PALERMO – Nel nuovo avviso di conclusione delle indagini non c’è la parte sul Capodanno 2024 a Catania. Tutto fa pensare che per questo capitolo dell’inchiesta la Procura della Repubblica di Palermo abbia deciso di non procedere. A meno che non sia in corso un supplemento di valutazione, si profilerebbe una richiesta di archiviazione.
Gli eventi contestati
Nel nuovo avviso, che di fatto sostituisce il precedente notificato il 30 luglio, scorso vengono citati i finanziamenti (votati dall’Ars o direttamente concessi da Galvagno in qualità di presidente del parlamento siciliano e della Fondazione Federico II): 198.000 per “Un magico Natale” edizioni 2023 e 2024 organizzati dalla Fondazione Dragotto, un “apericena” da 10 mila euro offerto dalla presidenza dell’Ars in occasione dell’iniziativa culturale “Donne, economia e potere” organizzato dalla Fondazione Bellisario, 27 mila euro alla Fondazione Dragotto per organizzare “Sicilia per le donne” nel 2023 (una parte stanziata dall’Ars e un’altra dalla Federico II).
A spingere le scelte su chi e cosa finanziare sarebbe stato un giro di favori e tangenti, sotto forma di incarichi e consulenze assegnati, tra gli altri, all’ex portavoce di Galvagno, Sabrina De Capitani.
Galvagno e il capodanno a Catania
Uno degli ultimi eventi in ordine di tempo su cui ha indagato la Procura è stato il capodanno 2024 organizzato dal Comune di Catania. Ad organizzare il concerto fu l’imprenditore Nuccio La Ferlita, ma nella vicenda erano convolti anche il presidente dell’Ars e De Capitani. L’ipotesi era che il concerto fosse stato finanziato con 250 mila euro di soldi pubblici e in cambio l’imprenditore avrebbe chiamato come consulenti persone vicine a Galvagno.
Il capitolo sul capodanno non è citato nel nuovo avviso notificato oggi in cui viene contestata a Galvagno, oltre al peculato per l’auto blu, anche il falso e la truffa legati alle missioni rimborsate all’autista Roberto Marino.

