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Siamo a posto il nostro futuro è Dua Lipa e La vardera .
La Sicilia potrà diventare tutto se avrà una amministrazione vera e competente e una classe dirigente qualificata e scelta dal merito e non dl censo
Caro Lavardera , ogni tanto viene fuori ancora la iena al servizio , se non ricordo male , di neri parenti. L’idea è bella ma. Non deve servire ad attirare i matrimoni ma per ben altro , quando parli di visione… “ Tu scegli la Sicilia al resto…. Ma solo se tu imprenditore scegli e porti la tua azienda la tua ” fabbrichetta “ giù da noi. Perché Lavardera la vera visione per questa terra , unica, è IL LAVORO! senza quello rimarremo quelli chee e siamo. Poi ben vengano matrimoni e alte frivolezze , quelle creano immagine , biglietto da visita che non guasta mai, ma il vero toccasana è attrarre gli industriali a venire in Sicilia con la loro “fabbrichetta” sulle spalle . Forza Lavardera , io ti ho scritto un paio di volte ma ho capito che se non c’è la giusta visibilità dei social , tu non ti butti abbastanza. Se vuoi contattatami pure ( non ho social ) ma ho idee . Buon proseguimento. Sai chi sono. Francesco
Purtroppo non si riesce a trovare un motivo ed ancor meno “ futile” , per inquadrare un simile omicidio a sangue freddo … di un ragazzo d’oro !!! Non basta un ergastolo, speriamo in una giusta condanna … una condanna esemplare…
Si aspetta lavoro della regione sul territorio..


Ricordo con affetto e commozione Gioacchino Lanza Tomasi, che nominai direttore artistico della sezione del Teatro Bellini di Catania dedicata alla celebrazione dell’Unità d’Italia.
Uomo di vastissima cultura e di intelligenza veloce, era estremamente affabile e mi ha insegnato tanto. Ricordo ancora in che modo aiutò il Teatro consentendo per la prima volta la presentazione del nostro cartellone a Parigi, ed ancora l’invito del Presidente della Repubblica al Quirinale, per l’inaugurazione dell’anno scolastico 2009/2010, con i ragazzi del corpo di ballo, i rapporti con l’Istituto di cultura italiano a New York che Gioacchino aveva diretto per anni.
Uomo di consolidate relazioni internazionali, è a lui che debbo l’approdo al Bellini di una delle più grandi coreografe al mondo, nota e Broadway e innamoratosi della Sicilia, Karole Armitage.
Non riuscimmo, giacché mi dimisi prima, a realizzare, come avremmo voluto, un grande concerto sinfonico alle Eolie, in quello scenario di incanto e con i nostri bravi maestri d’orchestra. Era un entusiasta, e mi mancherà. Grazie Gioacchino