Gesap e comunali, Orlando: "Riequilibrio da rivedere" - Live Sicilia

Gesap e comunali, Orlando: “Riequilibrio da rivedere”

Il sindaco in consiglio rilancia la proposta di un tavolo con le opposizioni
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PALERMO – Il piano di riequilibrio del comune di Palermo è da rifare. O almeno da modificare, con la convocazione di un tavolo aperto a tutte le forze politiche che provi a correggere la rotta prima del termine del 31 gennaio, oltrepassato il quale la città si troverebbe in dissesto. Dopo ore di dibattito a Sala delle Lapidi, è il sindaco Leoluca Orlando a rompere gli indugi e ad aprire a una riscrittura del piano che dovrebbe consentire all’ente di attivare il pre dissesto. Sul piatto la Gesap, il personale, le circoscrizioni e i disallineamenti con le aziende.

Archiviato il campionario delle accuse verso un consiglio in cui non ha più la maggioranza, il Professore ha vestito i panni del pompiere e ha incassato le critiche venute dalle opposizioni con un colpo a sorpresa finale: il piano andrà rivisto, specie sulla parte del personale. “Bisogna modificare questo piano – ha detto il primo cittadino – perché si fonda con scelte in contrasto con la volontà della giunta, ma che potrebbero essere obbligate”. Il vero nodo è capire quanti soldi arriveranno a Palermo e da lì provare a correggere alcuni errori macroscopici su cui da settimane battono le opposizioni, Ugo Forello su tutti, come le previsioni delle entrate disconosciute dagli uffici e le tariffe Tari 2021 ormai non modificabili.

Ma nell’elenco delle cose da riscrivere c’è anche la parte sul personale: ad oggi il piano prevede gli aumenti delle ore solo per le categorie superiori, con un saldo fra assunzioni e pensionamenti che lascerebbe al Comune fra vent’anni poco più di mille lavoratori. ”Occorre trovare un equilibrio fra l’aumento delle ore e le assunzioni”, ha continuato il sindaco che poi è passato anche alle altre note dolenti: il taglio delle circoscrizioni, la vendita delle quote Gesap, i contrasti con le partecipate fra cui spicca il contenzioso con Amat che vale oltre 100 milioni di euro, l’aumento delle tariffe negli impianti sportivi. Infine la proposta: “Condivido la proposta di un tavolo che affronti questo e altri temi, accompagnando la giunta e il consiglio”. Un tavolo aperto quindi alle opposizioni, ma che è chiamato in due settimane a trovare una quadra che mantenga invariati i saldi. “Il dissesto per la città di Palermo è inutile perché il Comune non ha debiti, ma crediti da riscuotere – aggiunge il sindaco in una nota – e ancora, il dissesto congelerebbe ogni scelta politica bloccando irrimediabilmente ogni misura sul personale e determinando l’immediata dismissione della Gesap, l’eliminazione di ogni contributo a teatri e istituzioni culturali e formative oltre alla rimodulazione a livello altissime di tutte le tariffe”.

La seduta non è stata certo tranquilla, con i consiglieri saltati sulla sedia quando hanno “scoperto” che il Comune ha usato parte dei fondi destinati ai ristori (il cosìdetto “fondone”, pari a 31 milioni di euro nel 2020) per tenere in equilibrio i conti del Comune.

“Il piano di riequilibrio presentato dalla giunta Orlando va riscritto da capo e che ad ammetterlo sia lo stesso sindaco, durante i lavori del consiglio comunale, è la conferma che i nostri timori sulla tenuta dei conti erano fondati – attacca il capogruppo di Italia Viva Dario Chinnici –  Non si possono aumentare le tasse ai palermitani, il personale non può essere mortificato dalle scelte discutibili di un’Amministrazione che pensa di poter garantire i servizi senza dipendenti, bisogna concludere una volta e per tutte le transazioni con le partecipate, Amat in primis, senza giocare sulla pelle dei lavoratori, non si possono svendere le quote della Gesap e serve chiarezza sulle entrate comunali per evitare gli errori del passato. In ballo c’è il futuro di un’intera città, non consentiremo a nessuno di fare campagna elettorale su temi così delicati“.

“La presenza oggi in aula del sindaco non ha diminuito di una sola virgola le nostre perplessità sul Piano di riequilibrio presentato dall’Amministrazione per evitare il fallimento della città – dicono i consiglieri della Lega Igor Gelarda, Marianna Caronia, Alessandro Anello, Sabrina Figuccia e Roberta Cancilla – Un Piano di riequilibrio totalmente discostato dalla realtà cittadina: basti citare che è previsto di portare al 75% l’esazione delle tasse in città che sono al momento al 48%. La verità è che ancor prima del dissesto finanziario, il Comune è in dissesto funzionale in tutti i suoi settori, dissesto funzionale già certificato del Ragioniere Generale. Così come è stato presentato, questo Piano non può essere votato, anche perché dubitiamo che possa passare il vaglio della Corte dei Conti e porterebbe, quindi, comunque al dissesto finanziario. Questo è il sistema Orlando, che al dissesto e al disastro, in tutti i campi, ha portato la nostra città”.

“La città sarà costretta, per scelte gestionali errate, a vivere l’incertezza di misure che condizioneranno le prossime 4 amministrazioni con azioni drastiche, impossibilità di erogare a pieno i servizi, innalzamento delle tasse e compromissione delle aziende pubbliche – attacca Fabrizio Ferrandelli  – Apprendere poi che le somme nazionali destinate ai ristori alle imprese cittadine in difficoltà siano state dirottate per garantire equilibri di bilancio, grida allo scandalo. Rilancio la proposta del capogruppo della Federazione Azione + Europa Cesare  Mattaliano di un tavolo tra le forze politiche in consiglio, nel disperato e incerto tentativo di aggiustare noi la rotta e fare da parte un amministrazione incapace e nociva. Anche se, a dire il vero, il dissesto mi pare già alle porte”.

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