PALERMO – Due attentati in poco più di trenta giorni, le fiamme del racket all’ingresso della pizzeria Ulisse di Tommaso Natale non fermano la solidarietà. Che è trasversale.

Pizzeria Ulisse, Mulè (FI): “La paura non vince”
“Chi l’avrebbe mai detto che mangiare una pizza può anche diventare una sfida? Una sfida a chi pensa di mettere paura, di condizionare la vita se non addirittura di deviarla. Per questo mangiare una pizza davanti ai cancelli anneriti dal fuoco di un attentato diventa una sfida: sedersi nei tavoli all’aperto e dimostrare che la paura non vince, che la parte sana della società diventa una corazza per chi subisce intimidazioni e non si piega”.
Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei deputati di Forza Italia è stato a cena da Ulisse con l’ammmiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Fabrizio Ferrandelli, assessore al Comune di Palermo, e Gianluca Inzerillo, consigliere al Comune.
“Abbiamo abbracciato la famiglia Girgenti – continua Mulè – è stato doveroso testimoniare vicinanza e solidarietà. Santo e la sua famiglia non abbasseranno la testa: hanno denunciato e confidano nell’intervento dello Stato che dovrà essere immediato e risoluto”.

Faraone: “I Girgenti non sono soli”
“Ci sono momenti in cui la politica dovrebbe parlare poco e sedersi a tavola. Non nei ristoranti stellati delle convention o nei buffet dei convegni, ma davanti a una pizza, nella piazza di un quartiere come Tommaso Natale, a Palermo, accanto a chi ogni mattina alza una saracinesca senza sapere se la sera la ritroverà ancora in piedi”, afferma Davide Faraone, vicepresidente di Italia viva.
“Siamo andati alla pizzeria Ulisse – aggiunge Faraone – per questo. Per dire a Santo Girgenti, alla sua famiglia e ai lavoratori che non sono soli. Perché dopo il secondo attentato in poco più di un mese, dopo un altro incendio doloso davanti alla loro attività, la tentazione più grande è proprio quella che la criminalità spera di alimentare: l’isolamento. Farti credere che non ne valga la pena. Che convenga abbassare la testa, cambiare strada, arrendersi.
“I criminali puntano sempre allo stesso obiettivo: creare paura e isolamento. Vogliono convincere chi denuncia, chi investe, chi lavora onestamente che sia meglio tacere, pagare, fare un passo indietro. Vogliono spezzare il legame tra una comunità e le sue persone migliori. Stanno ottenendo l’effetto opposto”, conclude.

Varchi (FdI): “Lo Stato c’è”
“Lo Stato c’è e non sarete lasciati soli. Ho voluto donare una bandiera dell’Italia per testimoniare la presenza delle istituzioni: chi non paga il pizzo e denuncia va sostenuto. Noi ci siamo oggi e ci saremo anche domani”.
Lo ha detto il segretario di presidenza della Camera, Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia, esprimendo piena solidarietà e vicinanza ai titolari della pizzeria Ulisse.
“A Santo Girgenti e alla sua famiglia va la nostra vicinanza, con alcuni amici abbiamo scelto di mangiare una pizza nel loro locale per rilanciare il valore del consumo critico, sosteniamo chi non paga il pizzo, nessuno deve sentirsi abbandonato quando trova il coraggio di denunciare. Quanto accade a Palermo è attenzionato da Roma e lo dimostra anche l’annunciata presenza del Ministro Piantedosi”, ha concluso Varchi.
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Ieri sono intervenuti anche il presidente della Regione Renato Schifani e il sindaco Roberto Lagalla, condannando con fermezza le intimidazioni ai danni della pizzeria Ulisse.
Il direttore di LiveSicilia Roberto Puglisi ha scritto una lettera aperta alla presidente del consiglio Giorgia Meloni.




