei lavoratori. Naturalmente e a vita…in nero.

    Un gigante in mezzo ai tanti “nani”!

    MUSUMECI E’ SICURAMENTE UN UOMO IN GAMBA……………………….. MA ANCHE LUI E’ UN VASSALLO DI BERLUSCONI

    complimenti al dott. Musumeci, unica speranza per far diventare Catania una città degna dei migliori tempi.
    faccia questa esperinza ma poi solo SINDACO DI CATANIA.!!!!!!!

    SALUTI

    Peccato…far parte di questo governo Berlusconi non lo gratifica….
    Ora veramente non riesco a votare per nessuno.

    il ritorno del gerarca …
    (senza poteri)!
    macchina, autista, scorta, segretari, portaborse, ecc.

    Lui lo merita, è il governo Berlusconi che non lo merita!!!

    un altro venduto…..la dignità e le idee hanno un prezzo…questo è un esempio!

    Caro neosottosegretario,

    sono nato nell’anno XVI dell’era fascista, e il primo segno su una scheda elettorale l’ho tracciato sullo scudo crociato. Ho continuato a farlo fino a quando don Sturzo, De Gasperi, Scelba, Pella e tanti altri della D C , (ma non escludo galantuomini di partiti alleati) hanno potuto operare onestamente e con grande “Senso dello Stato”, per rimettere in piedi l’Italia dalle macerie materiali e morali in cui era precipitata con la guerra. Per circa un ventennio, gli sciacalli politici sono rimasti quieti, per venire fuori prima con prudenza, e poi, pian pianino, aumentando le loro brame nella misura in cui gli elettori glielo consentivano. Si trattava di “bazzecole”, ma sintomatiche di una malattia incipiente. Puntuale, arrivò la malattia. Misi una “croce” sulla CROCE, e mi votai alla “fiamma purificatrice”. Facciamo una pausa, sottosegretario. Ci risentiamo.

    Bella la fiamma tricolore, alimentata dai nobili ideali di legalità proclamati da quel leader stimato anche dagli avversari, che si chiamava Giorgio Almirante. Gli successe quel Gianfranco che quanto a “proclami” di legalità non ci faceva troppo rimpiangere il predecessore. E in più era anche alto e bello e di gentile aspetto. Mi fidai di lui, e il 27 marzo 1994 votai il suo partito. Il 13 luglio tradì la promessa elettorale firmando il decreto cosiddetto “salva ladri” varato dal ministro Biondi. Vede, caro sottosegretario, per me, povero ex artigiano pensionato con 706 euro al mese, in cima ai miei interessi non sono le cose che riguardano le mie necessità personali quotidiane, ma il rispetto dei principi morali, che rendono “onorevole” chi li rispetta, e rispettabile la società a cui appartengono. Naturalmente più ce ne sono di questi “onorevoli secondo il vocabolario”, e più si dovrebbero vergognare quelli che usurpano “per legge” tale aggettivo. Mi scuote, per esempio, quando un presidente della Camera richiama all’ordine un guitto della politica, anteponendo al cognome l’appellativo “onorevole”. Sulla base dei principi morali si fonda l’uomo che può garantire correttezza e interesse altruistico in qualunque incarico gli tocchi di coprire. Non vorrei turbare il sonno a nessuno, ma è questo che avviene nel parlamento italiano?

    Vedo di aver divagato, lasciando in aria il raccontino, e il lettore incuriosito a domandarsi se ci sia stata o meno una mia reazione all’asserito “tradimento”. Ci fu, e non poteva mancare. Al terzo vano tentativo di ottenere al telefono il deputato eletto col contributo della mia famiglia, incaricai la segretaria di riferire all’onorevole che non avevo gradito quel tipo di “salvataggio” manifestamente contro le promesse elettorali. Dissi che l’onorevole conservava la mia stima (prima del mandato aveva dimostrato di meritarla) e che avrei continuato a votarlo, a patto che “lui” da solo, se l’MSI avesse voluto perseverare in quell’abbraccio che io avevo previsto “subito” mortale, si sganciasse… […] . Ognuno s’immagini le parole omesse. Stasera debbo fare la comunione.

    Qualche altra pennellata, ma senza fare peccato. O forse lo faccio fare al moderatore, continuando ad annoiarlo. La prima legislatura morì prematura: “ fora da i ball”, avrà pronunciato un altro “special one” lumbard. Ma ci fu il ritorno, e durante il secondo mandato – senza il mio concorso, s’intuisce – casualmente l’onorevole ed io ci siamo trovati di fronte in una piazzuola di un autogrill. Scambio a distanza del sorriso, presa a braccetto affettuosa, seguita dalle mie franche parole: il mio voto non glielo darò più, ma il caffè glielo offro volentieri. Perché ce l’ha con noi signor X ? – Eh, lei sa bene perché! – Purtroppo la politica è questa, fu la triste risposta; a capo chino. La terza volta non si ricandidò più. Seppi dalla stampa che le condizioni che gli venivano poste erano inaccettabili per lui. Qualcuno sta pensando ad un vecchio decrepito? Forse non ha neppure sessant’anni. Ho ragione di credere di avere riposto fondatamente la mia fiducia in lui. Che se ne fa della mia fiducia? Con quali parole si può rispondere a chi certa “merce” non la conosce? Sarebbe necessario “rinascere” e “rivivere”.

    Vedi: “Ricordati che non sei eterno” – di Miriam Di Peri

    scritto da Sicilianomiomalgrado 19 set 2010 16:23 pm

    @Orazio, restiamo coi Musumeci: per esempio, Nello. Ha lasciato la doviziosa greppia politica. Rara avis. Uccello raro, ma, spero, non unico in Sicilia. Se se ne individuassero qualche centinaio, che bisogno avremmo di emiliani, piemontesi e bergamaschi? Ma immagino quale tipo di pensiero ti ha attraversato la mente, leggendomi. Cordiali saluti.
    (Ha lasciato … etc. Faccio ammenda per la mia patente disinformazione)

    …scritto da Sicilianomiomalgrado

    5 feb 2011 21:46 pm – “Convention della Destra a Taormina. Accendo la TV e vedo il mio cavaliere senza macchia e senza paura tra due congiurati decisi ad infliggere la pugnalata mortale ad una democrazia assediata e morente. Visione scioccante”.

    Signore, mi cospargo il capo di cenere. Avevi detto: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo …“ e invece io …!

    Tu quoque Nello

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