PALERMO – “In questo Santo Natale desidero dire grazie per l’abbraccio dei genitori di Sara Campanella, di Roberta Siragusa, di Paolo Taormina segnati dall’atroce e ingiusta morte dei loro figli. Di Alaa Faraj, il giovane amico libico musulmano, testimone di fiducia nella giustizia e nelle Istituzioni democratiche, di non violenza, nonostante sia detenuto già da dieci anni all’Ucciardone. Di Vincenzo e Rosaria, i miei cari amici poveri di sotto casa. Dei meravigliosi bambini multietnici di Casa Ancora che con fresca spontaneità mi chiamano Don Vescovo. Per l’abbraccio di tutti quelli che per strada mi hanno donato un sorriso, un ti voglio bene e una benedizione”.
È un passaggio dell’omelia della Messa di Natale celebrata dall’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice.
Ha aggiunto Lorefice: “Grazie ai giovani che si sono indignati e che hanno manifestato pacificamente per l’assurda violenza omicida e distruttiva che si è scatenata in Terra Santa. Grazie per l’abbraccio di Maoz Inon e Aziz Abu Sarah, l’israeliano e il palestinese. Uniti nel dolore dalla violenza omicida, diventati testimoni e missionari di pace anche qui a Palermo. Per gli abbracci ricevuti allo Zen e a Borgo Nuovo, nelle Scuole dello Sperone e per le vie di Brancaccio e di Ballarò”.
“Apriamo gli occhi in questo Natale, alziamo lo sguardo ad altezza di Dio e ad altezza d’uomo. E diciamo grazie”.

