Palermo, giallo sugli account Fb: Mario Biondo, s'indaga ancora - Live Sicilia

Palermo, giallo sugli account Fb: Mario Biondo, s’indaga ancora

La Procura generale chiede tempo per alcuni accertamenti
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PALERMO – La Procura generale di Palermo chiede tempo per completare nuove indagini sulla morte di Mario Biondo. L’udienza per decidere sulla richiesta di archiviazione è stata così rinviata a maggio dal giudice per le indagini preliminari Nicola Aiello.

Per stessa ammissione dell’accusa, dunque, ci sono ancora degli spazi investigativi da scandagliare sulla morte del cameraman palermitano avvenuta a Madrid nel 2013. La Procura generale, il 15 ottobre scorso, dopo avere avocato a se le indagini, ha avanzato una nuova richiesta di archiviazione. Mario Biondo si sarebbe suicidato nella casa in cui viveva con la moglie Raquel Sanchez Silva.

I legali della famiglia Biondo – sempre convinta che l’uomo sia stato ucciso – si sono opposti alla richiesta di archiviazione. L’avvocato Carmelita Morreale si è affidata ai consulenti di Emme Team e sono giunti a conclusioni diverse. Una prova che non si sarebbe trattato di suicidio arriverebbe dai social network. Qualcuno avrebbe usato gli account dopo la morte del cameraman. Ed è su questo fronte che si muoverebbero i nuovi accertamenti della Procura generale.

L’ultima volta era stato il gip a non accogliere la richiesta di chiudere il caso, disponendo un supplemento di indagine. Al termine del quale la procura generale aveva scritto: “Si ritiene che gli approfondimenti disposti dal Gip, sia sotto il profilo medico-legale, sia sul piano della ricostruzione fisico-meccanica, come pure le ulteriori indagini svolte d’iniziativa di questo ufficio, non hanno apportato elementi di novità in grado di superare l’originaria ipotesi di suicidio già formulata dall’autorità giudiziaria spagnola”. Ed ancora: “Nessun elemento consente invero di ipotizzare la fattispecie di omicidio doloso per cui si procede né, tantomeno, di identificare gli eventuali responsabili”.

Ora, invece, la Procura chiede tempo per completare le nuove verifiche. Secondo i consulenti di parte, Biondo avrebbe comunicato via Facebook con i fratelli e alle 00:48 uno dei suoi due dispositivi avrebbe agganciato il wifi dell’appartamento, mentre il secondo smartphone sarebbe stato utilizzato nei dintorni dell’abitazione. Poi sarebbero stati nuovamente utilizzati in casa di Biondo alle 19 del 30 maggio, quando in casa c’erano i poliziotti spagnoli. Anche su questo fronte la Procura generale aveva detto di avere indagato, escludendo la presenza di altre persone.


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