Palermo, gli studenti occupano la sede Ersu: "Mensa cara e scadente"

Palermo, gli studenti occupano la sede Ersu: “Mensa cara e scadente”

Irruzione nella mensa del pensionato Santi Romano. I particolari
LA PROTESTA
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PALERMO – Durante l’ora di pranzo un gruppo di studenti universitari di Palermo ha fatto irruzione nella mensa del pensionato Santi Romano e poi occupanto l’ufficio dell’Ersu.

I motivi della protesta

Una protesta, rivendicata dall’Assemblea per il diritto allo studio, per evidenziare come il servizio mensa, appaltato dall’Ersu all’azienda esterna (la Cot – Ristorazione), sia “carente, di scarsa qualità e costosa per gli studenti non assegnatari di borsa di studio”. “Che le condizioni della mensa siano pessime – afferma Gaspare Russo, di Assemblea per il diritto allo studio – lo diciamo ormai da anni. Diverse volte gli studenti hanno trovato scarafaggi e insetti nei pasti. In più, il costo varia in base alla fascia di reddito, raggiungendo gli 8 euro per un pasto completo. Non è accettabile per un servizio scadente”.

Gli studenti e i prezzi

L’autoriduzione dei prezzi si inserisce nel programma di iniziative che gli studenti stanno promuovendo per rivendicare il diritto allo studio e all’insegnamento. Ieri, un gruppo di giovani ha protestato all’interno della stazione Notarbartolo contro l’inefficienza del servizio di trasporto pubblico della città. Questo pomeriggio alle 16:30 ci sarà un’assemblea sul tema, presso l’aula Columba dell’edificio 12, con l’intervento di docenti e tecnici sulla riforma Bianchi che ha cambiato le norme di reclutamento degli insegnanti.

Le prospettive

“Dopo esserci laureati – continua Gaspare Russo – per insegnare sarà obbligatorio seguire un percorso di formazione da 60 Cfu, a frequenza obbligatoria, a carico degli aspiranti insegnanti, dal costo massimo di 2.500 euro, e con almeno 240 ore di tirocinio non retribuito. Anni di precariato e un percorso tortuoso che scoraggia prima ancora di essere intrapreso. Questo è il futuro che i governi hanno immaginato per noi giovani? Ci opporremo con tutte le forze“.

L’incontro con D’Amico

Durante l’ora di pranzo un gruppo di giovani si è presentato presso la mensa della residenza universitaria Santi Romano con uno striscione, chiedendo di potere far mangiare gratuitamente. Il presidente dell’Ersu, Michele D’Amico, li ha accolti ricordando che per accedere al servizio di ristorazione bisogna essere studenti universitari e fare richiesta all’Ersu pagando il pasto in base al proprio reddito, oppure – partecipando al concorso Ersu – si ha diritto alla gratuità: infatti, circa 14mila studenti hanno, per quest’anno accademico, diritto al pasto gratuito”. Lo dice l’Ersu in una nota. “Il servizio mensa, appaltato alla Cot Ristorazione – ha informato il presidente Ersu, Michele D’Amico, i giovani presenti – è peraltro sottoposto a continuo monitoraggio: sia da parte dell’ente, sia direttamente dagli studenti universitari attraverso le eventuali segnalazioni su apposito numero whatsapp, sia da parte delle autorità competenti con esiti tutti positivi in relazione alla qualità; dal primo novembre partirà anche un servizio di controllo qualità appaltato all’azienda Fosan di Roma. Inoltre, negli ultimi sei mesi non è pervenuta alcuna segnalazione circa eventuali disservizi”. Dopo l’incontro con il presidente il gruppo di persone ospitate presso la presidenza Ersu si è allontanata con l’impegno di fare pervenire al Consiglio di amministrazione dell’Ersu eventuali richieste di variazione del regolamento di ristorazione.


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