Palermo violenta, intervista al sindaco Lagalla

‘Palermo violenta’, Lagalla: “Assunzioni e più risorse per la sicurezza”

Lagalla
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Commenti

    Per lo meno non ha parlato di control room, auspicabile che questo signore torni a fare il radiologo o il parlamentare in Europa come il campione mondiale di fuffa che lo ha preceduto

    Potrebbe elencare le strade sistemate, le potature effettuate, la pulizia cestini , cassonetti ecc.. . Sistemare lo stadio non credo faccia quadagnare fascino alla città. Per l attrazione turistica non è certo merito suo.dato che l accoglienza è alquanto pessima.

    Non sarà la presenza dei vigili urbani un forte deterrente. Date questi soldi alla polizia e carabinieri.

    Un elenco di cose non fatte, semmai. Credo si tratti di uno dei peggiori sindaci della storia della città

    Tranquilli
    Sicuramente non parla di Palermo città senza controllo e allo sbando
    Sindaco e prefetto inesistenti
    Solo passerelle
    Pazzesco

    I controlli dove e quando li fate? La musica di piazza Caracciolo va avanti sei giorni a settimana, dalla domenica al venerdi fino alle quattro o alle cinque del mattino. Migliaia di persone non dormono piu, viviamo attaccati al cellulare sperando che le forze dell’ordine facciano staccare il rave party a volumi folli indescrivibili e malati. Lei ci prende in giro, noi del comitato residenti del centro storico siamo stati intimiditi dalle forze dell’ordine che proteggono e autorizzano una delle situazioni più vergognose della storia della civiltà umana. Nessuna città metropolitana in europa ha questa situazione indecente che viene tollerata ed incoraggiata. Smetta di prenderci in giro e agisca! Vergogna!

    Invito questo Sig. Millantatore a percorrere la via Abruzzi, zona Empedocle Restivo (è solo un esempio fra le tante…), dall’ingresso in Viale Lazio fino a Piazzale Europa. Definirla una trazzera è un oltraggio alle trazzere. Per non parlare dei marciapiedi della zona: non ce n’è uno che non sia deformato dalle radici degli alberi che crescono indisturbati o privi in più punti di pavimentazione. E vogliamo parlare degli scivoli privi delle bande antisdrucciolo (porto sul mio braccio gli esiti irreversibili di una caduta su uno di questi…), oppure delle strade lasciate pressocchè al buio da una illuminazione vetusta ed insufficiente, in un’epoca in cui un programma di illuminazione con led consentirebbe maggiore efficacia e minor consumo di energia?
    Caro Sindaco Lagalla, lei è solo “chiacchere e distintivo”. Lasci l’amministrazione di Palermo a qualcuno più capace di Lei.

    Chiedere al sindaco e a tutti i sindaci da 30anni perché solo a Palermo non si possono fare concorso per Vigili ,che è una prima istituzione e funzione in città di controllo oltre a tutto il resto di interconnessione tra forze di polizia

    Io credo che abbiamo un sindaco menefreghista e i suoi assessori peggio di lui, perché basta poco a migliorare questa città da tutti i punti di vista!!
    Iniziando dalla viabilità, a passare dal bene comune e prr finire alla sicurezza…
    Perché non istituire un numero verde o anche WhatsApp diretto col comune per tutte le segnalazioni?
    Perché non mettere i giro un’auto comunale per ogni quartiere per verificare se tutto va bene o se ci sono anomalie di qualsiasi genere?
    L’amministrazione non interessa niente di Palermo se si può migliorare o meno!!!!!
    FATELO LEGGERE A LAGALLA

    Città persa!! Fine!

    Questo signore credo che non sappia quello di cui parla, perchè non ha una minima idea di come è ridotta la città ! E se lo sa è ancora peggio!

    Palermo e ‘ una città violenta e mafiosa, quelli che combattono la delinquenza sono davvero pochi troppi i conniventi. La politica non fa nulla gli conviene.

    Il bravo sindaco auspica, dà atto, gongola perché i nomadi digitali scelgono Palermo (come se lui avesse un merito in tutto ciò e non si trattasse solo di una fortunata coincidenza), parla di smart city mentre tutto intorno a noi le tracce del disastro e del dissesto sono presenti ogni giorno di più: strade impraticabili, marciapiedi idem, se non tocca fare lo slalom tra le deiezioni canine tocca stare attenti alle radici degli alberi o alle numerose buche presenti, sporcizia non raccolta, foglie, cartacce, bottiglie, lattine, controlli stradali inesistenti mentre la gente continua a guidare attaccata al cellulare e ignorando le precedenze e i normali segnali stradali, i controlli della municipale sono pressoché inesistenti nelle zone più “calde” della città, segno che anche il comandante che al suo insediamento aveva promesso fuoco e fiamme si è convinto che questa città sia irredimibile.

    Lagallix, pensa a pulire e tenere il decoro dei quartieri, a cominciare da quelli di periferia.
    in una città fantasma, possono viverci solo zombie.

    Le forze dell’ordine devono lavorare .

    I carabinieri sono restati impegnati sul territorio e allo zen contro le violenze e la delinquenza ogni giorno. Il comune aveva un piano di risanamento e di contrasto alla criminalità già approvato senza mai averlo.mesdo in atto. Sapendo la guerra che c’è allo zen ha messo a rischio la vita dei difensori dello stato. Non si può combattere da soli, se lo stato non supporta e ‘ una guerra persa in partenza. Ogni giorno e’ una guerra con queste persone, ogni santissimo giorno. Il primo che abbassa la guardia muore.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Quando ci sono gare e competizioni in citta' siete a centinaia a fare servizio perche' vi pagano doppia giornata e straordinari . Nei giorni normali siete tutti imboscati e ci fate vivere in mezzo al traffico ,perche' non vi posizionate nei punti strategici della citta'e cercate di farci vivere meglio ? Volevo anche dirvi che in via ruggereo settimo girano a velocita' sostenute gli scooter elettrici guidati da bambini e da malacarni con la borsa a tracolla , perche' non fate questo servizio ?. Per la doppi a fila vi aspetto al corso OLivuzza.

