La Corte striglia la Regione | Agnello: "Pochi dirigenti"

La Corte striglia la Regione | Agnello: “Pochi dirigenti”

La Corte striglia la Regione | Agnello: “Pochi dirigenti”
Maurizio Graffeo, presidente della sezione di controllo della Corte dei conti
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Udienza pubblica alla sezione di controllo della Corte dei conti. I magistrati criticano il ritardo con cui la Regione ha risposto alle osservazioni sulle partecipate. L'assessore parla di  "grosse difficoltà di liquidità" . La curiosità: la Regione non paga e le liquidazioni si bloccano

partecipate
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PALERMO – Una bella strigliata per il ritardo. E per il momento nulla di più. L’udienza davanti alla sezione di controllo della Corte dei conti presieduta da Maurizio Graffeo è arrivata dopo il deferimento della Regione per il mancato rispetto dei termini posti da una delibera della Corte dello scorso anno sulle partecipate. La Corte aveva chiesto alla Regione di intervenire sul contenimento della spesa delle società mangiasoldi e l’amministrazione avrebbe dovuto riferire entro aprile, termine poi spostato a giugno. Le risposte invece sono arrivate solo in queste ore, dopo il deferimento.

Una condotta censurata oggi in udienza da Graffeo. “Nel ringraziarla per la sua disponibilità, onorevole assessore – ha detto il presidente all’assessore all’Economia -, debbo manifestarle il malessere della Corte. Non voglio parlare di omissioni e inadempienze, che pur ci sono, ma c’è un vulnus. C’era una delibera a voi comunicata a gennaio 2014 con un termine che scadeva ad aprile, abbiamo dovuto fare un primo sollecito e solo con la fissazione della adunanza abbiamo ricevuto le memorie”, bacchetta l’alto magistrato contabile.

“E c’è anche un malessere perché la Corte non è stata informata sugli atti che la Regione stava compiendo. A causa di questi ritardi la Corte non ha potuto portare avanti l’iter che si conclude all’Assemblea regionale. La speranza e l’augurio – ha concluso Graffeo – è che quanto accaduto non si ripeta più, a cominciare dal prossimo adempimento sul rendiconto”. L’ultimo faldone di documenti è arrivato in effetti alla sezione di controllo dal Bilancio (che si trova praticamente dall’altro lato della strada, via Notarbartolo) solo questa mattina.

La Regione si è scusata per il ritardo, sottolineando quanto il tema delle partecipate sia complesso. L’assessore Agnello ha lamentato un deficit di dirigenti in assessorato e ha accennato alle “grosse difficoltà di liquidità” in cui versa la Regione. Che avendo ormai raggiunto il tetto del patto di stabilità si torva in seria difficoltà nell’effettuare qualsiasi pagamento da qui a fine anno.

I magistrati contabili hanno passato in rassegna lo stato dell’arte delle partecipate, oggetto di un’indagine della Corte, da cui risultavano costi per 1.176 milioni nel quadriennio 2009-2012. Dalla stessa indagine emergeva che oltre 40 per cento delle società registravano perdite per un triennio. La Regione era stata sollecitata, quindi, con una delibera della Corte ad adottare una serie di misure di contenimento della spesa, intervenendo sia sui costi del personale sia sulle liquidazioni delle società in costante perdita.

L’assessore Agnello ha inviato alla Corte una memoria che rimanda alle misure adottate nella legge di stabilità. Che individua 11 società strategiche su cui puntare (le partecipate sono più di 30 e hanno oltre settemila dipendenti). La Corte ha preso atto della memoria dell’assessore. Che ha segnalato ai magistrati anche l’istituzione dell’albo del personale delle partecipate in liquidazione a cui si dovrà attingere per eventuali assunzioni, il tetto agli stipendi imposto nelle partecipate e l’istituzione dell’ufficio speciale per le partecipate in liquidazione. Alla memoria sono state allegate anche due relazioni, una redatta dall’ufficio speciale per le liquidazioni e l’altra dal consulente incaricato dall’assessore all’Economia di fare la ricognizione sulla status quo. Stamattina inoltre la Corte ha ricevuto una ulteriore relazione depositata dal ragioniere generale Mariano Pisciotta.

“Le preoccupazioni della Corte sono le nostre”, ha detto Agnello. L’assessore ha lamentato la mancanza di 30 dirigenti in assessorato. Questo pesa sul nostro lavoro, spiega il responsabilde dell’Economia. “Alcuni punti da voi segnalati sono stati superati dalle norme”, dice ai magistrati e fa presente che in regione ci sono “grosse difficoltà di liquidità”.

Grosse, anzi di più. L’edizione odierna di repubblica dava conto dei seri problemi di liquidità inn cui versa la Regione, dovuti anche al fatto che tutti i dipartimenti hanno già raggiunto il tetto consentito dal patto di stabilità. Per far ripartire la macchina della spesa regionale occorrerebbe secondo quanto riportato dal quotidiano una deroga al patto da almeno 600 milioni.

“Abbiamo avviato l’analisi delle società. Non ci siamo soffermati solo sulle 11 società strategiche. Vogliamo analizzarle tutte – dice in udienza il ragionere generale Pisciotta -. L’attività che ci è stata chiesta non era semplice. La complessità delle manovre chieste dalla Corte meritano un approfondimento”. “La Corte e’ perfettamente consapevole della complessità della materia”, risponde Graffeo. Che però poco dopo aggiunge: “Non ci sottraiamo a un continuo confronto e collaborazione con l’amministrazione. Sapevamo che non si poteva risolvere tutto con uno schioccar di dita ma non pensavamo ci volessero nove mesi per avere qualche notizia”.

Dal report della regione emergono particolari criticità in alcune società partecipate. Biosphera ha un milione e mezzo di debiti per tfr. A Lavoro Sicilia spa, in liquidazione, si è in presenza di una “disastrosa situazione finanziaria” con pignoramenti immobiliari e la possibilità di avviare procedure fallimentari espressa dallo stesso liquidatore. L’avvocato Puglisi della Presidenza della Regione porta il saluto di Crocetta. Che “sin dai primi mesi ha inteso avviare un processo di razionalizzazione della spesa” in questo settore, ricorda. L’udienza termina. La corte vagliera’ la documentazione presentata dalla Regione. E ci si aggiornerà. Nel frattempo tra una settimana toccherà alle partecipate di Province e Comuni finire sotto i riflettori di via Notarbartolo.

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