Pensioni dei regionali, Figuccia: stop ai tagli in commissione

Pensioni dei regionali, Figuccia: stop ai tagli in commissione

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Commenti

    E avrei pure voluto vedere. A differenza di vari “parlamentari” i dipendenti regionali la loro pensione se la sono pagata per anni e anni.
    Pensare che musumeci dopo avere speso milioni di euro, ad Ambelia per una fiera e milioni di euro per un prato e delle palle con innaffiatoi davanti palazzo D’Orleans, volesse, per ragioni legate al bilancio ,infilare le mani nel portafoglio dei pensionati risulta sgradevole e offensivo. E sopratutto sanno che sarebbe stato incostituzionale. Il mio grazie alle persone di buon senso.

    armao e musumeci ce l’hanno con dipendenti e pensionati regionali

    curiosità ma di quanto era questo taglio nelle pensioni?, non scrivetelo in percentuale % ma in euro? quanto?

    Nonostante live Sicilia abbia dato notizia di quanto comunicato da Figuccia circa la bocciatura Dell art. 17 in commissione, la partita non è ancora chiusa perché potrebbero approvarlo in ars. E sarebbe vergognoso anche perché “La prima censura che si compie sulle motivazioni e ragioni della Relazione per la riduzione delle pensioni calcolate con metodo “retributivo”, attiene alla assoluta omissione della Legge Regionale n 21 del 29 dicembre 2003, c.d. Legge Finanziaria della Regione per il 2004, art 20, con la quale si è compiuto un importante intervento a livello previdenziale , proprio con riguardo ai dipendenti del “Contratto 1”. Ed è ben strano che il Governo ritenga di non richiamarla, perchè , invece , proprio il suddetto art 20 ha stabilito che i trattamenti di quiescenza del personale del detto Contratto 1, a far data dal 1 gennaio 2004, devono essere calcolati col metodo retributivo, ….” fatte salve le quote spettanti da calcolarsi secondo la Legge Reg n 2del 1962 “ e cioè col metodo retributivo.”come evidenziato da colleghi

    Onorevoleeee…. Non sai cime cavalcare l’onda… Ma mettiti u cuore in pace… Alle prox elezioni, si a casa!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

No. Non siamo nella condizione di fare, ma neanche pensare di fare tutto quello di molto interessante che ormai leggiamo quasi quotidianamente su Live. Ci pesa il culo, no nel senso di fortuna, ma nel senso vero e proprio della parola, quindi fisico, di dimensioni, di ingombro: il passato. Tanti anni fa mi è capitata fra le mani una “Storia di Sicilia” con il sottotitolo “come storia del popolo siciliano”. In realtà la nostra storia l'hanno fatta altri, noi siamo un popolo di conquistati che si è dovuto “adattare” agli invasori, ma che oggi si racconta d'essere stato un popolo accogliente, e udite, udite!, che è sempre stato tutt'uno col conquistatore di turno. In realtà, loro i padroni, noi... i servi. Questo spiega come sia possibile che distinti signori come Musumeci e Schifani siano ancora sulla breccia ad altissimi livelli e che il presidente del Consiglio e i suoi Fratelli siano intenti ad occupare Palazzi romani nonostante abbiano da un punto di vista astrologico come ascendente il Partito nazionale fascista, partito scomparso oltre 80 anni fa, ma soprattutto condannato dalla Storia, e come discendenti tutti gli altri a seguire senza soluzione di continuità. Con questo passato e questo presente non c'è futuro. *suono onomatopeico per dire no, “può essere accompagnato da un leggero e rapido movimento della testa all'indietro”.

Ovviamente la priorità non è il ponte sullo stretto di Messina considerato che il bene primario dell'acqua non è garantito ogni giorno a quasi la maggioranza dei Siciliani.. Spero che dopo tanto spreco di risorse si pensi a garantire l'acqua a tutti, come si garantisca a tutti il lavoro e la possibilità di vivere dignitosamente. Ma che accada è solo utopia. Se fossi un deputato dell'Ars mi vergognerei di percepire 12/13mila euro al mese quando ci sono troppi Siciliani in povertà assoluta

Sono i comportamenti che contano Caro Direttore, Pietro Bartolo merita qualcosa di più di una valutazione di programmi e numeri. Quando parla di dignità, accoglienza, salute e giovani, parla di ciò a cui ha dedicato concretamente una parte importante della propria vita. Alla fine sono i comportamenti che contano. E la Sicilia è ricca di persone che hanno dimostrato con i fatti cosa significhino responsabilità e impegno civile. Questa volta vorrei parlare soprattutto delle donne, forse meno ricordate di quanto meriterebbero: Elda Pucci, Pina Maisano Grassi, Letizia Battaglia. Tre donne diversissime che, ciascuna nel proprio campo, hanno trasformato convinzioni e responsabilità in comportamenti. Bartolo appartiene alla stessa Sicilia: quella di chi non si limita a dire ciò che dovrebbe essere fatto, ma lo testimonia con la propria vita. È una Sicilia ricca di donne e uomini capaci di autentica abnegazione civile. E forse dovremmo cominciare più spesso da loro quando cerchiamo di capire non soltanto quale Sicilia vorremmo, ma quale Sicilia esiste già.

E’ la prova del nove. Se dal 28 agosto ai primi di settembre ci sarà fresco e temperature sottomedia a Palermo e in Sicilia, allora nessun complottismo. E’ la naturale evoluzione dell’anticiclone delle azzorre con sicilia e sud ai margini nel bordo orientale dell’anticlone e venti freschi da nord est. Se viceversa a fine agosto ci sarà caldo africano il caldo dilagherà, il complottismo pure e la gente sospetterà la geoingegneria, caldo creato artificialmente per danneggiare il turismo e la sicilia.

Non è possibile. I modelli matematici davano anticiclone delle azzorre e fresco in Sicilia già dal 27 agosto. La gente sospetta che sia in azione la geoingegneria. Poi magari ci sarà fresco dal 27 agosto ai primi di settembre e allora i sospetti della gente saranno smentiti dai fatti. Ma se ci sarà anticiclone africano dal 27 agosto ai primi di settembre, la gente è convinta che sia artificiale, perchè la natura prevedeva anticiclone delle azzorre e fresco in Sicilia in quei giorni.

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