"Noi, ex sportelli multifunzionali | diventati carne da macello"

“Noi, ex sportelli multifunzionali | diventati carne da macello”

Un lavoratore degli ex sportelli multifunzionali della Regione scrive una lettera al governatore Crocetta. "Ci era stato garantito che saremmo tornati al lavoro il 5 maggio, in concomitanza con l'avvio di 'Garanzia Giovani'. Stiamo ancora aspettando".

lettera al governatore crocetta
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta da un operatore degli ex sportelli multifunzionali della Regione, rivolta al presidente della Regione, Rosario Crocetta.

Passano i giorni, passano le settimane e passano i mesi. Noi operatori degli ex sportelli multifunzionali siamo a braccia conserte ormai dal 23 aprile, fatidica data poco prima della quale la dottoressa Corsello aveva garantito la prosecuzione “senza interruzioni” della nostra attività lavorativa. Subito dopo, ci venne garantito che saremmo tornati al lavoro il 5 maggio, in concomitanza con l’avvio di “Garanzia Giovani”.

Stiamo ancora aspettando. Nel frattempo, è accaduto di tutto. Nel corso di innumerevoli manifestazioni di piazza, incontri, tavoli tecnici, vertici e riunioni “informali”, l’assessore al lavoro, la dirigente generale, il presidente Crocetta, il CIAPI e i sindacati hanno dato vita a un ballo degno dell’immortale scena de “Il Gattopardo”, paragone che d’altra parte mi sembra assai calzante anche e soprattutto in riferimento al contesto e a certe “modalità” tutte siciliane di portare avanti le cose. A partire dal 5 maggio, ci sono state proposte pietanze per tutti i gusti… Contratto a co.co.pro. per un anno? No, anzi, aspettate, tempo determinato per sei mesi, ma forse un anno… Però accidenti, la copertuna finanziaria non è sufficiente…

Allora ecco, pazienza, ricorriamo alla rotazione: cominciano a lavorare solo gli orientatori e poi via via entrano gli altri… Accidenti, però il CIAPI vuole i soldi in anticipo, perché ha paura che qualche sciagurato possa far causa per non avere percepito lo stipendio…e già, questo maledetto “optional” chiamato retribuzione! Ma non lo sanno gli ex sportellisti che nella vita il denaro non è tutto?! Aspettate, rifacciamo i conti, forse con le economie degli avvisi 1 e 2 recuperiamo qualche milione…però dovete pazientare, visto che questa è solo una stima ottimistica e che grazie ai potenti mezzi della regione siciliana le rendicontazioni vengono chiuse più o meno nel giro di due anni…

Possiamo comunque prendere X euro da qui, Y da lì…e magari rompiamo pure i salvadanai dei consiglieri dell’Ars, sempre così attenti alle esigenze dei cittadini, sempre al loro fianco, sempre pronti a scendere in piazza con loro senza limitarsi ai “j’accuse” sciorinati con grande frequenza su questo o quel giornale, sempre ammirevolmente pronti a far propri i problemi dei loro cari elettori, tanto che in pieno agosto sono stati capaci di votarsi una norma che blinda i loro sacrosanti stipendi mettendoli al sicuro quasi quanto le reliquie di sant’Agata.

Calma, calma! Tempo determinato per sei mesi va bene? No, il CIAPI se la fa sotto e pone un aut aut: ne prendo solo alcuni, quelli che servono in funzione del numero di utenti che si sono iscritti al Piano Giovani, vale a dire tre operatori ogni 200 iscritti, e poi vediamo di assumere altra gente a mano a mano che le iscrizioni vanno avanti…

Bando sì, bando no, la terra dei cachi… Esce il primo bando e viene ritirato dopo poche ore. Esce il secondo bando, ma assomiglia molto al primo e non garantisce affatto tutti i 1753 ex sportellisti. I quali oltretutto, beffa della beffe, devono pure essere sottoposti a un esame in piena regola e affrontare un quizzone da 10 DOMANDE 10 per dimostrare che in tredici anni hanno capito come si erogano le politiche attive del lavoro…meglio note in acronimo come PAL, sigla sulla cui possibilità di equivocare preferisco sorvolare, anche se appare evidente e inevitabile un’esegesi riferibile alla frantumazione delle gonadi, tanto negli ex sportellisti di sesso maschile quanto in quelli di sesso femminile.

I parti, tuttavia, si sa, sono sovente travagliati, con la conseguenza che, dato alla luce quest’aborto, dovrà passare tutto il tempo richiesto di norma per la presentazione delle domande, per l’espletamento del “concorsone”, per la pubblicazione delle graduatorie, per i ricorsi, per le nuove graduatorie, per le firme dei contratti, per l’assegnazione della sede e, infine, per l’ambito avvio di un rapporto di lavoro che durerà da uno a sei mesi, con stipendio ridotto (almeno nel mio caso e in molti altri) e da percepire chissà quando e, infine, con prospettive future pari a zero. Tra l’altro, non è da escludere che si andrà a lavorare ancora una volta, come per il progetto Spartacus, in uno dei malmessi uffici regionali, dove già per sei mesi si è preteso che lavorassimo senza arredi, senza pc, senza stampanti, senza fotocopiatori e (sì, è capitato anche questo!) senza carta igienica né sapone.

