PALERMO – “Da oggi la Procura di Palermo riparte a pieno ritmo e lo farà con grande efficacia”. Le parole del procuratore Francesco Lo Voi hanno il tono della chiamata alle armi nel giorno in cui si insediano i quattro nuovi procuratori aggiunti Marzia Sabella, Ennio Petrigni, Paolo Guido e Sergio Demontis.
“È una bella pagina per la Procura e per l’ambiente giudiziario palermitano”, aggiunge Lo Voi, facendo un riferimento “ai percettibili segnali di armonia che ho già raccolto tra i nuovi aggiunti e gli altri colleghi della Procura”.
L’udienza per l’insediamento si svolge davanti al collegio presieduto da Salvatore Di Vitale, che è anche il presidente del Tribunale. L’aula è piena, manca qualcuno all’appello, ma è impossibile stabilire se le assenze siano frutto di malumori (le nomine danno spazio, sempre e comunque, a legittime recriminazioni) oppure per impegni d’ufficio o personali.
Non resta che prendere per buone le parole con cui Lo Voi sottolinea la compattezza dell’ufficio e ringrazia i quattro ex aggiunti (Leonardo Agueci, Vittorio Teresi, Maurizio Scalia e Teresa Principato) e i tre sostituti che hanno svolto il compito di reggenti negli ultimi mesi: Calogero Ferrara, Caterina Malagoli e Annamaria Picozzi.
In prima fila ci sono i quattro suoi nuovi “vice”. Hanno anni di esperienza sulle spalle, ma l’emozione c’è. Il procuratore ricorda alcune tappe del loro curriculum: “Marzia Sabella rientra dopo un periodo di fuori ruolo in una funzione delicata come quella della Commissione parlamentare Antimafia, gli altri sono sostituti in questa Procura”. “Demontis – prosegue – si è impegnato in complessi processi contro la mafia e in quelli sui reati a danno della pubblica amministrazione. Poi è entrato in Dda, svolgendo le funzioni di pm in alcuni dei più importanti processi per 416 bis. Paolo Guido è in procura a Palermo da vent’anni. Già nel 2002 è stato in Dda, occupandosi di procedimenti di grande rilevanza. Petrigni è in magistratura dal 1991, ha cominciato come giudice a Sciacca. Si è occupato di reati ambientali, urbanistici, di truffe all’Ue, ha mostrato la sua versatilità occupandosi di colpe medica e poi è entrato in Dda”. “Anche Marzia Sabella – spiega Lo Voi – ha fatto un po’ di tutto ma i risultati di maggiore rilievo li ha avuti durante la permanenza in Dda, si è occupata del coordinamento delle indagini su numerosi latitanti tutti arrestati: uno su tutti Bernardo Provenzano. La loro professionalità è garanzia di ottimi risultati”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Di Vitale, che loda le scelte del Csm e approfittà dell’ufficialità della cerimonia per ribadire la carenza di organico tra i giudici. “C’è una scopertura del 20% – spiega – quasi a livello delle sedi disagiate”. Usa una metafora calcistica per segnalare la difficoltà del momento: “Per mettere la palla in rete il Tribunale deve avere una squadra attrezzata”. Un modo per ribadire, senza polemica, la centralità del lavoro dei giudici. Di quelli che firmano le ordinanze di custodia cautelare e di quelli che celebrano i processi. Sono i giudici che vagliano, nella fase preliminare e processuale, il lavoro dei pubblici ministeri.
Lo Voi annuisce e sorride, pensando probabilmente alla mole di lavoro che attende il via libera all’ufficio Gip oberato di lavoro e con meno magistrati in servizio di quelli che sarebbero necessari.
Alla fine applausi e abbracci. Qualcuno fa notare la presenza di alcuni avvocati, ma non dei rappresentanti dell’ordine forense. Il presidente Francesco Greco dice non avere ricevuto alcun invito, ma spegne sul nascere ogni polemica: “Domani mattina andrò dal procuratore per stringergli la mano – spiega – e augurare buon lavoro ai nuovi aggiunti”.
Guido coordinerà le indagini sui clan mafiosi di Trapani e Agrigento; Petrigni quelle sulla criminalità diffusa; a Sabella il compito di coordinare le inchieste sulla nuova emergenza della tratta di essere umani e le misure di prevenzione; Sergio Demontis prenderà il posto di Bernardo Petralia (fresco di nomina alla procura generale di Reggio Calabria) alla guida del Dipartimento reati contro la pubblica amministrazione. Completano lo scacchiere i procuratori aggiunti Salvatore De Luca (indagini sulle cosche mafiose di Palermo e Provincia) e Claudio Corselli (criminalità economica e ambientale). Presto sarà bandito il concorso per ricoprire il posto di Petralia.

