PALERMO – Gli esiti dei prossimi esami saranno fondamentali. Sono in corso tutti gli accertamenti sul caso sospetto di West Nile a Palermo, il virus trasmesso dalle zanzare che in Sicilia ha già fatto salire l’allerta in provincia di Catania. Sotto stretta osservazione c’è una donna di 77 anni. Ieri, 20 agosto, è stata ricoverata al Policlinico per altre patologie, ma vista la presenza di sintomi neurologici, è stato eseguito anche il test per rilevare l’eventuale presenza del virus. Si trova in terapia intensiva.
Sospetto caso di West Nile: “Potrebbe essere un falso positivo”
“L’esito è stato debolmente positivo – precisa il professore Antonio Cascio, direttore dell’unità operativa di Malattie infettive del Policlinico – ma la situazione, che è molto delicata, dovrà essere valutata nel suo complesso. La diagnosi non può arrivare da un singolo esame. Una debole positività deve essere poi confermata con test sierologici e biologia molecolare. Tante volte, gli esami del sangue possono rilevare falsi positivi o falsi negativi dovuti a molteplici fattori. Per questo è necessaria l’interpretazione di uno specialista per derimere i dubbi. Di fronte a un test positivo non si può accertare la presenza di un caso di West Nile, il caso deve essere interpretato con molto giudizio”.
Il periodo di incubazione
E aggiunge: “Si tratta al momento di una lieve positività degli anticorpi Igm, i primi che il nostro organismo comincia a produrre rapidamente per difendersi da diversi agenti patogeni che magari possono essere simili fra loro”. Il periodo di incubazione della malattia che in Italia fa registrare il maggior numero di casi nel Lazio, va dai due ai quattordici giorni.
I sintomi della paziente
In alcuni casi, soprattutto in soggetti con deficit del sistema immunitario, il periodo di incubazione può estendersi fino a 21 giorni. “I test per rilevare la presenza del West Nile vengono correttamente eseguiti, in questo periodo in cui il virus potrebbe circolare nella nostra area geografica, nelle persone che hanno sfumati sintomi neurologici – sottolinea ancora Cascio -. La signora ricoverata al Policlinico ha manifestato una sintomatologia simile ed è quindi stata sottoposta anche a questo genere di esami”.
“La malattia si può presentare anche con una positività assolutamente certa – prosegue – ma essere completamente asintomatica. Nel caso in cui in cui si accertasse la positività, la paziente non rappresenterebbe un pericolo per gli altri”.
Prossimi esami sul caso sospetto di West Nile
I casi sospetti vengono inoltre segnalati dagli ospedali all’Asp a cui viene successivamente comunicato l’esito definitivo. “Ne sapremo di più nelle prossime ore – conclude Cascio – ma la percentuale che si tratti di West Nile è davvero bassa, per questo è meglio evitare allarmismi”.
Leggi anche
Nel frattempo, a livello regionale, si alza la soglia d’attenzione attraverso il monitoraggio effettuato dalle Asp. Specialmente dopo i due casi registrati nel Catanese. A fine luglio il virus è stato rilevato in un cavallo di un allevamento equino della provincia. Pochi giorni dopo, in ospedale è stato ricoverato un uomo di 74 anni. Si tratta di un turista di Caserta arrivato al Cannizzaro con sintomi neurologici e poi sottoposto ai test che hanno confermato la positività alla malattia.
L’allerta e il monitoraggio
In base ai protocolli, l’Asp ha inviato ai Comuni interessati indicazioni operative per rafforzare la sorveglianza entomologica. Contemporanemente, vengono messe in atto le misure di contenimento delle zanzare, unico vettore responsabile della trasmissione del virus.




