PALERMO – “Vorrei che tutti i giovani palermitani andassero all’estero, ma per scelta. Come hanno fatto le mie figlie”. Parola di Leoluca Orlando, sindaco del capoluogo siciliano, che in un’intervista video al Corriere della Sera racconta del suo rapporto con la città ma soprattutto delle figlie fuggite dall’Italia. “Io ho la sensazione di essere una minoranza culturale che ha avuto una maggioranza elettorale – dice il Professore – nel 2012 sono stato l’unico punto di contatto fra il massimo della disperazione e una speranza possibile”.
E, a proposito di speranza, Orlando parla delle sue figlie e della loro scelta di recarsi all’estero. “Io vivo una condizione che è un peso e uno stimolo, il vedere ben cinque ragazzi della mia famiglia tutti fuggiti all’estero perché hanno rifiutato la cultura dell’appartenenza. Il male del nostro Paese è diventata la drammatica domanda: a chi appartieni? Negli ultimi vent’anni il vizio siciliano è diventato cultura nazionale. La cosa drammatica è non avere argomenti per fermarli. Quando una mia figlia mi ha detto che sarebbe andata per sempre a vivere con marito e figli in Canada, io da padre siciliano e autoritario ho chiesto: andate via Toronto o via Montreal? Era l’unica domanda che mi veniva in mente. Io questo posso dirlo perché sono rimasto e perché vorrei che tutti i giovani palermitani andassero all’estero ma per scelta”.

