PALERMO – Scatta un sequestro da 140 mila nei confronti dell’ingegnere Tuccio D’Urso, uno dei burocrati più noti della Regione siciliana e oggi in pensione. I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Rosario Di Gioia, su richiesta dei procuratori europei Amelia Luise e Calogero Ferrara dell’ufficio di Palermo.
D’Urso indagato per peculato
La cifra sarebbe il profitto del reato di peculato. Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria, guidato dal colonnello Carlo Pappalardo, hanno riguardato la gestione dei fondi messi a disposizione dalla Banca Europea per gli Investimenti allo Stato italiano. Una parte, circa 21 milioni, fu assegnata alla Regione siciliana per il potenziamento della rete ospedaliera durante l’emergenza Covid-19.
Obiettivo: creare 301 posti letto di terapia intensiva, convertire 350 posti letto ordinari in Terapia semi-intensiva, ristrutturare i Pronto soccorso.
Il doppio incarico
D’Urso nel biennio 2021-2022 era a capo della struttura commissariale che gestiva il piano. I finanzieri gli contestano che si sarebbe “autoliquidato incentivi non spettanti, giustificati come retribuzione accessoria del personale inquadrato nel Piano di Potenziamento, in assenza di qualsivoglia legittimazione normativa”.
D’Urso ha svolto un doppio incarico di “soggetto attuatore” e responsabile unico del procedimento. Nominato dall’allora governatore Nello Musumeci, l’ingegnere rimase in carica dal 15 ottobre 2020 al 15 ottobre quando il nuovo presidente della Regione Renato Schifani gli revocò l’incarico.
Secondo i pm Luise e Ferrara, “il quadro normativo e regolamentare” non dava la possibilità di conferire l’incarico di Rup “a soggetti esterni alla stazione appaltante. Compreso, pertanto, il personale in quiescenza”. Già allora D’Urso era in pensione. Il Gip Di Gioia ha accolto la richieste ed emesso il provvedimento.
La replica di D’Urso
“Per incarico del presidente Musumeci ho esercitato il ruolo di soggetto attuatore degli interventi con tutte le responsabilità amministrative, questo gratuitamente (analoghi ruoli sono remunerati 100.000 mila euro l’anno), nonché il ruolo di responsabile unico del procedimento di tutti gli interventi. Ho sempre dichiarato di avere percepito i soldi legittimamente, gli uffici speciali non sono fra quelli compendiati dalla norma che esclude la remunerazione del ruolo di Rup esercitato da parte di pensionati della pubblica amministrazione. Peraltro questi atti sono sempre stati resi pubblici nel sito dell’ufficio speciale. Piuttosto bisogna fare luce sul mancato finanziamento dei progetti del piano in attuazione della delibera dei giunta Musumeci del dicembre 2021 e sui gravi ritardi nella corresponsione della rata dell’80% da parte dello Stato. Fatti che hanno generato la lievitazione abnorme dei costi degli interventi”.

