Neuropsichiatria infantile, Lupo: "Poco personale e richiesta aumenta" - Live Sicilia

Neuropsichiatria infantile, Lupo: “Poco personale e richiesta aumenta”

Presentata una interrogazione parlamentare da parte del Pd per chiedere chiarezza sulle assunzioni
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PALERMO – In Sicilia i problemi sono tantissimi. Tra questi c’è quello della sanità, che ha notevoli carenze di personale, di strutture e non solo. Tutte le problematiche sono venute maggiormente a galla con l’esplosione della pandemia da Covid, con medici ed infermieri costretti a turni estenuati ed ospedali riconvertiti per dedicarsi solo al Sars Cov2. Questo ha portato rallentamenti a tutti i reparti ordinari, che adesso arrancano a causa del poco personale disponibile.

Tra i reparti che arrancano ci sono quelli di neuropsichiatrie infantile, con i giovani che hanno bisogno di un supporto per uscire da quella sorta di bolla che si sono costruiti rimanendo chiusi in casa per tantissimi mesi.

Lupo, capogruppo del Pd in Sicilia, insieme ai deputati Cracolici, Guccirdi, Arancio, Barbagallo, Dipasquale e Catanzaro, hanno presentato una interrogazione parlamentare per chiedere al presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’assessore alla Salute, Ruggero Razza di recuperare il tempo perduto. I deputati chiedono “di intervenire in maniera urgente per potenziare le dotazioni organiche delle Aziende sanitarie regionali e di adottare un piano straordinario volto a recuperare, entro la fine di novembre, le prestazioni ambulatoriali e chirurgiche sospese nel periodo della pandemia, cui si può far fronte con l’arruolamento di personale medico e infermieristico dedicato interamente a questo obiettivo”.

Questa sorta di “corsa” per recuperare il tempo perso si potrà attuare grazie al “decreto-legge n.73 del 2021 cd. ‘Sostegni Bis’ pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 25 maggio u.s. agli articoli 26 e 27 che destina 477,75 milioni di euro per l’anno 2021, al rilancio del piano di recupero delle liste di attesa al fine di colmare le innumerevoli visite e ricoveri saltati in oltre un anno di emergenza, nonché per l’assunzione di psicologi di base (1 ogni 100mila abitanti) per assicurare gratuitamente l’aiuto a chi ha sofferto di più il disagio di pesanti e continui lockdown a causa del Covid, con un particolare riguardo alle forme di disagio psicologico dei bambini e degli adolescenti”.

A questi 477,75 milioni si aggiungono le risorse destinate al rilancio per il recupero delle liste di attesa sulle prestazioni sanitarie non erogate o rinviate a causa della pandemia. Il decreto ‘Sostegni Bis’, all’articolo 27, aggiunge ulteriori risorse per assicurare visite ed esami gratuiti a oltre 160mila cittadini che hanno sofferto il Covid-19 in modo grave con un ricovero e che ora potrebbero subire la ulteriore sofferenza dei postumi del virus, cosiddetta sindrome ‘Long Covid’.

Il capogruppo Pd in Sicilia ha parlato di questa crescente richiesta di neuropsichiatria infantile collegata al Covid: “Mi risulta un notevole aumento di richiesta di neuropsichiatria infantile e una riduzione di organico. Nella provincia di Palermo ci sono due distrutti sanitari che non eseguono più neuropsichiatria infantile, cioè Misilmeri e Petralia. Il mondo della sanità – ha dichiarato Lupo – andrebbe ridefinito dopo l’emergenza Covid, tenendo conto delle patologie che si stanno manifestando. Sicuramente non è tagliando gli organici o riducendo le dotazioni organiche o le piante organiche che si può far fronte a questa emergenza”.

Oltre alla riduzione del personale, quali sono le altre problematiche riscontrate?

“Quando in sanità riduci il personale hai ridotto tutto. Se accade, come accade, che in molti reparti non c’è più un amministrativo che risponde al telefono o che apre la porta ai pazienti, la sanità è allo sfascio. Non parliamo di perseguire modelli di eccellenza organizzativa, purtroppo siamo ridotti a livelli inferiori del mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, che sono il minimo per garantire i diritti costituzionali”.

La soluzione può essere legata solamente alle assunzioni o serve altro?

“Serve una corretta programmazione, certamente, anche un programma di assunzioni. All’Asp di Palermo- ha aggiunto il capogruppo Pd – sono andati in pensione in venticinque e per sostituirli ne sono state assunte solamente quattro. È chiaro che così si elimina una funzione di sanità pubblica. Io non ho nulla contro il privato convenzionato, ma non si possono chiudere intere specializzazioni di sanità pubblica. Lo ritengo un errore. Ovviamente l’Asp di Palermo risponde alle linee guida dettate dall’assessorato della Salute. Credo che, ogni direttore di Asp sarebbe contento di poter offrire un servizio migliore. Se l’assessorato continua a tagliare sulle Asp alle Asp non resta che tagliare sui territori. Non va bene che si chiudano alcune specializzazioni nei comuni lontanai dal capoluogo. I cittadini delle aree interne pagano le stesse imposte che pagano i cittadini di Palermo e devono avere garantiti gli stessi diritti. È tutto un sistema che purtroppo non va. Bisogna lavorare per far tornare normale l’offerta sanitaria con il calo dell’emergenza Covid. Invece c’è troppa lentezza per la riconversione dei reparti che, purtroppo, per troppo tempo sono stati costretti a pensare solo al Covid”.

Altro grande tema è legato alle patologie definite long-covid:

“Non mi risulta ci sia un piano in Sicilia. Il Governo, correttamente, ha approvato l’esenzione ticket per tutti gli esami diagnostici per gli ammalati di covid, questo perché bisogna diagnosticare correttamente le patologie post covid e poterle curare. L’offerta delle strutture riabilitative post covid è prossima allo zero, rispetto alla quantità di persone che adesso hanno bisogno di terapie. Molta gente di Palermo è costretta a spostarsi fuori città per curarsi. La Corte dei Conti ha rilevato che gli investimenti fatti in sanità sono troppo bassi”.

Lo scorso 30 maggio la Feder-Npi ha inviato una lettera alla Direzione Strategica ASP Palermo, facendo presente che, nonostante, negli ultimi 10 anni la domanda di assistenza in Neuropsichiatria infantile sia cresciuta l’organico si è sempre più ridotto. Nonostante questo, sempre nella lettera inviata dalla Feder-Npi, si parla di una ulteriore riduzione della pianta organica da parte delle Asp (-16 medici; -4 psicologi; -9 pedagogisti; -11 terapisti NPMEE; -12 logopedisti; -7 assistenti sociali), che non farebbe altro che accentuare le notevole problematiche. 

Da parte della Feder-NPI c’è l’invito alla direzione dell’ASP di mantenere il numero complessivo di 132 unità come previsto nella vigente pianta organica del 2017 apportando le modifiche: incrementare i logopedisti (14) i terapisti della NPMEE (14) e gli psicologi (17) ; mantenere il numero dei pedagogisti per quanti in servizio (9) e degli assistenti sociali (13) ridurre i medici di 6 unità, gli infermieri di 3, i tecnici Riab. Psichitrica di 4, i tecnici di NFP di 1 e  gli OSS di 3.


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