Pedonalizzare il Cassaro basso| Sperimentazione il 3 e 4 giugno

Pedonalizzare il Cassaro basso| Sperimentazione il 3 e 4 giugno

Corso Vittorio Emanuele

Catania: "Proposta di residenti e commercianti". Uno studio rivela: troppi pedoni.

PALERMO – Chiudere il Cassaro basso, ossia il tratto di corso Vittorio Emanuele va dai Quattro Canti fino a Porta Felice: questa la richiesta di residenti e commercianti che hanno presentato un progetto ad hoc alla giunta Orlando. E il Professore sembra intenzionato ad accontentarli, almeno in via sperimentale, il 3 e il 4 giugno: sabato pomeriggio e domenica, quindi, la parte verso il mare del Cassaro sarà interdetta alle auto.

La giunta dovrebbe approvare il progetto nell’arco di pochissimo tempo e poi potranno scattare le ordinanze. A darne l’annuncio sarà, alle 19, l’assessore alla Mobilità Giusto Catania che alla Galleria Nuvole di via Celso terrà un’iniziativa politica proprio sulle pedonalizzazioni. Un tema particolarmente sentito da chi vive e lavora in centro e sarà quella l’occasione per alcune novità sulle aree dedicate ai pedoni che, secondo uno studio, adesso sarebbero addirittura troppi.

La prima, come detto, riguarda il Cassaro basso. Il progetto di residenti e commercianti si chiama “Cassaro d’amare” e prevede, oltre alla pedonalizzazione, anche eventi e attività collaterali: il Comune acconsentirà a una sperimentazione-lampo, per capire se la chiusura è sostenibile. La seconda, invece, riguarda i ciclisti. Circa tre mesi fa Palazzo delle Aquile ha affidato allo studio dell’architetto Di Gangi uno studio (a titolo gratuito) sulle aree pedonali. “Ce lo hanno consegnato la scorsa settimana – dice Catania – ed emerge che le aree pedonali di Palermo hanno un ‘problema’, se così posso definirlo: sono sature di pedoni. In particolar modo via Maqueda e il Cassaro alto. Siamo passati dall’avere troppe auto al meraviglioso ‘problema’ di avere troppi pedoni”. In pratica ci sono troppi pedoni e la convivenza con auto e bici è difficoltosa, specie per il rischio di incidenti.

Da qui la decisione di ritoccare le ordinanze in riferimento alle due ruote. In via Maqueda, per esempio, esiste una pista ciclabile (sulla destra, andando dal Massimo ai Quattro Canti): essendoci troppi pedoni, però, il rischio è che ci sia qualche incidente perché non tutti riescono a stare nella restante parte della carreggiata. Così la pista ciclabile varrà solo dalle 7 alle 10 del mattino, ossia nella fascia oraria in cui via Maqueda è aperta alle auto: dalle 10 alle 7 dell’indomani invece le biciclette non avranno più una corsia riservata, potendo circolare liberamente. In corso Vittorio Emanuele, i ciclisti hanno fino a oggi uno spazio in comune con i pedoni: adesso potranno circolare anche nella corsia riservata alle auto.

“Quando abbiamo avviato le pedonalizzazioni, qualcuno ci diceva che stavamo pedonalizzando il deserto – dice Catania – oggi residenti e commercianti, prima contrari alla Ztl, ci chiedono addirittura la chiusura al traffico. Il monitoraggio dimostra che le pedonalizzazioni piacciono sempre di più, portano pedoni lì dove non ce n’erano ma abbondava solo lo smog. Per questo modificheremo le ordinanze: i ciclisti dovranno fare maggiormente attenzione e, se c’è troppa gente, scendere dalla bici e spingerla a mano. Oggi Palermo si ritrova con un problema paradossale, ossia troppi pedoni, benché altri prevedessero il contrario”.

 

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