PALERMO – I due boss si diedero appuntamento in una trattoria romana. Era il 2016 e restano ancora oscuri i motivi dell’incontro tra Giuseppe Guttadauro di Brancaccio e Antonio Giovanni Maranto, di Polizzi Generosa, comune sulle Madonie.
Ad occuparsi dell’organizzazione del pranzo in un locale tipico di via Ostiense furono i rispettivi figli, Mario Carlo e Vincenzo.
“Mio padre è a Roma”, diceva Vincenzo Maranto a Guttadauro jr. Quest’ultimo aggiungeva: “C’è una gelateria lì sotto, gli dici che si prende un gelato e aspetta”.
La Procura di Palermo e i carabinieri del Ros ritengono che il boss di Brancaccio stesse riprendendo vecchie questioni in mano. O probabilmente non le ha hai tralasciate. Già Nino Giuffrè, capomafia di Caccamo e fedelissimo di Bernardo Provenzano, in uno dei verbali riempiti nel 2002 da collaboratore di giustizia diceva che “il dottore Guttadauro non si è interessato soltanto di Brancaccio, diciamo che cercava di influenzare altri mandamenti. Fra queste potremmo elencare la zona delle Madonie in parte”.
Cosa non gradita a Giuffrè che non tollerava intromissioni nella zona del mandamento di Caccamo, di cui era il capo.
Nel 2014 Sergio Flamia, pentito di Bagheria, ha aggiunto che “il fratello Saverio (Saverio Maranto, ndr) è compare del dottore Guttadauro”.
Nel 2016 i carabinieri registrarono l’incontro in trattoria. I rapporti fra i Guttadauro e i Maranto erano ancora attuali. Quali questioni c’erano in ballo?

