PALERMO – Sono state approvate questa mattina in giunta le nuove regole per la selezione dei manager della Sanità pubblica siciliana. Il documento, presentato dall’assessore alla Salute Ruggero Razza, è stato approvato dal governo riunito e stabilisce “modalità e criteri per la valutazione di adeguatezza dei candidati”. Si tratta di uno dei passaggi della procedura di selezione pubblica avviata attraverso la pubblicazione dell’Avviso nella Gurs del 2 marzo 2018. Le istanze pervenute sono oltre cento. “Abbiamo risposto all’esigenza, fortemente avvertita dal nostro sistema sanitario, di stabilire più saldi criteri nelle procedure e intervenire sulla nomina dei direttori generali secondo principi di merito, trasparenza e imparzialità”, ha commentato Razza.
La selezione si articolerà in tre “macro-fasi”. La prima servirà per la costituzione dell’elenco degli aspiranti alla nomina di direttore generale, con una preselezione in ordine alfabetico utile alla divisione in due elenchi: uno per candidati con i requisiti minimi richiesti dall’avviso pubblico, l’altro per i candidati con cause di inammissibilità o esclusione (che verranno quindi estromessi dalla procedura).
La seconda fase è quella della “pesatura” dei titoli. Questa a sua volta si articola in due passaggi: la valutazione “curriculare” e quella relativa alle competenze. Nel primo caso, quindi, verranno presi in considerazione i titoli degli aspiranti manager: (specializzazioni, pubblicazioni scientifiche, altre esperienze professionali). La commissione potrà poi attribuire un ulteriore punteggio in relazione all’età anagrafica, alla dimensione delle Aziende già o alla dimensione delle strutture guidate in passato (sia dal punto di vista del personale che da quello finanziario).
A questa valutazione si aggiunge come detto quella delle competenze tecnico-gestionali, manageriali e trasversali (tra le altre cose anche la capacità di saper comunicare, avere visione, essere leader, fare squadra, saper delegare). Anche in queste fase la Commissione valuterà eventuali cause di esclusione dei candidati. Alla fine della procedura portata avanti dalla Commissione, i candidati saranno inseriti nelle rose di nomi da sottoporre all’esame della giunta di governo per la scelta discrezionale.
La Commissione procederà ad assegnare i candidati a una delle quattro categorie: Aziende sanitarie provinciali metropolitane (Palermo, Catania e Messina), Altre aziende sanitarie provinciali (Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani), Aziende ospedaliere universitarie (Policlinico Giaccone di Palermo, Vittorio Emanuele di Catania e Martino di Messina) e Irccs Bonino Pulejo/Piemonte di Messina, Arnas e altre aziende ospedaliere (Civico di Palermo, Garibaldi di Catania, Villa Sofia di Palermo, Cannizzaro di Catania, Papardo di Messina).
Dopo le polemiche sorte per l’intervento del presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, che aveva confessato in diretta Tv di aver già sentito al telefono almeno uno dei candidati, e dopo la presentazione di un disegno di legge a firma Tommaso Calderone (Forza Italia), che introduce nelle procedure per la selezione anche una prova scritta e prevede in commissione anche la presenza di due magistrati e due docenti di materie giuridiche, il governo intanto ha messo la firma sulle regole da seguire per arrivare alla nomina dei manager.

