Partanna, falso allarme bomba davanti alla casa del sindaco - Live Sicilia

Partanna, falso allarme bomba davanti alla casa del sindaco

Intervento degli artificieri ma fortunatamente nessun ordigno
TRAPANI
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PALERMO – Falso allarme bomba, ieri sera, nel cortile esterno della casa del sindaco di Partanna Nicolò Catania, in via Calatafimi, nella cittadina trapanese. Catania è anche deputato regionale e vice capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars. Una segnalazione anonima giunta ai carabinieri segnalava la presenza di un pacco nei pressi di una Mercedes coupé in disuso, di proprietà della moglie del sindaco. Così i carabinieri hanno attivato il protocollo di sicurezza facendo uscire da casa la moglie e i figli e chiudendo tutte le strade di accesso all’abitazione sia al traffico stradale che pedonale.

L’intervento degli artificieri

Con l’arrivo degli artificieri, che hanno fatto brillare una micro carica, è stato possibile accertare il falso allarme bomba: sull’autovettura non c’era nulla di sospetto. La presenza di numerosi carabinieri e la via bloccata al traffico non sono passati inosservati in paese. Il sindaco era stato di mattina all’Ars e nel pomeriggio a Marsala per partecipare a un convegno, ma è stato bloccato fuori casa dai carabinieri sino a quando non si sono concluse le operazioni di bonifica.

Catania: “Sono sereno”

“Sono sereno e fiducioso nel lavoro delle forze dell’ordine, che sono state coinvolte e mobilitate per un episodio che ha creato allarme in città e particolare disagio alla mia famiglia, com’è comprensibile che sia”, dice Catania. “Una cosa che mi dispiace in modo particolare – afferma ancora -. Per il resto ho poco da dire, se non che le chiavi di lettura possono essere due: se si tratta del gesto di un mitomane, è chiaro che va condannato e mi auguro che l’autore venga individuato al più presto. Se l’intento è l’intimidazione, che mi viene rivolta per la mia attività amministrativa, o politica, assicuro che non produce l’effetto di farmi demordere, ma il tutto rafforza in me la convinzione di ogni scelta, di ogni azione, di tutto il percorso intrapreso, che rivendico e che continuerò”.

Catania poi aggiunge: “Questo è un momento delicato, e per tale motivo è difficile analizzare un episodio che mai, in precedenza, si era verificato. – aggiunge – Attendo con tranquillità l’operato delle Forze dell’ordine per fare chiarezza su quanto verificatosi. Ringrazio per la solerzia la Compagnia provinciale dei Carabinieri, il colonnello Fabio Bottino, la Compagnia di Castelvetrano, e il capitano Pietro Calabrò, e la locale stazione di Partanna, coordinata dal comandante Vincenzo Bonura. Puntuali ed efficienti. E ancora Sua Eccellenza il Prefetto, Filippina Cocuzza, che ha seguito costantemente le operazioni di bonifica. Ricevo con senso di gratitudine i tanti messaggi di affetto e solidarietà che da ieri sera tante persone mi stanno rivolgendo. Un gesto balordo, che scatena in una comunità un caos ingestibile, anche con aggravio di costi per le operazioni di intervento necessarie e inevitabili. Un gesto, comunque, di inciviltà”.

La solidarietà di Intravaia

“Esprimo piena solidarietà a Nicola Catania per quella che potrebbe essere un’intimidazione nei suoi confronti”, dice Marco Intravaia, deputato regionale di Fratelli d’Italia. “L’allarme è scattato a casa del nostro vicecapogruppo. Sono certo il collega continuerà il suo impegno senza paura e ci troverà al suo fianco per respingere qualsiasi azione violenta volta a condizionare l’attività istituzionale di un politico e la serenità familiare di uomo”.

Gli assessori Angelo Bulgarello, Noemi Maggio, Nino Zinnanti e Santo Corrente, componenti della Giunta di Catania, esprimono solidarietà al primo cittadino. “Un atto vile – dicono – ommesso da mani incivili e comunque violente, che non saranno in grado di fermare un amministratore onesto che ogni giorno, tra mille sacrifici, presta la propria opera per il bene delle comunità. Confidiamo in una rapida indagine che assicuri l’autore, o gli autori, alla giustizia, e assicuriamo l’impegno della Giunta al fianco del sindaco. Anche se si trattasse di una ‘semplice’ bravata, ci permettiamo di dire che in questo momento non abbiamo bisogno di bravate. Ci auguriamo sinceramente che nessuno voglia intorbidire un clima nel quale le Istituzioni e chi le rappresenta hanno bisogno dell’incoraggiamento e della critica costruttiva. Aiutiamoci insieme a preservare ciò che ci unisce tutti, a partire dal senso di civiltà che questa nostra comunità ha sempre espresso anche nelle contese più aspre”.


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    Andiamo tutti a Partanna a fare i test gratuiti

    Ipotizziamo che attratti “dall’offerta diagnostica turistica” una comitiva di turisti emiliani e piemontesi questa estate va in vacanza a Partanna, sono tutti asintomatici, fanno il test sierologico offerto gratuitamente dal Comune e scoprono che cinque di loro hanno il coronavirus ed a costoro gli offrono di fare il tampone che dando falsi positivi e falsi negativi conferma che solo tre hanno il virus. Il focolaio inquinante intanto si è diffuso ed i cinque hanno già infettato decine o centinaia di persone con cui sono venute in contatto. I cinque saranno costretti al ricovero o alla quarantena con rischio di contagiare altri tra medici, infermieri ed ospitanti.
    Così Partanna sarà “zona rossa” e chiusa per settimane come Codogno o Vo Euganeo e questo non è certamente il risultato che vogliono i partannesi il cui sindaco appare piuttosto non adeguato alla crisi in atto e cerca solo un po’ di pubblicità gratuita se si considera che una tale “offerta diagnostica” a scopo turistico non l’ha condivisa nessun altro sindaco che ci tiene davvero alla salute dei suoi concittadini.

    Nel Comune di Raffadali, il Sindaco Silvio Cuffaro lo ha stabilito 4 giorni fa con propria Ordinanza, anzi in un suo video ha invitato il Presidente della Regione Siciliana a rivedere la sua posizione prevedendo per tutti gli emigrati che rientrano nelle loro famiglie e che provengono dalle altre regioni o da altri paesi stranieri ancora a rischio di fare obbligatoriamente l’esame sierologico quantitativo.

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