Palermo, se Carolina Varchi scende in campo

Palermo, la ‘discesa in campo’: cosa succede tra Comune e Regione

Varchi Lagalla sindaco
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L'intervista di Carolina Varchi. La 'posizione' del sindaco Lagalla
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2 min di lettura

Centenario del circolo del tennis di Palermo, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sabato scorso. Personalità, autorità, caldo intenso. Un politico di lungo corso, denominazione centrodestra, si lascia andare, come sospinto da un moto dell’animo.

Si aggiusta la cravatta e dice: “Il sindaco lavora tantissimo e benissimo. Non stacca mai e i risultati si vedranno. Del resto, veniamo da anni di abbandono. Sai qual è il problema?”. Breve cenno interrogativo dell’interlocutore. “Il problema è – riprende – che non comunica abbastanza. E’ un professore. Sì, un prufissuri. Pare sempre a lezione. A Palermo non tutti sanno, per questo, di avere un grande sindaco”.

Anche Leoluca Orlando lo era. Anzi, si identificava con l’immagine, essendo denominato U’ Prufissuri. Però, in effetti, variava il linguaggio, rendendolo popolare, a seconda del dirimpettaio. Al professore e sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, le variazioni riescono più sporadiche, il tono rimane quello della cattedra. Quasi leggendario è l’incipit discorsivo talvolta utilizzato: “Nell’ambito di un’ottica partecipativa”. Qualche distratto si chiederà che tipo di occhiali fabbrichino…

Carolina Varchi

Varchi e la ‘discesa in campo’

Cambiamo scenario. L’intervista all’onorevole Carolina Varchi, sul nostro giornale, sembra anticipare i sentimenti di una ‘discesa in campo’.

Alla domanda sull’eventuale candidatura per la poltrona più alta di Palazzo delle Aquile, la risposta è stata: “Indossare la fascia tricolore della mia città sarebbe il più onorevole degli incarichi, ma rimango prima di tutto una militante quindi il mio impegno nelle istituzioni è stato e sarà sempre deciso con il mio partito, non ho mai coltivato ambizioni personali ma costruito progetti politici”. Ora, si può sempre riconoscere che era un discorso in generale (non Vannacci, ndr). Però, ha tutta l’aria di…

lagalla 25 aprile
Roberto Lagalla

Le sfide intrecciate

La rincorsa per il Comune di Palermo, nel centrodestra, è intrecciata, in pesi e contrappesi, con la partita di Palazzo d’Orleans. Il presidente della Regione, Renato Schifani, forte anche delle certificazioni recenti, punta al bis. Il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, appare, al momento, l’unico in grado di lanciare il metaforico ‘guanto di sfida’ interno.

Fratelli d’Italia ha fatto sapere di non prestarsi al ruolo di spettatore in un eventuale derby forzista. “Se il candidato del centrodestra non dovesse essere Renato Schifani, non è scontato che il sostituto sia di Forza Italia – ha detto Luca Sbardella, commissario dei meloniani, alla Tgr Rai Sicilia -. Anche Fratelli d’Italia ha uomini e donne pronti a scendere in campo per vincere le elezioni regionali”.

Se sulla candidatura per Palazzo d’Orleans continuasse a sventolare la bandiera di Forza Italia, sembrerebbe conseguente un ritorno meloniano per Palermo. Ecco che, allora, le parole di Carolina Varchi potrebbero risuonare un po’ meno generiche, ammesso che lo siano state. Ci sarebbe, nel caso, un ‘convitato di pietra’, non semplicissimo da aggirare: proprio U’ Prufessuri Lagalla che aspira, pure lui, a un secondo mandato.

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