Sarà la Corte d’Assise di Caltanissetta a celebrare il processo per l’omicidio del sedicenne Giuseppe Di Dio, ucciso a colpi di pistola il primo novembre scorso a Capizzi, in provincia di Messina. La decisione è arrivata dopo che il pubblico ministero Salvatore Interlandi ha modificato il capo d’imputazione, contestando anche l’aggravante dei futili motivi. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Enna, Giuseppe Noto, preso atto della nuova contestazione al termine della camera di consiglio, ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d’Assise, dove la prima udienza è stata fissata per il 2 ottobre.
Omicidio Capizzi, contestato il capo d’imputazione
La modifica dell’accusa comporta anche l’impossibilità di ricorrere al rito abbreviato per i tre imputati: Giacomo Frasconà Filaro, 20 anni, il padre Antonino Frasconà, 49 anni, e il fratello Mario Frasconà, 19 anni, assistiti dall’avvocato Felice Lo Furmo. I tre sono accusati, in concorso, dell’omicidio volontario del giovane Giuseppe Di Dio. Le accuse dovranno essere valutate nel corso del processo e l’eventuale responsabilità penale potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva. All’udienza erano presenti anche i legali della famiglia della vittima, gli avvocati Nino Grippaldi e Giovanni Palermo. Si è inoltre costituito parte civile il Comune di Capizzi, rappresentato dall’avvocato Salvatore Timpanaro.




