Ora Crocetta fa il sicilianista | Ma è stato lui a svendere l’Isola - Live Sicilia

Ora Crocetta fa il sicilianista | Ma è stato lui a svendere l’Isola

Il governatore chiama i siciliani a uno scatto d’orgoglio. Solo dopo aver demolito l’Autonomia.

Il corsivo
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PALERMO – E alla fine Crocetta si scoprì sicilianista. Lo ha fatto con un accorato video su Facebbok, richiamando all’orgoglio siculo, dopo quattro anni di Autonomia messa in un angolo, relegata nel ripostiglio angusto della realpolitk, delle necessità. Che si deve pur governare, stare saldi sulla poltrona di Palazzo d’Orleans.

Anche a costo, ad esempio, di rinunciare al diritto dei siciliani di far valere il proprio Statuto. Un diritto tolto da Crocetta all’Isola, per far quadrare bilanci che, stando agli slogan della rivoluzione, cinque anni fa, avrebbe dovuto risanare a sforbiciate. Anzi, mettendosi alla guida di una metaforica demolitrice: giù le partecipate mangiasoldi, giù i privilegi. Alla fine, le partecipate sono lì e costano sempre tanto, come ha messo nero su bianco la Corte dei conti, e lui, nel frattempo le ha riempite di fedelissimi, spesso non proprio fortunati nei confronti delle varie giurisdizioni di Sicilia. E i privilegi hanno seguito i flussi incostanti della doppia morale del presidente e del suo cerchio magico.

E così, sono state necessarie rinunce sanguinose. I contenziosi, per cominciare, ossia le cause che la Regione avrebbe potuto vincere incamerando molto più di quanto “concesso” dallo Stato. Ma anche sacrifici meno visibili: tagli alle spese, paletti strettissimi. Come si fa con i sorvegliati speciali.

E tra quelle concessioni, ecco persino l’obbligo per la Regione siciliana di recepire interamente le norme approvate a Roma. Dalla legge Delrio sulle Province, che il governo sta provando a copiare in bella rinunciando ai propositi “epocali” annunciati dalle Arene televisive, passando per la legge Madia. Scritte a Roma e recepite qui. Come se lo Statuto speciale non ci fosse.

Ma fosse solo quello, il problema. Crocetta chiama i siciliani alle armi (culturalmente parlando, si intende). “È una battaglia per la libertà e per l’orgoglio, facciamola insieme”, ha detto in un video a tratti irreale. Orgoglio a scoppio ritardato. Nessuna protesta, ad esempio, quando tra le ordinanze che di fatto hanno comportato un “commissariamento” della Regione sul tema dei rifiuti – altro settore nel quale la Sicilia si è interamente messa nelle mani di Roma – il Ministero ha chiesto al governo regionale di approvare con “solerzia” e di far esaminare dal parlamento la nuova riforma dei rifiuti. Insomma, non solo Roma avrebbe dettato e la Sicilia avrebbe scritto, ma il governo dell’Isola avrebbe dovuto persino “compulsare” il legislatore, finora scelto – con alterne fortune – comunque dai siciliani.

“Indietro non si torna”, la minaccia di Crocetta. Quelli che c’erano prima, non torneranno. Chissà se si riferiva all’ex assessore alla Sanità di Cuffaro, ossia Giovanni Pistorio che è stato suo assessore (con due deleghe diverse) per buona parte di legislatura, o chissà se si riferiva agli ex berlusconiani di Alfano che oggi sostengono il suo governo con tanto di assessore (dimissionario sine die) in giunta, o chissà se si riferiva ai tanti ex lombardiani che puntellano la maggioranza, che fanno parte degli uffici di gabinetto, che persino lui ha nominato o fatto nominare in carrozzoni e società partecipate regionali e provinciali. Chissà se si riferiva al suo braccio destro Beppe Lumia e al suo assessore all’agricoltura Antonello Cracolici che furono i più convinti sostenitori della seconda fase del governo Lombardo. Chissà se parlava dei tanti ex cuffariani, uomini eletti con Micciché, persino con Musumeci, messi lì a puntellare il suo potere sempre più fondato su incarichi e commissariamenti. E l’elenco è davvero lungo e variopinto.

