Palermo, mafia: il blitz dei 18, c'è un latitante a Porta Nuova

Palermo, mafia: il blitz dei 18, c’è un latitante a Porta Nuova

Hanno bussato invano alla porta di casa. Non si fa vivo dallo scorso settembre

PALERMO – Tecnicamente è irreperibile. Fra qualche ora Giuseppe Auteri sarà dichiarato ufficialmente latitante. A meno che nel frattempo non decida di farsi vivo.

Martedì notte i carabinieri sono andati a bussare alla porta dell’abitazione del quarantacinquenne.

Il suo nome fa parte dell’elenco delle 18 persone a cui notificare il provvedimento di fermo disposto dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il blitz ha coinvolto presunti capi e gregari di Porta Nuova.

Non era in casa. Non è stata una sorpresa, visto che di lui non ci sono tracce ormai da mesi. Lo scorso 16 settembre si è allontanato senza dire nulla né ai familiari né agli uomini del clan. Lo hanno cercato in tanti senza successo. Resta da capire il perché di questo misterioso allontanamento.

Il suo nome è tornato con prepotenza nelle indagini antimafia. Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Paolo Guido e dei sostituti Giovanni Antoci, Luisa Bettiol e Gaspare Spedale, Auteri avrebbe ricoperto un ruolo importante in Coda Nostra.

Si occupava di gestire la cassa dove confluivano i soldi delle estorsioni e del traffico di stupefacenti. Un ruolo che avrebbe condiviso con Giuseppe Incontrera, l’uomo assassinato giovedì scorso alla Zisa.

Di Auteri si parla ormai da anni. Ha subito due condanne per mafia. Nel 2010 finì nei guai giudiziari per la detenzione di alcune armi. Le attenzioni si erano accese su di lui perché faceva parte della cerchia di amicizie di Gianni Nicchi, astro nascente della mafia arrestato dopo alcuni anni di latitanza. Auteri era amico di Francesco Arcuri, il più fidato dei favoreggiatori di Nicchi.

Nel 2017 quando si pentì Salvatore Bonomolo, boss di Porta Nuova, raccontò il presunto ruolo di Auteri nel settore della droga. Un settore dove i conti si regolavano picchiando duro i riottosi.

Bonomolo aggiunse pure di avere sentito parlare Auteri del povero avvocato Enzo Fragalà, brutalmente pestato e ucciso con un bastone

Auteri in carcere avrebbe detto che doveva trattarsi di una punizione, ma era finita in tragedia.

Da Porta Nuova a Villagrazia. Nelle note informative degli investigatori sono finiti anche gli incontri fra Sandro Capizzi, boss tornato di recente in carcere, e Auteri. Per cosa si incontrassero è uno dei misteri da risolvere.
Il primo e più urgente è capire se Auteri sia solo irreperibile, oppure abbia scelto di darsi alla latitanza.


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