La sanità che vorrei: ridurre l'overbooking, migliorare l'ascolto La testimonianza del paziente pubblicata da LiveSicilia racconta due facce della sanità: prima attesa, dolore e incertezza; poi competenza, umanità e fiducia ritrovata. Emergono due criticità strettamente collegate: l'overbooking dei pronto soccorso e la scarsa qualità della comunicazione. Come pretendere ascolto e gentilezza da operatori sovraccarichi, spesso esposti anche ad aggressioni? Ridurre gli accessi inappropriati potrebbe diminuire attese, tensioni e aggressività, restituendo tempo e serenità a chi cura. Perché non affiancare ambulatori di medicina generale ai pronto soccorso, collegandoli alle Case della Comunità, dove accompagnare i pazienti non urgenti dopo un'adeguata valutazione clinica? In Emilia-Romagna, Liguria e Valle d'Aosta esistono già esperienze di assistenza territoriale ad accesso diretto. Studiare e replicare i modelli virtuosi dovrebbe essere una regola della buona amministrazione. In Sicilia, invece, secondo i dati al 31 dicembre 2025, soltanto 2 delle 154 Case della Comunità previste erano pienamente operative: appena l'1,3%. Occorre inoltre rendere la buona comunicazione un compito istituzionale, misurarne la qualità, anche con sistemi automatizzati, e valorizzare chi sa ascoltare e informare. Una comunicazione efficace può prevenire incomprensioni, aggressività e contenziosi. La buona comunicazione non deve dipendere dalla sensibilità di pochi, ma diventare un dovere professionale e una garanzia per ogni paziente

Palermo è una città dalle grandi contraddizioni. Accanto alle sue ferite — povertà educativa, disoccupazione e lavoro precario, disuguaglianze, degrado urbano e ambientale, servizi insufficienti e periferie troppo spesso dimenticate — vive una straordinaria ricchezza di energie, competenze, creatività e passione civile. Ogni giorno associazioni, scuole, università, imprese, lavoratori, professionisti, realtà del Terzo Settore, comunità delle varie confessioni religiose, organizzazioni culturali e tanti cittadini costruiscono, spesso lontano dai riflettori, solidarietà, innovazione e speranza. Palermo è viva. E questa energia non può più rimanere dispersa. Le prossime elezioni amministrative possono rappresentare non soltanto un momento elettorale, ma l'occasione per aprire una nuova stagione di partecipazione e di responsabilità collettiva. Per questo chiediamo alla città di non partire dai nomi, dai partiti o dalle candidature. Partiamo da Palermo. Prima ascoltiamo i quartieri. Prima incontriamo i cittadini. Prima definiamo le priorità e costruiamo una visione condivisa. Solo dopo sarà il momento di individuare alleanze, candidature e responsabilità di governo. Vogliamo una Palermo nella quale nessuno sia costretto a partire per trovare lavoro, nella quale i giovani possano studiare, lavorare, abitare e progettare il proprio futuro; una città che investa nella scuola, nell'educazione e nella cultura, perché nessuna periferia sia condannata alla marginalità. Vogliamo una città policentrica, nella quale ogni quartiere sia protagonista e possa diventare luogo di partecipazione, incontro, servizi e progettazione del proprio futuro. Vogliamo una Palermo verde, sostenibile e accessibile, capace di affrontare il cambiamento climatico, curare gli spazi pubblici, migliorare la mobilità, tutelare il patrimonio naturale e garantire servizi dignitosi in ogni parte della città. Vogliamo una città che non lasci indietro nessuno: anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà, persone senza dimora, migranti e quanti vivono condizioni di fragilità. Il Terzo Settore e il volontariato devono essere riconosciuti come protagonisti delle politiche pubbliche e della costruzione del bene comune. Vogliamo istituzioni trasparenti, competenti e responsabili, nelle quali il cittadino non debba chiedere favori, ma possa esercitare diritti. La legalità deve diventare qualità quotidiana delle istituzioni e della vita democratica. E vogliamo che Palermo ritrovi pienamente la sua vocazione mediterranea. In un Mediterraneo attraversato da guerre, conflitti, migrazioni e disuguaglianze, Palermo può essere luogo di incontro tra popoli, culture e religioni, laboratorio di dialogo, cooperazione e pace. La sua storia e la sua posizione geografica le affidano una responsabilità particolare: costruire ponti, educare alla nonviolenza, promuovere il dialogo interculturale e rafforzare le relazioni con le città e le comunità delle diverse sponde del Mediterraneo. Ma soprattutto vogliamo restituire ai cittadini il ruolo di protagonisti della democrazia. La partecipazione non può essere limitata al giorno del voto. Deve diventare una pratica quotidiana: nei quartieri, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni e negli spazi della città. I cittadini devono poter proporre, discutere, controllare e valutare le scelte pubbliche.

E noi che abbiamo fatto il COVID lavorando con le cooperative negli ospedali a Catania, e provincia questo e stato il merito che ci hanno dato, siamo inquadrati come ausiliari e pulizieri, e dobbiamo fare pure il concorso ma va.........

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