Pd, in Sicilia prima la pace interna e poi la scelta sul governatore

Pd, la pace interna per il candidato unitario alle Regionali. Primi nomi

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L'accelerazione di Barbagallo e la risposta dell'area Bonaccini
verso le elezioni
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PALERMO – Firmare la pace con le correnti avverse per poi trovare un’intesa comune sul candidato presidente della Regione da proporre agli alleati. Il percorso per il segretario regionale del Partito democratico, Anthony Barbagallo, è obbligato. La prima mossa appare la precondizione obbligata per passare alla seconda.

L’annuncio di Barbagallo sul nome del Pd per le Regionali

L’annuncio fatto durante gli stati generali di Controcorrente, sulle interlocuzioni interne che “si intensificheranno” nelle prossime settimane, ha messo in fibrillazione il partito. L’area Bonaccini, critica con Barbagallo, attende la mossa del segretario ma, come spiegano fonti bene informate, non è disposta ad aprire il dossier candidatura senza avere prima affrontato il nodo segreteria.

Partito ed elezioni su binari paralleli

Le due questioni, quindi, dovranno viaggiare su binari paralleli, almeno nella visione dell’opposizione a Barbagallo. Il nome del candidato governatore condiviso tra le varie anime del Pd siciliano passerebbe così dalle novità sulla cabina di regia del partito. Su questo tema la segretaria Elly Schlein ha impresso un’accelerazione con l’incontro dei primi di agosto e settembre dovrebbe essere il mese nel quale tirare una linea e trovare una soluzione.

Anthony Barbagallo
Il segretario del Pd Sicilia Anthony Barbagallo

La Vardera ancora in campo

Lo scenario più plausibile è quello di un direttorio che affianchi Barbagallo nella gestione del partito e delle decisioni da prendere in vista delle Regionali. Sul fronte delle Regionali Barbagallo spera di trovare un nome condiviso da tutte le correnti e, di conseguenza, con la forza necessaria per potere convincere gli alleati. Tra questi c’è sempre in campo Ismaele La Vardera, che ad Agrigento ha confermato di essere ancora in corsa come portabandiera del campo largo e ha ufficializzato l’asse con il leader M5s Giuseppe Conte.

Il calendario scorre ma dà ancora una sufficiente finestra temporale a Barbagallo. Il campo progressista, infatti, dovrà prima definire il programma e poi si passerà agli argomenti più spinosi: la presenza o meno di Cateno De Luca in coalizione e il nome del candidato alla presidenza della Regione. Il tempo c’è ma non tantissimo, mentre le dimensioni dell’ingorgo venutosi a creare nell’ideale incrocio del campo largo siciliano aumenta sempre di più. Pd, M5s, Avs, Controcorrente, Iv, +Europa, +Uno, Psi, Progetto civico, Spazio civico e Sinistra futura, infatti, dovranno anche decidere se fare le primarie o no.

campo progressista Sicilia
Il tavolo del campo progressista siciliano

Pd con un occhio alle primarie nazionali

La consultazione con la base non potrà che celebrarsi in concomitanza con la sfida nazionale Schlein-Conte. Per questo motivo in casa Pd è scattato l’allarme rosso davanti all’alleanza tra Controcorrente e Progetto civico, quarta gamba del centrosinistra che guarda con favore all’ex presidente del Consiglio. La possibilità di un’accoppiata Conte-La Vardera alle primarie agita le notti dei dirigenti dem ed è anche per questo che Barbagallo chiede “massima responsabilità” al Pd siciliano.

Le indiscrezioni sul nome del Pd per le elezioni regionali

Qualche nome, intanto, inizia a circolare in casa dem. Volti che corrispondono a quell’identikit tracciato dal segretario con LiveSicilia: “Proposta di grande spessore, che parlerà alla competenza e alla capacità amministrativa”.

Ipotesi Cracolici

Indicazioni che portano dritto al presidente della commissione regionale Antimafia Antonello Cracolici, giunto alla sesta esperienza all’Ars e con un passato anche da assessore regionale all’Agricoltura. Cracolici sarebbe stato contattato anche recentemente per verificare la sua eventuale disponibilità, ma i tempi non sono maturi. L’incertezza del quadro attuale spinge l’esperto deputato dem a non dare immediata disponibilità.

Opzione Dipasquale

Tra i papabili anche il deputato ragusano Nello Dipasquale, alla terza legislatura a Palazzo dei Normanni. Dipasquale, prima vice sindaco con delega allo Sviluppo economico e poi sindaco di Ragusa, è stato anche presidente del consiglio provinciale ibleo ed è uno dei deputati regionali più vicini a Barbagallo. In ottimi rapporti con De Luca, il dem ragusano potrebbe catalizzare anche il voto di un elettorato più moderato e che normalmente non si riconosce nel centrosinistra.

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Idee Mannino e Li Calzi

Tra le carte possibili nel mazzo dei democratici siciliani anche quella del segretario regionale della Cgil Alfio Mannino, che ha dalla sua un forte feeling con l’area più radicale del campo largo. C’è poi anche una pista che porta a Cleo Li Calzi, economista, project manager, ex assessora al Turismo con il governo Crocetta, già presidente di Sviluppo Italia Sicilia e con diverse esperienze nelle governance di enti pubblici.

Nei prossimi giorni inizieranno i contatti tra la segreteria regionale e chi è sempre stato su una linea opposta a quella del segretario. L’intesa sul candidato governatore e l’andamento delle primarie nazionali dipenderanno dalla riappacificazione del partito chiesta a gran voce proprio da Schlein, che ha bisogno di un Pd siciliano compatto per vincere la sfida con Conte.


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