Perché non scriviamo di suicidi - Live Sicilia

Perché non scriviamo di suicidi

Livesicilia non scrive notizie di suicidi tentati o, purtroppo, riusciti. Vi spieghiamo perché.

Il punto
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Ieri un bambino ha tentato di impiccarsi. Trovate la notizia su tutti i giornali. Noi abbiamo scelto di non scrivere una riga. Crediamo – fermamente crediamo – che il dolore sia contagioso, che la disperazione sia un virus terribile, che il crollo di un’anima – grande o piccola – dentro un corpo diffonda i sintomi di uno schianto destinato a propagarsi. Abbiamo pubblicato il necessario sul tentato gesto estremo, vero o presunto, di Bernardo Provenzano. Nel caso la sovrabbondanza mediatica del personaggio ce lo imponeva. Altrimenti preferiamo il silenzio. Per i bambini che ci provano, per gli imprenditori strangolati dalla crisi che cedono, per tutti coloro che, da qualche parte del loro buio, decidono di precipitare giù, nella voragine senza ritorno.

Ogni giornale ha un’idea dei propri lettori. C’è chi li considera, appunto, lettori e basta. Occhi che hanno il diritto di sapere. Menti a cui fornire gli strumenti dell’opinione. Recipienti di fatti che vanno convogliati verso la fornace dell’informazione senza discrimine, né distinguo. Sarà l’utilizzatore finale a porsi il problema, a selezionare. C’è chi immagina i lettori alla stregua di sudditi. Serventi di un interesse della proprietà, massa da indirizzare nei pascoli più funzionali alle esigenze dell’editore. Nella concezione del lettore-mucca da spremere, ogni filo d’erba è soppesato e misurato, secondo i criteri della convenienza.

Noi vediamo nei nostri gente come noi. Persone. Che hanno scatti d’indignazione simili, sentimenti, guai, spiragli di chiarore e lunghi viottoli in ombra da percorrere, se possibile, tenendo per mano qualcuno. Ci piace immaginarci come una mano che sorregge ed è sorretta. Siamo tra persone, nella casa di Livesicilia. E, da persone, conosciamo la forza distruttrice di certi tunnel, quando intorno ognuno narra esclusivamente l’oscurità. Non è nostro compito occultare le notizie del disastro. Ma nella vocazione del cronista c’è il senso del limite. Esistono cadute privatissime che è meglio non sottolineare.

Non perché sia onesto mentire sul dolore. Per evitare il contagio, il virus dell’emulazione, il patologico e sofferto naufragio di chi sceglie di stampare la ferita incurabile come messaggio conclusivo. L’ultimo pizzino in bottiglia, con o senza parole, nella deriva di sé.

 


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Commenti

    Bravi.
    Bravi Puglisi, Foresta, e tutto lo staff.

    Caro Roberto Puglisi,
    spero lei gia’ sappia quanto io apprezzi lei e Livesicilia tutta, anche per quello che ha scritto in questo articolo. Glielo ripeto adesso.
    Affettuosi saluti

    Concordo al 100% e sono contento di sapere che esistono eccezioni al corollario secondo cui il diritto di cronaca equivale alla pubblicazione acritica di qualunque notizia, quale che ne siano le conseguenze.
    Bravi!

    Grande Roby.

    Ogni giorno la TV per ricordarci a quale punto ci abbiano portato coloro che la governano (di nome e di fatto) ci parla di suicidi per debiti, specie con il fisco. E oggi leggiamo di altri 50 milioni di euro (centu miliaiddi) scomparsi chissà dove dalle casse di un partito politico. La domanda è: se questi sono una parte di quelli spariti e quelli spariti sono una parte del totale, quanto è il totale dei soldi che lo Stato ha dato a quel partito ?

    Il suicidio genera emulazione. E’ scritto nei sacri testi e persino nei Bignami di psichiatria. Solo che molti organi di stampa fingono di non saperlo. Una “sana censura” come quella che voi avete scelto di praticare è utile a non diffondere depressione e previene l’emulazione. Onore alla vostra scelta.

    Ricordo quando si era diffuso lo “sport” di lanciare sassi dai cavalcavia e più se ne dava notizia e più il fenomeno si espandeva. Poi qualcuno suggerì di smettere di parlarne per evitare che il desiderio di emulazione aggravasse il fenomeno ed ebbe ragione.
    Perciò sono d’accordo.

    Pienamente d’accordo… quando ieri ho appreso la notizia del tentato suicidio del bambino, mi sono chiesto il perchè e coma mai a questa età! tra le tante cose che pensato, la prima è stata appunto l’emulazione, l’eccessiva e improduttiva pubblicizzazione da parte dei media… Lodevole iniziativa la vostra!

    D’accordo al 100%. Estenderei il silenzio anche ai fenomeni di stalking. Il rischio emulazione è troppo forte.

    SONO DACCORDO SPECIALMENTE PER QUEL CHE RIGUARDA I SUICIDI DEI PICCOLI.MA NON CREDO CHE VALGA LO STESSO PER GLI IMPRENDITORI IN DIFFICOLTA’.NON SARA’ UNA MANCATA NOTIZIA AD EVITARE IL PEGGIO.COMPRENDO COMUNQUE LA POSIZIONE DEL CRONISTA.CORDIALI SALUTI.

    E ora mi chiedo quali altre tipologie di notizie vengano taciute per il nostro bene.

    Io estenderei il silenzio alla troppa eco che si fa parlando dei mafiosi, che più spuntano sui giornali, più diventano ingombranti e acquisiscono rispetto. Ormai sembrano delle vere e proprie star, come quando escono dalle questure con le manette, non ci dovrebbero essere neanche tv e fotografi. Dovrebbero “morire” in assoluta solitudine mediatica. Chissà se un giorno…

    meglio morire che essere senza lavoro e che nessuno ti aiuta io ad suicidarmi ci sto penzando xrche non e giusto che un padre di famiglia rimane senza lavore e che nemeno si puo comprare il pane io kiedo un lavoro no fare male cose grazzie

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