Nel frattempo, a Palermo impazzano i fuochi d’artificio. Il sito regionale del Piano Giovani va in tilt e inizia lo scaricabarile. “E’ colpa tua”! “No, tua”! La signora Corsello pubblica un nuovo bando e gli assessori Bruno e Scilabra cadono dalle nuvole e se la prendono con la dottoressa. E ancora, a seguito del “flop day”, si apre un’infuocata corrispondenza di amorosi sensi tra la Corsello stessa e l’ex pm Ingroia, oggi a capo di Sicilia & Servizi.

In tutto questo bailamme, trova il tempo e la voglia di inserirsi anche il marito della signora Corsello, avvocato Salvatore Tamburo, che scende in campo in difesa della moglie, tirata in ballo nella vicenda riguardante un incarico lavorativo assegnato alla figlia della coppia. In una lettera inviata a Crocetta e a Livesicilia, infatti, Tamburo lamenta il “pubblico ludibrio” al quale sarebbe stata esposta la moglie, affermando che “come legale e come padre”, non ha potuto “tacere nè tollerare altro”.

Mi chiedo, tuttavia, se il signor Tamburo, come padre, si sia mai chiesto se c’è gente che viva sulla propria pelle situazioni ben peggiori del “pubblico ludibrio” e se gli ex sportellisti abbiano “tollerato” in misura paragonabile alla sua. No, di certo no. Il signor Tamburo non può certo preoccuparsi di noi, né il tema degli ex sportellisti presenta alcun nesso con la vicenda in questione. Mi limito allora a chiedere (e a chiedergli): la sua lettera sarebbe mai stata pubblicata, se egli non fosse il marito della dottoressa Corsello? Non avrebbero forse diritto di lamentarsi pubblicamente tutte le persone vittime di soprusi e ingiustizie? Tamburo avrebbe dovuto evitare di scrivere che “la Costituzione Italiana garantisce a tutti parità nei diritti”. Di fatto, non è così, caro marito della Corsello. Lo chieda al presidente Crocetta, che, nel suo infinito spirito democratico e pronto all’ascolto dei cittadini, ha espulso dalla sua pagina Facebook me e svariati miei colleghi ex sportellisti che, nelle scorse settimane, avevano osato esprimere il proprio sdegno per il trattamento riservato alla nostra categoria.

La parità di cui parla l’avvocato, purtroppo, non esiste. Le sue figlie vivono serene. Lui e sua moglie non sanno che cosa significhi dover vendere beni di famiglia per mangiare, né sanno che cosa voglia dire vedere messi a repentaglio gli studi e il futuro di figli ai quali non si può garantire più nulla. Già, perché, sarcasmo a parte, il dramma di noi ex sportellisti, ormai, è questo: ritrovarsi nella condizione di soggetti prossimi allo status di indigenti; anzi, a dire il vero, per molti tale status è già realtà, e da tempo, come dimostrano i colleghi suicidatisi nell’ultimo anno o quelli che decidono di mettere in vendita un rene pur di prolungare ancora un po’ la sopravvivenza della propria famiglia. Di tutto questo, però, a Crocetta & Co. interessa ben poco, presi come sono dalle loro beghe e dai loro litigi di palazzo, pur sempre comodamente assisi nelle loro poltrone da svariate migliaia di euro al mese con tanto di privilegi e pensioni garantite per il domani.

E noi? Carne da macello. Terreno sul quale si sta consumando la farsa della più inetta amministrazione regionale mai comparsa sul nostro sventurato “triangolo maledetto”… Oggetto di quella “macelleria sociale” che il governatore ha sempre proclamato di volere a tutti i costi evitare e che, invece, sta lasciando accadere sotto gli occhi di tutti… Era questa la sua tanto sbandierata RIVOLUZIONE, Crocetta? Si rende conto che, al contrario, questa non è altro che INVOLUZIONE? La rivoluzione la fanno i grandi. E, di solito, la fa il popolo.

Si ricordi dei Vespri, presidente. La storia, a volte, ama ripetersi. E, foss’anche a distanza di quasi otto secoli, potrebbe farlo, anche se i siciliani di oggi sono molto più pigri e indolenti di allora. Per cui, occhio. Le vacche, per quanto magre, potrebbero non gradire più di essere macellate. E a quel punto, per chi abita nelle stanze del potere, sarebbe scomodo ritrovarsi negli stessi panni in cui si trovarono i francesi che occupavano la Sicilia, in quel lontano 1282. Con i miei migliori auguri, Crocetta. Ne ha davvero bisogno, anche se non quanto me e i miei colleghi.

Giuseppe Verdi
ex progettista, ex lavoratore e quanto prima ex siciliano


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