PALERMO – I viaggi in auto blu più lunghi fra quelli contestati dalla Procura di Palermo? Palermo-Milazzo (Messina)-Ragalna (Catania)-Palermo per un totale di 554 chilometri in un giorno e 277 chilometri Palermo-San Cataldo-Palermo. Il più breve? Poco più di 500 metri a Catania.
Oltre 2.600 chilometri
I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno usato “Google Maps” per quantificare i chilometri che l’autovettura, una Audi A6, assegnata a Galvagno ha percorso “per finalità non istituzionali”. Il totale, per difetto, sarebbe stato di 2.608 chilometri nel 2024. Per il presidente dell’Ars è scattata anche la contestazione di peculato, oltre a quella per la presunta corruzione legata ai finanziamenti pubblici di eventi e iniziative.
Caburante e leasing
Il consumo di carburante (gasolio) “per fini privati” ammonterebbe a 320 litri. Totale: 616 euro, a cui vanno sommati 619 euro per il costo dell’AdBlue.
Il contratto di leasing stipulato tra l’Ars e la Riolo spa prevede un canone mensile di euro 2.900, pari a 96 euro al giorno. Moltiplicando il canone per le 59 giornate in cui la macchina sarebbe stata utilizzata impropriamente si arriva ad un importo di 5.700 euro.
Auto blu e peculato
Non è finita: nel calcolo del presunto peculato, secondo la finanza, va incluso il costo delle giornate di lavoro dell’autista Roberto Marino e di coloro che lo hanno sostituito in caso di assenza.
Nel 2024 l’autista ha ricevuto dall’Ars emolumenti lordi per 188.940 euro (vista l’importanza della cifra è lecito credere che siano comprensivi di tutte le spese dimostrate e rimborsate e certamente non si tratti di uno stipendio monstre). Dividendo l’importo per 365 giorni, si ha il controvalore di una giornata lavorativa (euro 517,65) che, a sua volta, deve essere moltiplicato per 59=30.500 euro.
Alla fine dei conti, scrivono i finanzieri, “l’entità del peculato perpetrato da Gaetano Galvagno a seguito
dell’utilizzo per fini non istituzionali dell’autovettura di servizio dell’Ars, e del relativo autista può
essere quantificato, in via prudenziale, in complessivi euro 36.864 euro”. La macchina viaggiava con o senza il presidente a bordo. A volte c’erano solo amiche, amici e parenti: come se fosse un servizio taxi in giro per la Sicilia. Oppure l’auto blu serviva per ritirare con il lampeggiante acceso cibo e fiori da consegnare al presidente o ad altri destinatari.
“Si ferma col lampeggiante”
Di viaggi quanto meno insoliti ce ne sono parecchi. Si va da quella volta in cui in auto salì la madre del presidente in compagnia del cane Margot a quella in cui, transitando per strada, Galvagno vide un’amica e disse all’autista “accosta, accosta” per farla salire. “Quella fa il giro e sale da qui. Tutti vedono sta macchina che si ferma col lampeggiante, mi guardano e vedono a questa…”, diceva Marino. Che una volta sbottò: “Chiede la qualsiasi”. “Magari si calma” pensava alla luce delle vicissitudini giudiziarie del suo predecessore, Gianfranco Miccichè, per l’uso dell’auto blu.
Su questo argomento il segretario particolare di Galvagno, Giuseppe Cinquemani, è stato intercettato mentre chiedeva informazioni all’autista: “C’è una frase nell’articolo che mi fa tremare… che (Gianfranco Miccichè ndr) non la utilizzava la macchina solo per cosa istituzionali ma anche per cose private. Dico noi siamo sicuri che siamo coperti sotto questo aspetto?”.
L’autista sembrava essere il primo a ritenere che Galvagno fosse autorizzato: “Il presidente ce l’ha ad personam… può fare quello che vuole”. Cinquemani insisteva: “Ok, dico nel regolamento è chiara questa cosa è giusto?” “Sì certo”, tagliò corto l’autista. Secondo la Procura, invece, è proprio il regolamento che sarebbe stato violato.

