Lagalla vuole il bis, ma c'è chi dice che...

Lagalla e le smanie palermitane: ma siamo sicuri che sia un ‘disastro’?

Lagalla
Lui pensa al bis. Ma c'è chi dice che...
GLI SCENARI
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3 min di lettura

Il professore Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, forse, in qualche passaggio, si sentirà – senza somigliargli affatto – vicino a quel personaggio collaterale della filmografia di Fantozzi che, a un certo punto, si accorse di essere ‘insistentemente guardato’, durante una battuta di caccia.

Per fortuna, il Prof. non corre il rischio di essere impallinato davvero, se non metaforicamente. Ma sono metafore da scansare, dati i tempi. Il cronista, comunque, registra smanie crescenti, con l’approssimarsi delle elezioni comunali. E altrettante dicerie a opera di coloro che sanno tutto.

C’è chi giura che…

C’è chi giura che l’assessore (regionale) Alessandro Aricò stia già procedendo verso l’immancabile candidatura. A che? A sindaco di Palermo, naturalmente. C’è chi assicura che l’assessore (comunale) Fabrizio Ferrandelli stia già marciando alla volta di Palazzo delle Aquile, sopra un cocchio dorato. Propalazioni non originate da Aricò e da Ferrandelli – persone serie -, ma dal chiacchiericcio. Appunto, da coloro che tutto sanno.

Le voci sono estensibili. Lagalla avrebbe già chiesto – non si sa a chi – un posto da ministro all’Istruzione, sperando di farcela, almeno, come sottosegretario. Lagalla si sarebbe proposto come commissario tecnico della Nazionale, in alternativa andrebbe bene la panchina del Palermo. Lagalla avrebbe già immaginato una futura carriera di batterista ad Harlem o croupier a Casablanca, tanto per restare nella saga fantozziana.

A noi – che poco o nulla sappiamo – risulta, invece, che il sindaco di Palermo vorrebbe tentare un secondo mandato, poi si vedrà se sarà così. Per una questione di coerenza. Perché ritiene che il percorso fin qui affrontato sia solo la premessa di un cambiamento. I sindaci di Palermo – abbiamo scritto – sono uomini soli. Ma accade che qualcuno consideri il ruolo una promessa da mantenere. A prescindere dalle rogne.

Davvero un disastro?

C’è già chi grida al disastro amministrativo-urbanistico? C’è chi considera questa amministrazione pessima? Legittimo giudizio. Palermo è lontana da uno standard accettabile di vivibilità. I problemi sono enormi. L’azione politica, complessivamente, non sta procedendo con la velocità auspicabile. I ‘meno’ sovrastano i ‘più’ tra percezione e realtà. Però…

Però fa strano che le critiche acerrime, talvolta sguaiate, arrivino da noti protagonisti dell’ultima stagione dell’Orlandismo. Leoluca Orlando che, per diverso tempo, fu un grande sindaco e ha un posto nella storia nazionale, si è confrontato con guai insormontabili, negli anni più recenti. Il dolore – da lui sofferto moltissimo, in prima persona – delle bare esposte ai Rotoli è fresco nella memoria. Dove erano allora i cantori attuali della ‘Palermo perduta’?

L’amministrazione Lagalla ha diverse pecche, le abbiamo sottolineate e continueremo. Tuttavia, non ci sentiamo di condividere il giudizio che conduce all’idea di un fallimento completo.

Le cose da salvare

I conti sono stati sistemati, per quanto possibile. Si sta provvedendo, con risultati alterni, alla sistemazione delle strade, ma si sta procedendo. Si comincia ad andare incontro alle periferie, anche se la velocità d’andatura va aumentata. Il blackout della sicurezza, in sinergia con le altre istituzioni, ha visto delle soluzioni in campo, da valutare nel tempo. La raccolta differenziata funziona, magari non immancabilmente.

Questo sindaco, da alcuni descritto come cerchiobottista, non ha esitato a difendere il sovrintendente del Teatro Massimo, Marco Betta, per proteggere la massima istituzione culturale della città da certi meccanismi di selezione. E aveva soltanto da perderci. Gli errori ci sono stati, soprattutto politici. La creazione dell’instabile ‘Grande Sicilia’, probabilmente, è il più netto. Senza contare gli scossoni interni a una giunta non costantemente allineata con l’esigenza di fare bene e di farlo presto.

Il sindaco di Palermo, il professore Roberto Lagalla, vorrà, probabilmente, tentare il bis, alla luce di un lavoro incompiuto. Tutto, ovviamente, dipenderà dal contesto: la prospettiva non appare infondata. In che zona è arrivato il cocchio dorato di Ferrandelli?

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