Tardino, Salvini: 'Palermo porto tutto?'

Palermo tutto porto, Palermo ‘porto tutto’

La nomina dell'avvocata Tardino e le polemiche
Autorità portuale
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Chissà, magari l’avvocata Annalisa Tardino – se riuscirà a superare dubbi e ricorsi – dimostrerà a tutti di essere un’ottima commissaria dell’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale, incarico di freschissima nomina. Ne saremmo contentissimi, perché ci auguriamo il meglio per la Sicilia e per Palermo.

Però, al momento, il discorso è – come si dice – un altro. Regnano le perplessità sul curriculum dell’ex eurodeputata rispetto allo specifico settore. Mentre c’è chi si sofferma sulla qualità di una nomina dal percettibile retrogusto politico, nel senso dell’appartenenza.

Una scelta che premia una (politicamente brillante) esponente della Lega, in un contesto generale di pesi e contrappesi.

Abbiamo letto nei lanci dell’Ansa le prime dichiarazioni riferite della neo-commissaria, qui riportate integralmente. Ne citiamo alcuni frammenti: “Le polemiche sui giornali mi fanno solo tanta pubblicità a livello nazionale”.

E ancora, riassume l’agenzia: (La nuova commissaria) specifica che il suo mandato sarà ‘nel segno della continuità con la gestione precedente’ e che l’ente portuale ‘sarà la longa manus del governo Meloni e del ministro Matteo Salvini”, per puntare “allo sviluppo infrastrutturale, occupazionale sociale e culturale dei porti”. “Il mio rapporto col ministro Salvini – spiega Tardino – aiuterà molto”.

Qualche annotazione. Perché insistere sulle polemiche, per la pubblicità, visto che l’Autorità Portuale proviene dall’età dell’oro di Pasqualino Monti, con un fulgore basato su altri presupposti? Pure la citazione del termine ‘longa manus’ non appare azzeccatissima.

Stiamo alla definizione della Treccani online: “Espressione, non classica ma di formazione recente, con cui si indica la persona (o eventualmente il gruppo, l’organo, l’istituzione) che, più o meno nascostamente, agisce per incarico e per conto d’altri, o di cui un potere si serve come strumento per conseguire i propri scopi”.

Ci sarà tempo per vedere e raccontare, dopo questa prima riflessione a mente fredda, oltre le infuocate polemiche. E per sperare che le decisioni, quali che siano, rivendichino il primato della politica, ma non più come distribuzione di caselle, spartizioni, bandierine piantate sulle roccaforti. Se non altro perché sarebbe complicato passare da ‘Palermo tutto porto’ a ‘Palermo, porto tutto’.

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