Orlando: “I palermitani e la mia visione"

Orlando: “I palermitani e la mia visione”

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Commenti

    “Noi siamo in una città in cui il più alto tasso di evasione fiscale della Tari è il quartiere Libertà, non Brancaccio. ”

    Se fosse vera questa affermazione allora sarebbe assolutamente facile per il Comune recuperare il credito e punire gli evasori del quertiere “Liberta”
    Per favore Orlando, mentre continui ad avere le tue visioni prova almeno a seppelire un po’ di morti ed a risparmiarci altre minchiate!

    Sarai solo un brutto ricordo

    Mi sa che la sua E’ una Visione….DISTORTA…. Ma non solo la Visione…

    “chi amministra una grande realtà …….ha il dovere di pensare al futuro ” La realtà è la nostra
    città , si ma si devono realizzare i sogni , se no !! Ambizioso sogno futuro, fu l’obbiettivo del
    risanamento , della riqualificazione , del ripopolamento del centro storico . Il sogno cominciò
    negli anni 90 ,e per realizzarlo non sono bastati 30anni. Chiamasi flop , se ne sono dimenticati ,
    dei propri fallimenti non se ne parla più , cala l’oblio , sperando che i cittadini se ne dimenticano.
    Invece no , è un dito puntato verso l’inefficienza . In altre realtà in 30 anni si trasformano le città
    da noi il sogno non si è realizzato , il volto sfregiato , è ancora lì .
    Oggi si riparla del futuro , tram , mobilità , vaghi riferimenti ad accoglienze varie , e poi quanti
    futuri non realizzati , allora , se tiriamo le somme , forse i meno sono superiori ai più .
    Il dramma è che non ha brillato neanche l’opposizione , che per comodità ha vivacchiato ,
    oggi che ci avviciniamo alle elezioni , calano come avvoltoi a raccattare qualche pezzo di carne
    Drammaticamente non si vede fra le proposte , personaggi all’altezza di Palermo .

    Il sindaco pensa solo al tram e non pensa al nuovo cimitero, non pensa agli uffici anagrafici sprovvisti di personale che non consentono di effettuare lepubblicazioni degli avvisi di matrimonio

    E’ questa la città disegnata da Orlando. Mezza città è stata volutamente dedicata alla movida selvaggia a quel popolo della notte che beve e si diverte fino all’alba lasciando alle loro spalle tappeti di bottiglie e ogni genere di schifezze. Il centro storico grazie a ztl e aree pedonali è stato trasformato in un enorme mercato del cibo a cielo aperto con bancarelle e negozi di cibo da strada anche etnico in mano soprattutto ad africani cinesi arabi e ad ogni genere di extracomunitario. Una città persa sotto ogni punto di vista ultima in ogni parametro ma prima per aver dedicato interi quartieri a fannulloni ubriaconi e stranieri che bivaccano fino all’alba tanto non hanno impegni di lavoro. Una città a favore di ogni genere di ospite più o meno irregolare che la coppia orlando catania coccola e protegge da sempre mentre i cittadini palermitani, cioè gli aventi diritto, sono stati messi da parte diventati quasi ospiti a casa loro. Noi cittadini che paghiamo tasse locali tra le più alte d’italia non possiamo più usufruire e vivere la nostra città altri invece che non pagano un centesimo la usano a sbafo grazie a questa amministrazione. Una città in mano a rom zingari e clandestini afro islamici una città preda del popolo della notte non poteva che precipitare in fondo ad ogni classifica per vivibilità e qualità dei servizi e dell’ambiente. Una città dove 900 bare giacciono da un anno abbandonate ai Rotoli e nessuno tra magistratura e prefetto interviene.

    Quindi il quartiere libertà produce tanta spazzatura da sommergere l’intera città!!! Ahahah… buona questa!!!

    Orlando per le tue visioni ti consiglio di andare da un buon psichiatra.

    Il piu classico degli scarica barile, insomma è colpa sempre dei Palermitani!! Sindaco venga a vivere a ciaculli, e vada a lavoro in monopattino in viale lazio! La verità è che sei un bluff, un barzelletta, la tua non è visione ma approsimazione! Sei fuori tempo massimo, sei vecchio, sei un dinosauro!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Onorevole è ammirevole quello che sostiene quanto sia utopistico realizzare. La classe politica è molto lontana dal l'AS Sumer si questa responsabilità quanto sia inadeguata a realizzarlo. È una questione culturale e di mentalità dura a morire che presenta i requisiti dell'immortalità e dell'Eternità.

Caro Direttore, dalla lettura comparata dei cinque interventi emerge un paradosso: in Sicilia le competenze esistono, ma spesso vanno via perché non trovano una domanda adeguata, mentre restano insoddisfatti bisogni che proprio quelle competenze potrebbero contribuire a risolvere. L’intervento di Valentina Chinnici aggiunge un passaggio importante: le competenze non vanno soltanto utilizzate, vanno prima costruite, cominciando dall’educazione e dalle opportunità offerte fin dall’infanzia. E una piccola provocazione. Chinnici ricorda che all’ARS le donne sono 15 su 70. Con una donna su cinque intervistati, LiveSicilia ha quasi riprodotto la stessa proporzione. Una coincidenza, naturalmente, ma anche uno spunto: se vogliamo evitare il nostro eterno Gattopardismo, le pari opportunità non possono essere soltanto dichiarate, devono diventare visibili nei numeri. Il segnale da cercare è 1/1: non una parità imposta degli esiti, ma pari possibilità di formarsi, lavorare, partecipare e assumere responsabilità. Una Sicilia che lascia inutilizzata una parte del proprio capitale umano e contemporaneamente lamenta la fuga delle competenze è doppiamente inefficiente. Il punto di leva, a mio avviso, resta il lavoro qualificato. Non come fine ultimo, ma come strumento per trasformare competenze in risposte ai bisogni della società. Il circuito potrebbe essere semplice: educazione → competenze → bisogni → lavoro qualificato → risultati per i cittadini → maggiore attrattività.mGli esempi sono davanti a noi. In sanità, non si tratta necessariamente di moltiplicare i centri CAR-T, ma di garantire l’accesso a queste terapie avanzate: per farlo servono centri adeguati e professionalità altamente specializzate che lavorino insieme. È il bisogno del paziente a creare domanda di competenze. Nell’energia, sole e vento possono creare domanda di ingegneri, tecnici e ricercatori. Nel turismo, destagionalizzare significa creare servizi e professionalità più qualificate e stabili. Nella PA, migliorare tempi e qualità delle risposte richiede competenze adeguate e responsabilità misurabili. Forse, allora, non dobbiamo chiederci come trattenere i giovani, ma come trasformare i bisogni e le risorse della Sicilia in domanda per le loro competenze. Se troveranno qui opportunità adeguate, potranno scegliere di restare. O di tornare.

Essendo stato un ex allievo dell'Università di Palermo, non posso che essere orgoglioso dei risultati degni di nota conseguiti dall'Ateneo siciliano negli ultimi anni. Certamente è un merito da ascrivere in particolare al Rettore in carica ed ai suoi collaboratori, ma forse anche al desiderio di riscatto di una terra che continua ad essere alla ribalta delle cronache soprattutto per gli aspetti negativi legati alla criminalità organizzata e al malaffare e che, invece, meriterebbe di vedere riconosciute e valorizzate tante altre realtà positive, compresa un'Istituzione di tutto rispetto come l'Università di Palermo.

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