PALERMO – Il Tar non ha accolto la richiesta di sospensione cautelare del provvedimento. Resta valida la decadenza della concessione della Italo-Belga per la spiaggia di Mondello. Il merito della vicenda sarà trattato successivamente, ma seguirà il ruolo ordinario del Tribunale amministrativo. Di certo dopo l’estate. La data sarebbe stata fissata fin d’ora qualora la sospensiva fosse stata accolta. La società può comunque ancora chiedere di anticipare la trattazione del merito e fare ricorso cautelare al Consiglio di giustizia amministrativa. Leggendo le dieci pagine dell’ordinanza del Tar, però, emerge una chiara valutazione di merito.
Contrasto con il diritto europeo
Perché i giudici amministrativi non hanno accolto la sospensiva? La Italo-Belga riteneva di essere titolare delle concessioni revocate in quanto prorogate sino a settembre 2027 sulla base di un decreto legislativo del 2024 e una circolare dell’assessorato al Territorio del 2025. Sul punto i giudici scrivono che “la giurisprudenza amministrativa si è ripetutamente pronunciata sulla necessità che giudice e amministrazione disapplichino, per contrasto con il diritto europeo, la normativa recante proroghe generalizzate delle concessioni demaniali marittime con l’eccezione di eventuali proroghe tecniche, che comunque presuppongono l’indizione di una procedura selettiva o della sua indizione in tempi brevissimi sulla base di espressi atti di indirizzo”.
Provvedimento plurimotivato su Mondello
In ogni caso, aggiungono i giudici, “il provvedimento è plurimotivato, il che incide su eventuali carenze procedimentali che dovessero riguardare una delle società in esso menzionate quali reali esecutrici di attività secondarie nell’ambito della concessione”.
L’assessorato ha ritenuto che fosse venuto meno il rapporto fiduciario con la Italo-Belga poiché aveva esternalizzato una fetta consistente dei servizi affidati in concessione a Mondello. In particolare, affidando alla Gm Edil le operazioni di montaggio e smontaggio delle cabine e dei lettini e la manutenzione dello stabilimento balneare.
Il caso Gm Edil
La Gm Edil srls è al centro della questione, sollevata per primo dal deputato Ismaele La Vardera e da Matteo Hallissey di +Europa. La società è amministrata dall’incensurato Rosario Genova, dipendente anche della Italo-Belga e fratello di Bartolo. Quest’ultimo capomafia di Resuttana, tornato in libertà nel 2023 e che quando fu arrestato nel 2012 lavorava pure lui a Mondello per la Italo-Belga. Il boss era stato assunto alla Gm Edil e licenziato dal fratello quando sono iniziate le polemiche. Altri dipendenti con vecchie condanne e parentele mafiose sono rimaste al lavoro.
Sul punto, si legge nell’ordinanza, l’assessorato “ha considerato una serie di elementi ulteriori rispetto alla relazione della Commissione regionale antimafia”. Ed ancora che la Italo-Belga “ha prodotto il mero dispositivo del provvedimento di prevenzione collaborativa (la cui adozione presuppone l’esistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa riconducibili a situazioni di agevolazione occasionale) recentemente emanato dalla competente Prefettura da cui si evince che detta misura è stata applicata nella misura massima”.
Secondo la società concessionaria, la Gm.Edil ha svolto solo una piccola parte dei servizi. “Le attività via via affidate dal 2022 alla G.M Edil, per dichiarazione dello stesso amministratore delegato della ricorrente – si legge nella motivazione – sono state parte di un’operazione di esternalizzazione di attività prima svolte da personale interno, ripetutamente affidate a una singola società esterna. Esse sono state svolte da tale ultima società sino al 15 novembre 2025”.
“Piena autonomia”
Dai contratti stipulati viene fuori la “piena autonomia organizzativa della Gm Edil nello svolgimento delle attività, nel rispetto delle direttive della ricorrenti”. I giudici sottolineano che “ai sensi dell’articolo 45-bis del codice della navigazione anche le attività secondarie oggetto di concessione possono essere affidate ad altri soggetti, purché previa autorizzazione, di per sé funzionale a verificare che il bene pubblico sia in concreto utilizzato da soggetti idonei”.
La Italo-Belga “non si è trovata a fruire temporaneamente di un operatore terzo, ma ha delegato a quest’ultimo molte delle attività di allestimento e disallestimento dei lidi con contratti vigenti per buona parte della stagione balneare”.
La vicenda Mida e Italo-Belga
Altra contestazione riguardava l’affidamento a Mondello dei servizi di ristorazione alla società Mida srl con una autorizzazione che “ha espressamente indicato nel dispositivo quale termine finale il 31.12.2023 ‘come da richiesta’ della ricorrente che, effettivamente, nella sua istanza ha indicato tale termine, senza alcuna precisazione in merito alla sua volontà di prorogare l’autorizzazione in caso di proroga della concessione. È dunque difficile predicare un affidamento della ricorrente su una diversa durata di tale autorizzazione”.
Secondo l’assessorato guidato da Giusi Savarino, è venuto meno “il fondamentale elemento fiduciale che connota dette concessioni al pari di ogni fenomeno di gestione da parte di soggetti terzi di beni propri”.
La Italo-Belga, infine, riteneva che la decadenza della concessione per Mondello fosse non fosse proporzionale al peso delle contestazioni.
Sul punto il collegio presieduto da Salvatore Veneziano, giudice estensore Fabrizio Giallombardo, si esprime in maniera tranciante: “La valutazione complessiva degli inadempimenti della ricorrente (di portata ben diversa da quelli oggetto delle pronunce richiamate nel ricorso) ha portato a una valutazione di non scarsa importanza degli stessi che non appare prima facie manifestamente irragionevole. Le succitate ragioni rendono dubbia l’ammissibilità e la fondatezza del ricorso”.
La Italo-Belga, assistita dagli avvocati Carlo Comandè, Andrea Ciulla e Calogero Ubaldo Marino, ha immediatamente annunciato ricorso al Cga perché “continua a ritenere il decreto impugnato non aderente alla realtà dei fatti e sproporzionato rispetto agli effetti prodotti, anche con riferimento ai profili economici, reputazionali e occupazionali”.
Una nota finale. Tra gli intervenienti nella causa c’era anche la società Marelibero, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Sparti, che qualche anno fa, come raccontò LiveSicilia si era visto bocciare il ricorso sia dal Tar che dal Cga.