Adesso, però, ecco che Crocetta sfodera l’orgoglio: “Roma non deciderà il prossimo presidente della Regione”. Dichiarazione da memoria corta, cortissima. Come se la stessa candidatura di Crocetta, nel 2012, non fosse stata la naturale realizzazione di un accordo romano tra Bersani e Casini, tra Pd e moderati. Ancora più “presente”, a dire il vero, è l’intervento romano oggi. Nella giunta. Dove siede, sulla poltrona dell’Economia, decisiva per le sorti della politica siciliana, un assessore che di siciliano ha nulla e che è stato scelto proprio nella Capitale dal Pd di Renzi per “dare una mano” a Crocetta. Un “bis”, a dire il vero,la nomina di Alessandro Baccei, perché mai come con Crocetta, si sono alternati tanti assessori all’Economia extrasiculi: in principio fu un altro romano, Luca Bianchi.

Ma Roma, dice Crocetta, ora deve stare fuori. Ora. Solo adesso. Perché Crocetta è diventato sicilianista. E ai siciliani sta chiedendo uno scatto d’orgoglio, una reazione. A cosa? Non si è ben capito. A meno che non si voglia ridurre quell’incitamento all’ennesima, triste puntata del dualismo a distanza con Davide Faraone. Così, un suggerimento forse potrebbe essere reperito sempre dall’ultima (mancata) parifica del bilancio: la Corte dei conti (sia la sezione di controllo che la Procura) ha “censurato” la disinvoltura con la quale il governo regionale ha ulteriormente indebitato la Sicilia, con una progressione e cifre mai viste. Indebitando i siciliani spesso per i prossimi trent’anni. “E’ un problema generazionale”, hanno commentato i magistrati contabili, puntando il dito contro i tre miliardi di nuovi debiti creati da Crocetta. Il sicilianista, appunto.

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Commenti

    Ma perchè continuare a perdere tempo stando a sentire Crocetta…sarebbe come stare a sentire le vicende del Palermo e di Zamparini, occupiamoci di altro, per favore…

    Gran bell’articolo bravo Sabella questo e giornalismo senza peli sulla lingua, ribadisco nuovamente la mia stima

    Speriamo che finisca tutto e che la Sicilia venga commissariata anche se i siciliani non se lo meritano.
    Prima si sperava in un vero cambiamento, quello di crocetta, ora speriamo in un commissariamento, quello del governo Crocetta.
    Questo uomo ha fatto di tutto e di più.
    Macellazione dei dipendenti (ora arriveranno tutti i decreti ingiuntivi per l’illegittimità dei licenziamenti), e lì soldi da uscire a palate a discapito sempre dei siciliani.
    Periodo estivo, turistico ad alto tasso di mancanza di dignità con musei chiusi per mancanza di personale, albi dei dipendenti illegittimamente licenziati che vengono presi per i fondelli da oltre 3 anni sulla legittima reimmissione nei posti illegittimamente licenziati.
    Forestali con ore non riconfermate che fanno di tutto….. per essere ripresi;
    L’EAS che deve interrompere l’erogazione dell’acqua per passare la gestione ai comuni ma manca la circolare e nel frattempo l’EAS è senza mezzi, senza benzina, senza nulla per gli interventi di emergenza;
    L’ESA che acquista fotocopiatori, personal computer ecc. senza avere fondi e i fornitori non sanno in quale anno verranno pagati.
    Così pure i Beni culturali che non hanno più una fotocopiatrice e il personale deve uscire per fare una fotocopia e per stampare un documento interno deve dire al cittadino richiedente: Non abbiamo dove stampare.
    A questo punto è veramente giusto che per fare andare via Crocetta, la maledeizione siciliana, venga commissariata la Sicilia , “tanto più scuro di mezzanotte un po fare”

    Fateci un favore, non parlate mai più di Crocetta è finito politicamente!!!! Rosario Crocetta deve solo ringraziare Gianfranco Miccichè se ha fatto il Presidente della Regione in questi 5 anni di disastro compiuto. Se non si fosse candidato Miccichè 5 anni fa contro lo schieramento di centrodestra il Presidente della Regione Sicilia sarebbe stato Nello Musumeci. Ancora oggi a distanza di 5 anni sempre Miccichè mette il bastone fra le ruote a Nello Musumeci prossimo Presidente della Regione, tendando invano di cercare candidati nell’area di centro, area che la gente non vuole sentire parlare.

    92 minuti di applausi

    Condivido. La testata giornalistica fa bene a ricordarci le vane promesse di Crocetta, per ricordarci cosa ha fatto … ben poco (l’ho votato, mannaggia a me!). ma penso come te, Giuseppe, che bisogna andare avanti. Spero che la gran parte dei siciliani al momento delle urne dia una sonora sberla, come farò io, non votando lui e l’antimafia di facciata che tanto lo ha sostenuto e che ora non sa che pesci pigliare… Dottore Grasso, mi raccomando, li lasci affondare, non faccia usare il suo nome, la sua storia, il suo prestigio a questi nulla facenti!

