CATANIA – I capigruppo di maggioranza in consiglio comunale rimandano le accuse ai mittenti. Sono ancora le nomine dei presidenti delle partecipate a infuocare il dibattito cittadino. Alle accuse di continuità con l’amministrazione Stancanelli rispondono i capigruppo di maggioranza Alessandro Porto (Con Bianco per Catania), Giovanni D’Avola (Pd), Daniele Bottino (Megafono) e Nuccio Lombardo (Articolo 4) con una nota congiunta destinata a gettare benzina sul fuoco.
“Sulle Partecipate il sindaco ha esercitato le sue prerogative guardando al bene della città senza pregiudizi, puntando a nomine che offrono un’ampia varietà di competenze e professionalità: avvocati, imprenditori, dirigenti sindacali, donne e giovani. Oltre che persone che ben conoscono la città e la macchina amministrativa. Le scelte vanno giudicate da risultati, non certo prima. E non certo da chi, da destra o da sinistra, si trova unito in invettive dimenticando gli anni delle stagioni fallimentari, anche in Amt o di aver lasciato il Comune in predissesto a causa di danni finanziari, certificati in tutte le sedi possibili, che i catanesi pagheranno ancora a lungo”.
“Se Forza Italia e Catania Bene Comune di Iannitti parlano, sorprendentemente, la stessa lingua vuol dire che il sindaco Bianco ha compiuto le scelte giuste. Non potrebbe esserci certificazione migliore. D’altronde nella stagione del centrodestra nessuno ricorda alcuna presa di posizione di Iannitti, un feeling che nasce da lontano probabilmente: già alle scorse elezioni l’intento di Cbc, ma anche dell’alleato Caserta (peraltro nominato proprio da Stancanelli e Lombardo in importanti incarichi) era di compiere un “soccorso rosso” per aiutare Forza Italia e il suo candidato cercando di rosicchiare voti a Bianco. Con ossessività, le stesse persone che criticano le nomine di oggi, hanno criticato anche le passate nomine, con personalità di altissimo livello come grandi giornalisti o eminenti accademici. Si mettano dunque d’accordo con loro stessi, Catania Bene comune e Forza Italia. Oppure creino un partito insieme: suggeriamo la lista ‘Forza Iannitti'”.
Sono ancora le nomine dei presidenti delle partecipate a infuocare il dibattito cittadino.
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