PALERMO – Un progetto da 8 milioni di euro per rimettere a nuovo il Palazzo più importante della città. La giunta Orlando ha approvato l’accordo quadro con cui tirare a lucido il Palazzo delle Aquile che, a piazza Pretoria, di fronte all’omonima fontana, funge da sede di rappresentanza più prestigiosa del sindaco e del consiglio comunale. Un edificio che raffigura simbolicamente, ma anche nella sostanza, la politica cittadina, il luogo in cui vengono prese le decisioni più importanti per i palermitani, un monumento tra i più famosi e apprezzati dai turisti.
Eppure, nonostante tanta gloria, non si può dire che il Palazzo goda di ottima salute, nonostante gli sforzi di sindaco e consiglio. L’ultimo intervento di restauro, ma soltanto esterno, risale al 2000 in occasione della conferenza internazionale dell’Onu, quando il primo cittadino era ancora Orlando. Sia prima che dopo solo interventi tampone, slegati fra loro (dai condizionatori ai solai, dalle infiltrazioni agli uffici della Segreteria generale), per risolvere singoli problemi ma senza una visione d’insieme.
Oggi è in dirittura d’arrivo invece un progetto organico, di cui si parla da anni ma che per lungo tempo è rimasto bloccato. Il primo accordo quadro, da 8 milioni, servirà per gli interventi strutturali e i cantieri potrebbero essere aperti entro sei mesi; seguiranno altri due accordi quadro, uno sui restauri artistici e uno sugli arredi, per altri 4 milioni di euro. “L’idea originaria prevedeva lo svuotamento dell’edificio – dice l’assessore al centro storico Emilio Arcuri, che ricopriva lo stesso ruolo anche 16 anni fa – abbiamo preferito optare per una lavorazione più lenta, ma che garantisca l’apertura del Palazzo e quindi i servizi ai cittadini”.
Il Palazzo cambierà profondamente volto: da una nuova scala interna a un nuovo ascensore, dal rifacimento della terrazza a un sistema di risparmio energetico che capirà, autonomamente, se ci sono ancora persone nelle stanze disattivando luce e riscaldamento, qualora qualche impiegato li avesse dimenticati accesi. Un modo per rendere la bolletta meno salata.
“Non posso che essere soddisfatto – dice il presidente del consiglio comunale Totò Orlando – il fatto che la città si occupi dell’edificio che rappresenta le sue istituzioni è non solo necessario, ma anche fortemente simbolico. In queste settimane il Palazzo ha ospitato numerose iniziative culturali, abbiamo illuminato la piazza di sera in collaborazione con Amg: insomma, la piazza e il Palazzo stanno riacquisendo quella centralità, anche culturale, che spetta loro nell’ambito del centro storico. Anche dal loro recupero passa la riqualificazione e il rilancio della porzione più antica di Palermo”.
L’accordo quadro, finanziato con 8,1 milioni di euro di fondi Fas e della durata di quattro anni, permetterà di individuare una ditta che procederà per fasi con singoli contratti, evitando così la chiusura completa del Palazzo. La prima fase, di preparazione, durerà 6 mesi; la seconda riguarderà il primo piano e parte del secondo e durerà 30 mesi; la terza fase si concentrerà su Sala delle Lapidi, Sala Gialla e Sala Montalbo (8 mesi); la quarta Sala Rossa e Sala Garibaldi (4 mesi).
Il progetto consentirà di adeguare l’edificio dal punto di vista tecnologico, ma soprattutto di preservarne le ricchezze artistiche e architettoniche. Partendo dalle planimetrie di Bonomo e dai grafici di Almeyda, continuando poi con documenti di archivio e le indagini più recenti, sono stati previsti interventi di recupero, conservazione, consolidamento, ristrutturazione, manutenzione straordinaria, rifunzionalizzazione e restauro. In particolare i lavori consentiranno di rimodulare ambienti e uffici, risanare i muri contrastando l’umidità alla base, consolidare i solai, demolire quegli elementi aggiunti di recente ma che poco c’entrano con l’aspetto originario, razionalizzare lo smaltimento delle acque meteoriche.
E ancora l’adeguamento delle vie d’uscita, un nuovo ascensore e una scala, l’abbattimento delle barriere architettoniche, nuovi servizi igienici, rifacimento degli impianti idrico, elettrico, di climatizzazione e antincendio, restauro dei prospetti esterni. Fiore all’occhiello sarà il risparmio energetico, con un sistema che capirà da solo se qualcuno è presente o meno nelle varie aree dell’edificio. Dal punto di vista artistico, verranno restaurati lo scalone monumentale, i portali, le decorazioni, i soffitti e la pavimentazione originaria in marmo di Sala delle Lapidi, oggi coperta dagli scranni dei consiglieri. Nell’androne saranno ripristinate le cromie originarie e il lucernario, nelle stanze della Deputazione le decorazioni e il soffitto ligneo cinquecentesco.

