Palermo, stupro al Foro Italico: "Lei non voleva, urlava basta"

Stupro di gruppo al Foro Italico: “Lei non voleva, urlava basta”

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Commenti

    Mi spiace. Avv. Greco , penso che il direttore abbia rispettato i criteri della: continenza, pertinenza e verità. Che il diritto di cronaca rientra tra i diritti costituzionali così come il diritto di difesa. Che anche se la colpevolezza deve essere accertata, il video con la ragazza retta da alcuni di essi e circondata da altri, la dice lunga sulla intenzionalità non benevola, per non parlare dei messaggi WhatsApp. Perché la donna ancora nel 2023 debba ancora subire tutto questo? E se fosse stata sua figlia?

    AVV. Greco perché non pubblicare i nomi degli stupratori. Anche perché se sono tali come tutti li definiscono considerato che esistono dei filmati che non lasciano dubbi sui responsabili non si può affermare che sono innocenti fino a sentenza definitiva. Questo è piuttosto da definire reato in flagranza e quindi la sentenza definitiva deve solo determinare l’ammontare della pena.

    Che domande sono, non vi rendete conto che è una mentalità, quella delle famiglie palermitane, molto diversa? ancora ferma a un modo di pensare, di agire e di educare retrograda e purtroppo legata indirettamente al profumo di mafia che ancora impregna il territorio. o hai a che fare con un palermitano per una partita di pallone, o per motivo di lavoro, o perchè ti ci trovi in mezzo durante una festa… capita più spesso di altre parti che trovi la legge del più forte, la legge del più sperto, la minaccia, l’aggressione, la prepotenza. La cultura educativa delle famiglie e delle associazioni deve essere molto più forte e intensa di quella che è se si vuole sradicare questa mentalità e non vedere più questi comportamenti. Scusate, ma – secondo me – invece di perdere ancora tempo a farvi le domande se la società palermitana è violenta, accettate che è così, e agite invece, che il processo di cambiamento è lungo e difficile.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Un articolo cosi si legge solo su LIVESICILIA. E' terrificante il distacco della politica dalle emergenze da cui dipende la nostra vita. La "Sagra del pane cunzato" riceve più attenzione. Le riunioni, i convegni parolai in vista delle elezioni. sono l'impegno per i quali alcuni sono disposti a sudare in questa estate torrida. Fanno bene i giovani a scappare, questa è terra solo per chi è disposto a soffrire anche a morire. Onore al vigile del fuoco morto, ai volontari, a chi sa prendersi cura della comunità. Il nostro Arcivescovo è inascoltato, illumina chi continua ad essere spento.

È veramente stupefacente la confusione, non si sa se involontaria o volontaria (anche se non so dire quale delle due sia più grave) tra qualifica e funzione. La prima a dovere essere definita è senz'altro la qualifica cioè il serbatoio dal quale attingere alla funzione in questo caso dei soggetti cui affidare i vari livelli della funzione dirigenziale. Anche perché alla qualifica sono indissolubilmente le mansioni. In questo l'attuale legge n.10/2000 risulta organica e puntuale ma ahimè indigesta in quanto mai applicata. Non credo che la proposta passerà il vaglio della presidenza del Consiglio come del resto le precedenti proposte che hanno attraversato varie condizioni governative.

La Sicilia e il suo principe, don Corrado. Ma il suo profondo messaggio politico è quello di un “principe” della Chiesa cattolica universale, dove Cristo si rivolge a tutti, al genere umano, all'oggi e al poi... A questo punto sembra facile condannare la politica a prescindere, ma è sbagliato, populista è un azzardo? I partiti, appunto, sono di parte, di questo mondo, e a noi cittadini elettori tocca giudicare, scegliere. E non possiamo mettere sullo stesso piano chi può parlare, tutti i politici, finché avremo una democrazia, e chi oltre a parlare deve operare perché governa. E in Sicilia il governo Schifani governa da 4 anni, la destra da circa 25, ma anche da prima. Già, ci fu Crocetta: l'alibi di chi guarda a destra, ma se ne potrebbe parlare, non oggi. Resta un fatto: Don Corrado nel 2023 e ieri, ma anche in altre occasioni, si rivolgeva e si rivolge a chi in questi anni ha governato e governa la Sicilia e dalle sue parole se ne “indovina” facilmente nome e cognome: Renato Schifani. Se non vi piace la sinistra, non votatela, se non vi piace Schifani, da cittadini elettori mandiamolo a casa... la politica seguirà.

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