    E tu l’assessore baccei, tecnico fiorentino messo da Renzi come assessore alle finanze, non lo chiameresti commissariamento? Siamo già commissariati da anni e i risultati si vedono. Altri 5 anni di commissariamento non sono sostenibili.

    BASTAAAAAAAA!!!

    e tu fammi lo stesso favore…..non parlare più di un governo regionale di centrodestra……abbiamo avuto Cuffaro e ci è bastato. abbiamo visto “l’affaire” sanità con il suo sodale bagherese Aiello, abbiamo visto gli incontri con il boss della mafia, abbiamo visto una gestione totalmente clientelare della nostra regione…….ma di cosa sta parlando…..ok criticare crocetta ma scordarsi del decennale cuffariano…….

    Sono d’accordo….CROCETTA è stato il regalo che ci ha fatto GIANFRANCO MICCICHE’…..che pare si voglia attrezzare per farcene ancora uno di regalo….ma stavolta non ci lasciamo fregare…..NELLO MUSUMECI e basta

    Crocetta sei patetico.
    Devi andare solo a casa, noi Siciliani veri solo una volta possiamo sbagliare.

    Rosario lanciati come 5 anni fa e ti faccio vedere che ti vengono tutti dietro, i cittadini siciliani ti amano, hai salvato la nostra Sicilia e ti voteremo.

    Ma non era questo Crocetta a dire peste e corna della Regione siciliana da Giletti? Mi sbaglio?

    Quando si parla di Crocetta quale presidente della Sicilia non riesco a capacitarmi che questa è la realtà e non un bruttissimo sceneggiato inguardabile e prodotto dallo stesso protagonista, perché nessuno avrebbe messo un centesimo per produrlo.

    Ho rispetto per chi lo ha votato, ma sono sicuro che non potevano immaginare che cosa era capace di combinare, e penso fortemente che hanno votato soprattutto l’antimafia sbandierata a ragione o ad arte.

    Crocetta beh niente da aggiungere all’articolo. Ma gli altri 89 onorevoli deputati dell’ARS, i partiti che hanno sostenuto Crocetta e quelli che hanno fatto la più finta delle opposizioni, quante responsabilità hanno? Dov’erano quando si approvava il furto da 10 miliardi all’anno del governo Italiano ai danni della Sicilia. Dov’erano quando l’Italia calpestava lo Statuto sotto i piedi di un colonialismo palese.
    E adesso si ripresenteranno con qualche travestimento da CINISMO politico a promettere riscatto per la Sicilia
    Su una cosa Crocetta ha ragione: ci vuole uno scatto di orgoglio dei siciliani. Si ma per cacciarli via per rigettare questa classe politica asservita alle segreterie romane, milanesi o genovesi e andare oltre sulla strada dell’affermazione di un partito siciliano per i siciliani che non faccia alleanze con chi ci ha portato a questo disastro. Un partito che renda davvero i siciliani Siciliani Liberi.

    Quando se ne va

    CHE SE NE RITORNI NELLA SUA BELLISSIMA GELA

    siciliani stringete la cinghia perchè ci sono le banche del nord in fallimento che lo stato deve salvare.

    Meglio che non commento il mio pensiero su questo ipocrita ( crocetta nostra ) se no verrò di certo censurato.

    Michela guardi che è capace anche di crederci il nostro amatissimo presindente hahahaha……hahahahahah

    Baccei glielo ha messo faraone, e adesso tutta la cricca del PD vorrebbero rifarsi la verginità, cercando candidati per la presidenza.
    Sono colpevoli quanto crocetta o forse più, perché lo hanno appoggiato e condiviso nelle scelte, e no hanno avuto il coraggio di dimettersi e andare alle urne.
    Ci vorrano decenni prima che la SICILIA possa rifiorire come era prima.
    Un grazie di cuore a tutti quelli che ci hanno governato in questi ultimi anni da parte di tutti i siciliani, che sono più poveri, e adesso hanno i figli fuori italia o nel nord, quando invece di creare sviluppo hanno solo a rimpizzare le loro tasche.

    Condivido in pieno quanto scritto nell’articolo. Addirittura degli assessori non siciliani nell’Assemblea Regionale Siciliana! Crocetta ha davvero toccato il fondo … E ormai è troppo tardi per parlare di sicilianità nel vano tentativo di riacquistare consensi: il 5 novembre affogherà nella sua ipocrisia …

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