Palermo, mafia: scarcerato il "cassiere della cosca"

Palermo, mafia: scarcerato il “cassiere della cosca”

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Mancano i gravi indizi. Accolto il ricorso della difesa

PALERMO – Era stato arrestato con l’accusa di essere il “cassiere” della cosca mafiosa del Villaggio Santa Rosalia, ma il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Torna libero Maurizio Sanfilippo. I giudici hanno accolto il ricorso dell’avvocato Salvatore Gugino. Era stato coinvolto nel blitz del 27 giugno scorso.

L’avvocato Salvatore Gugino

Sanfilippo si muoveva in quell’ambiente. Secondo l’accusa, il boss Salvino Sorrentino gli avrebbe assegnato il compito di gestire la rete di finanziamenti paralleli. Chi aveva bisogno di soldi nel rione Villaggio Santa Rosalia si sarebbe rivolto ai mafiosi. Un vorticoso giro di denaro, schermato grazie ad assegni emessi da imprenditori e commercianti compiacenti.

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Qualche anno fa ne aveva parlato un altro mafioso, Rubens D’Agostino, in un’intercettazione: “… è buono che tu domani vai da Salvino… io ho un problema, io sto protestando mi servono 5.000 euro e quello dice dammi questo assegno… da Peppino oppure da Maurizio dammi questi 5.000 euro senza interessi però hai capito che fra sessanta giorni il problema lo hai poi tu… mi hai capito quello ti dice fammi un assegno a 60 giorni”.

Ed ecco il cuore della tesi difensiva. Se i soldi erano davvero della cosca mafiosa, ha spiegato l’avvocato Gugino, e se Sorrentino, così come sostiene l’accusa, era il capo non avrebbe avuto motivo di chiedere il permesso di prelevare il denaro. E in più ottenendo il favore di non pagare gli interessi. Il Riesame ha ritenuto che non sussistano i gravi indizi di colpevolezza. Le motivazioni saranno rese note entro tre mesi.


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