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Le cartoline mettetele se avere coraggio anche per i politici che ad ogni campagna elettorale si rivolgono ai boss e alla mafia per chiedere e ottenere voti voto di scambio. Oppure i politici non si toccano???? Questo e Questo e coraggio
vedi caro amico cosa si deve inventare per poter riderci sopra, per continuare a sperare.
Siete semplicemente fuori dal mondo non capite che le emergenze sono ben altre e vitali per noi siciliani. Intanto la sanità da terzo mondo con una classe medica politicizzata è priva di professionalità proprio perchè li piazzate non per merito ma per appartenenza politica, che poi facilmente transitano da destra a sinistra con facilità per mantenere il loro posto di lavoro. Poi a seguire i collegamenti sia marittimi che aereo dovete invece battervi per avere il superamento della insularità che certamente non si risolve con il ponte mangiasoldi. Pretendere che le compagnie aeree scontino del 50% il costo dei voli a chi è un vero residente e ha necessità di spostarsi verso altre città italiane. Non uno sconto come quello attuale farlocco, bisogna che i residenti non abbiano il ricarico delle tasse aeroportuali in aggiunta allo sconto del 50%.
E allora abbassate le tasse, mio figlio paga 3.000 euro l'anno per un isee dovuto a 4 case vecchie sfitte che non rendono niente. ABBASSATE LE TASSE
Dunque, “l’ordine è stato trasmesso, probabilmente bucando il sistema di controllo carcerario”. Tutto ciò stupisce se ricordiamo le parole del procuratore della Repubblica di Catania, Francesco Curcio: “Chi ha la responsabilità amministrativa e politica della gestione delle carceri deve porsi il problema di schermare nel modo più opportuno gli ambienti penitenziari”. Allora, se è tecnicamente possibile schermare quegli ambienti e non si è fatto, non basta lo stupore, qualcuno dovrebbe parlare di scandalo. Le dichiarazioni del procuratore Curcio sono state fatte nel settembre dell'anno scorso, ma pochi mesi dopo scoprimmo “tutto il pizzo minuto per minuto” del tipo qui Ucciardone a voi Agrigento, e viceversa, e dalle celle delle due carceri partivano via smartphone le richieste di pizzo. A quel punto, scoperta la falla, sarebbe stato logico supporre la fine della storia, ma siamo in un paese strano, con un governo che parla di sicurezza mentre “i boss parlano comodamente al cellulare dalle loro celle”.


restituita l’onorabilità dovuta ai carabinieri sotto processo, spero che per loro la pagina giudiziaria finisca con questa sentenza (ne dubito). Solo in Italia servitori dello Stato e gran lavoratori onesti vanno sotto processo .
Ritengo doveroso quanto necessario rappresentare la seguente rettifica e ripristino della verità dei fatti.
Non entro nel merito dell’operato dei ROS, in quanto ognuno è responsabile delle proprie azioni istituzionali e non.
La cattura di Bernardo Provenzano nelle campagne di Corleone, dove aveva ripiegato la sua latitanza perché braccato dalla Polizia di Stato alla quale era riuscito a sfuggire almeno per due volte a causa di una latitanza istituzionale, così leggiamo nelle motivazioni della sentenza, è avvenuta senza pentiti e senza trattative o accordi con chicchessia. Men che meno una sceneggiata! I cittadini tutti devono sapere che la cattura di Bernardo Provenzano è un’opera d’arte di Polizia Giudiziaria e per tal ragione va solo ammirata con rispetto. La cattura di Provenzano è stata possibile solo grazie all’enorme sacrificio posto in essere dagli uomini della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo. Per i non addetti ai lavori l’ufficio collaterale del ROS dei Carabinieri ( Reparto Operativo Speciale). Questa operazione di Polizia è stata possibile, nonostante le avversità istituzionali, solo grazie all’alta professionalità ed a un’elevata attività di intelligence anche di natura tecnologica della Squadra Mobile di Palermo. Ufficio investigativo definito: l’università della Polizia Giudiziaria. Preciso che tutte le grandi catture operate dalla Squadra Mobile di Palermo, non sono mai approdate a contestazioni processuali, né mai lambite da processi. Diamo il giusto riconoscimento a chi con grande sacrificio ha assicurato risultati allo Stato, senza scendere a compromessi di alcuna natura. La Squadra Mobile di Palermo non è mai entrata in competizione con i reparti operativi dei Carabinieri anzi ricordo che in alcune indagini si è lavorato fianco a fianco cooordinati dalla Procura raggiungendo risultati lusinghieri, ma non si parli di “messinscena”.