Palermo: "Nip 198.000", l'ultimo incontro e gli affari del boss

“Nip 198.000”, l’ultimo incontro e il pizzino del boss di Porta Nuova

I rapporti fra Auteri e il figlio dell'uomo a cui hanno sparato a Ballarò

PALERMO – Un cognome legato al mistero irrisolto dei soldi del boss di Porta Nuova. Il giorno che i carabinieri del Nucleo investigativo lo arrestarono Giuseppe Auteri nascondeva nel covo di via Giuseppe Recupero dei fogli manoscritti. In uno c’era la scritta “Nip” seguita dalla cifra “198.000”.

Il pizzino del boss: “Nip 198.000”

La prima sarebbe l’abbreviazione di “Nipote” e ricondurrebbe alla figura di Vincent Madonia. La cifra, invece, farebbe riferimento alla gestione del patrimonio. La conferma arriverebbe da una ulteriore scritta “40 bibit-40 cambiali”.

Del cognome Madonia si è tornati a parlare nei giorni scorsi. Il padre di Vincent, Antonino, è stato ferito da un colpo di pistola in una stradina a Ballarò. Si ipotizza una rissa, ma cosa l’abbia scatenata resta un mistero. Questioni personali affrontate a pistolettate oppure contrasti nel sottobosco della droga. Certamente faccende di minore rilevanza rispetto a quelle di cui Auteri, durante i quasi due anni di latitanza, avrebbe gestito da reggente del mandamento.

Vincent Madonia è stato arrestato nel blitz dei 181 dello scorso febbraio. La Procura della Repubblica ipotizza che avesse il compito di fare da “tramite tra la consorteria mafiosa e la famiglia d’origine del latitante”.

“Siamo le persone più fondamentali”

Egli stesso parlando di sé e di Cristina Cinà diceva: “… noi due siamo le persone più fondamentali che lui ha… per lui se ci… perché a iddu proprio vulissiru ca su pigghianu…”. Qualcuno dunque avrebbe voluto che Auteri finisse presto in carcere, tanto che quando accadde, nel marzo 2023, pensarono ad un tradimento.

Vincent Madonia, nipote acquisito di Auteri (c’è di mezzo un fidanzamento) e nipote diretto dei Milano (altri pezzi grossi della mafia di Porta Nuova), è stata una delle ultime persone che Auteri ha incontrato prima di darsi alla latitanza.

L’ultimo incontro prima della latitanza

Il 16 settembre 2021 il boss aveva ricevuto la notifica della fine della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Palermo. Si allontanò dalla propria abitazione facendo perdere le tracce. Dieci mesi dopo sarebbe stato destinatario di una nuova ordinanza di custodia cautelare, ma era già latitante.

Auteri e Madonia jr furono monitorati mentre entravano in un negozio di ricambi alla Zisa. Uscirono un quarto d’ora dopo.

“Diecimila euro sono”

Altre volte Madonia da solo è stato visto discutere con alcuni personaggi che si occupano di droga. Avrebbe ritirato soldi, che in parte sarebbero finiti nella cassa del mandamento e in parte venivano consegnati ai familiari di Auteri. “Dieci mila euro sono”, gli disse un uomo dopo avergli consegnato una busta di plastica. Poche ore dopo faceva tappa a casa della mamma della fidanzata. Un’altra volta la cifra fu più consistente: “Tredici”.

Dopo l’arresto i colloqui in carcere di Auteri sono stati intercettati. “Qualche palomba è arrivata?”, chiedeva il boss al nipote Madonia che rispondeva facendo un segno di assenso con la testa. Poi dei riferimenti alle cifre segnate nei fogli, che definiva “entrate”, perché “c’erano tutte cose scritte capiscia quelli i picciuli glieli hanno dati o non ne vogliono sapere niente?”.

I soldi erano l’argomento principale e Auteri non era soddisfatto della gestione passata di mano a qualcun altro. Zio e nipote avevano un legame speciale. Pochi giorni dopo l’arresto Madonia gli dedicò un post sui social: “Il mio maestro di vita”, c’era scritto. Presto saranno sotto processo insieme, mentre Auteri è già imputato assieme a Giuseppe Di Giovanni, indicato come uno dei “pilastri” della mafia di Porta Nuova ma a piede libero per scadenza dei termini di cautelare.


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