Partinico, i ragazzi picchiati | "Ma qui non siamo razzisti" - Live Sicilia

Partinico, i ragazzi picchiati | “Ma qui non siamo razzisti”

Trecento migranti vivono nel comune in Provincia di Palermo. L'integrazione diventa difficile.

L'INCHIESTA
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PALERMO – Da un lato le indagini dei carabinieri, dall’altro il lavoro del Comune. “A Partinico non siamo razzisti. La violenza va sempre condannata con fermezza”, dice l’assessore alle politiche sociali Rosi Pennino. Che, però, aggiunge: “La gente è arrabbiata, insofferente”.

Solo l’inchiesta potrà stabilire se l’aggressione subita da cinque ragazzi gambiani la sera di Ferragosto sia stata un episodio di odio razziale e se sia figlia dell’insofferenza che sfocia nell’intolleranza.

A Partinico, però, i numeri non aiutano l’integrazione. Esistono quindici strutture fra comunità e centri di accoglienza che ospitano trecento persone, fra adulti e minorenni. Cifre che raddoppiano se si considerano i comuni del distretto sanitario che fa capo a Partinico e che comprende i comuni di Borgetto, Camporeale, Giardinello, Montelepre, Partinico, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Trappeto.

Una concentrazione che non ha eguali in Italia – aggiunge Pennino che si è insediata lo scorso luglio – frutto dell’indirizzo politico del passato verso un’accoglienza disordinata”. Il Comune ha avviato ispezioni e controlli per capire come mettere ordine. Nessuno è contento. Nemmeno i titolari delle strutture che ricevono con troppo ritardo i fondi statali per l’accoglienza.

“I servizi sociali sono in ginocchio. Non sono stati mai fatti interventi per gli adolescenti, i giovani, le famiglie disagiate. Bisogna ricominciare da capo”, aggiunge Pennino chiamata al suo incarico dal neo sindaco Maurizio De Luca. Le risorse restano scarse, ma qualcosa si può fare sfruttando il piano contro la povertà del precedente governo nazionale e riattivando una legge del 2000. Se n’è discusso ieri nel corso del comitato dei sindaci del distretto socio sanitario.

Nel frattempo i carabinieri lavorano per identificare un volto agli aggressori che hanno picchiato e inseguito il pullman con a bordo i cinque ragazzi tutti minorenni dal lungomare di Trappeto fino a Partinico. Lungo il tragitto ci sono delle telecamere che potrebbero avere inquadrato le tre o forse quatto macchine. A bordo vi erano le persone che hanno preso a calci e pugni i giovani gambiani, mentre urlavano “negro tornate in Africa”. Non è ancora chiaro cosa abbia fatto scattare la scintilla della violenza.

Dopo l’aggressione subite nelle scorse settimane per strada da Khalifa Dieng, un senegalese di 19 anni ospite di un’altra comunità, la città di Partinico viene associata ad un nuovo caso di cronaca. “Non è una comunità razzista”, ripete l’assessore, ma probabilmente l’integrazione è ancora lontana.


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Commenti

    Qualcosa mi sfugge. Posso capire che vengano ospitati in queste strutture dei minorenni ma delle persone adulte che ci stanno a fare?. Di quale integrazione parla l’assessore ?. Questi devono uscire dal vitto e alloggio gratuito e andare a cercare un lavoro come fanno tutti i disoccupati siciliani che ancora una volta si chiedono: perche’ loro si’ e noi no?.

    Lo status di rifugiato e/o protezione umanitaria non consente loro di lavorare
    La legge è ancora la Bossi-Fini

    Vorrei chiedere dove si debbono integrare considerato il tessuto economico discarsa valenza di cui ci occupiamo. Questa domanda viene posta ai politici, ai giornalisti che parlano di integrazione come se fosse na pillola da masticare ecc. ecc.

    @Matilde,
    quindi mantenuti a vita?

    Ma che lavoro….questi immigrati hanno trovato chi li coccola, gli offre vitto, alloggio, servizi, telefoni, paghetta e dolce far niente…..ALTRO CHE LAVORO

    ma perche’ essere razzisti ? RIMPATRIAMOLI e finisce il commercio per le coop di sinistra dell’accoglienza..

    Ma è normale picchiare le persone? A prescindere dal colore della pelle o dalla religione o dalla nazionalità

    sono una goliardata…..non dicono sempre così….visto che ci sono stati più di un caso nella zona significa che sono tutti goliardici…..dal punto di vista sociale è che la popolazione, visto che è sempre più priva di servizio ed assistenza, si arrabbia per l’assistenzialismo creato dalle coopoerative, l’integrazione non è assistenzialismo a vita

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