ROMA – Assolto in Appello a Roma il giornalista Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, che era accusato di diffamazione a mezzo stampa per un editoriale pubblicato nel 2013 e relativo alle motivazioni della sentenza di assoluzione emessa dal Tribunale di Palermo per il generale dei carabinieri, Mario Mori, e il colonnello Mauro Obinu. Per questo venne denunciato dal collegio del tribunale palermitano. I giudici di secondo grado hanno ribaltato la decisione del tribunale monocratico del 2018 in cui Travaglio, insieme all’allora direttore Antonio Padellaro, era stato condannato ad un risarcimento di 150 mila euro in favore delle parti civili.
La decisione
La corte ha accolto la richiesta del pg che nel corso della requisitoria ha chiesto l’assoluzione per gli imputati affermando che quanto scritto nell’editoriale rientra nel diritto di critica. Per il giornalista le accuse sono cadute con la formula “il fatto non costituisce reato” mentre per Padellaro “perché il fatto non sussiste”.
“Conosciamo lo stile di Travaglio, pungente e sarcastico – ha detto il procuratore generale -. Lo ha sempre utilizzato, le sue caratteristiche sono queste. Quello che ha scritto Travaglio allora rispetto a quello che stiamo leggendo negli ultimi anni, per non dire negli ultimi giorni, anche da parte di rappresentanti delle istituzioni, sembra un commento uscito dalle Orsoline”. Per i difensori, gli avvocati Caterina Malavenda e Mario Geraci, “la rinuncia alla prescrizione di Travaglio ha fatto la differenza perché ovviamente il Collegio è dovuto entrare nel merito e invece la prescrizione l’avrebbe bloccato in partenza. E il merito è stato tale per cui hanno assolto applicando il diritto di critica, sotto il profilo satirico”.

