PALERMO – Avrebbe sfruttato gli operai della sua azienda agricola sottoponendoli a turni di lavoro massacranti e costringendoli anche a restituire parte della busta paga. Il giudice per l’udienza preliminare Stefania Gallì del Tribunale di Termini Imerese ha condannato a 4 anni e 10 mesi il notaio Gianfranco Pulvino, originario di Valledolmo.
Pulvino, 52 anni, era imputato per sfruttamento del lavoro, caporalato ed estorsione. Condannato per favoreggiamento a due mesi con la sospensione condizionale della pena un collaboratore del notaio, Giovanni Barone.
Se nel caso di Pulvino padre non ha fatto breccia la linea difensiva degli avvocati Salvatore e Rosalia Maria Guggino, gli stessi legali hanno ottenuto l’assoluzione del figlio del notaio, Giovanni, (del collegio difensivo faceva parte anche l’avvocato Giuseppe Ortolani) per il quale era stata chiesta una condanna a tre anni e quattro mesi. Assolto pure un altro collaboratore del professionista, Francesco Licitra.
Le indagini sono state avviate nel luglio del 2018 quando i carabinieri hanno scoperto che alcuni braccianti sarebbero stati sfruttati e costretti ad accettare, anche con minacce, retribuzioni inferiori di quanto previsto dal contratto: appena 25 euro giornalieri, rispetto ai 65 euro riportati solo formalmente nelle buste paga.
Il notaio, gestore di un’azienda agricola formalmente intestata all’anziana madre con terreni a Valledolmo, Caltavuturo, Sclafani Bagni e Vallelunga Pratameno, avrebbe sfruttato gli operai facendoli lavorare 12-13 ore al giorno, senza maggiorazioni per il lavoro straordinario, notturno o festivo e, approfittando del loro stato di bisogno.
I carabinieri hanno riscontrato poi che Pulvino avrebbe costretto i lavoratori, dietro minaccia del licenziamento, a restituire in contanti parte delle somme loro corrisposte con gli assegni mensili, solo formalmente rispondenti alle previste buste paga, facendoli persino accompagnare in banca dal suo fidato collaboratore per incassare gli assegni e subito restituire le somme pretese.
Gli operai si sono costituiti parte civile, e hanno ottenuto una provvisionale a titolo di risarcimento dei danni, con l’assistenza degli avvocati Francesco Costantino, Luigi Favari, Giuseppe Messina e Liborio Pirrone.

