Questo fine settimana ha rafforzato la candidatura bis del presidente della Regione, Renato Schifani. Vediamo perché, con un focus sugli indizi principali.
Il via libera di Salvini
Il più importante è il via libera di Matteo Salvini e della Lega, dopo la ‘pace’ sulla nomina dell’avvocata Annalisa Tardino all’Autorità portuale. Il ministro è stato esplicito, come abbiamo raccontato: “Siamo in crescita e avremo tanto tempo per immaginare che dopo lo Schifani bis alla Regione arrivi, perché no, anche un governatore della Lega in Sicilia”.
Non si può pensare che tutto nasca soltanto dal ritorno del sereno. Probabilmente, la strategia leghista mira a tempi più lunghi, all’ombra di Palazzo d’Orleans, in un quadro nazionale di pesi e contrappesi.
Resta la notizia: il bis dell’attuale presidente della Regione, da quelle parti, viene dato per scontato. Ecco il primo indizio a favore del governatore. Naturalmente, bisognerà valutare, da qui alla scadenza, le mosse di Fratelli d’Italia e gli equilibri interni tra gli stessi forzisti, ma l’affermazione salviniana ha un peso indiscutibile.
Mancuso: “Schifani merita il bis”
Pure in zona Mpa arrivano segnali espliciti. Il secondo indizio. “Penso che Schifani meriti il bis, deve continuare il lavoro che ha iniziato”, ha detto il sindaco di Adrano ed esponente di Grande Sicilia-Mpa, Fabio Mancuso, ospite de ‘L’Intervista’. “Sta lavorando assolutamente bene – ha aggiunto – quindi non c’è motivo di cambiare in corsa un treno che è partito e che sicuramente avrà altri cinque anni per dare le risposte giuste ai siciliani”. Un’altra schiarita.
Mancuso ha anche punzecchiato Ismaele La Vardera, definendolo: “il miglior alleato del centrodestra. Ha spaccato, con l’abbandono del tavolo del campo largo e la sua candidatura non concordata, quello che portavano avanti Pd e Movimento 5 Stelle”.
La Dc ‘decuffarizzata’: “Sì al bis”
La Democrazia Cristiana sosterrà la candidatura bis di Schifani a Presidente della Regione. Terzo indizio. Questo il messaggio lanciato durante l’Assemblea regionale. Mentre un secondo passaggio in giunta, dopo l’inchiesta che ha travolto il fondatore, Totò Cuffaro, non appare più proibitivo.
I tre commissari del partito – Totò Cascio, Carmelo Sgroi e Fabio Meli – a il capogruppo all’Ars Carmelo Pace hanno incontrato il presidente nei giorni scorsi. Una riapertura del dialogo che somiglia al preludio di un rientro.
Cga, ‘l’elogio’ di de Francisco
“Devo dare atto al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, di avere designato nel 2025 ben due dei tre componenti regionali che mancavano alla sezione giurisdizionale, nonché uno di quelli che erano carenti nella sezione consultiva”. Così il presidente del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) per la Regione Siciliana, Ermanno de Francisco, nella sua relazione alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.
“Proprio qui, un anno fa, ebbi a rilevare l’esigenza di rivitalizzare il ricorso straordinario al presidente della Regione siciliana, per riportarlo a essere quella nobile forma di cosiddetta giustizia dei poveri, accessibile da chiunque anche senza difensore e senza costi eccessivi e dissuasivi – ha aggiunto -. Mi ero spinto a suggerire alla Regione di trovare il modo di ridurre il relativo contributo unificato, senza tuttavia eliminarlo, a una misura quasi simbolica per meglio distinguerlo dal ricorso giurisdizionale. È con grande compiacimento che, oggi, posso dare atto che la Regione ha voluto raccogliere quel mio suggerimento, realizzandolo integralmente”.
Un ‘elogio’ terzo che si aggiunge ad altri indicatori rivendicati da Palazzo d’Orleans, sul lavoro e sull’economia, corroborando l’immagine del governo. A suo modo, un altro indizio.
“Deciderà la coalizione”
“Ho ribadito sempre che un programma completo per un’azione di governo, così come per i sindaci, presuppone un arco temporale che va al di là del singolo mandato, ma è evidente che tutte queste scelte sono devolute ad una coalizione nazionale e locale che mi sostiene per cui è un ragionamento che verrà adottato al momento opportuno”, ha ribadito dal canto suo il presidente della Regione.
“Io – ha aggiunto – sto lavorando per un progetto che va al di là del quinquennio, poi sarà la politica a decidere. Abbiamo in campo i termovalorizzatori, le terme, la realizzazione del cargo e una variazione di bilancio che ci consentirà di liberare risorse per 2 miliardi e 300 milioni di euro per investimenti. Quindi il lavoro non manca e mi spiace che purtroppo la natura ci abbia voluto colpire in questo momento. Anche perché – ha sottolineato Schifani – l’economia cresce e mi auguro che continuerà a crescere al di là dei danni potenziali che potrebbe determinare a carico del turismo, ma proprio su quest’ultimo o siamo concentrati proprio perché vogliamo evitare che questa zona caratterizzata principalmente da Taormina e da altri comuni ad alto potenziale che sono uno dei fiori all’occhiello del Pil turistico, possa subire danni”.
Il vero fronte caldo, semmai, riguarda il centrodestra all’Ars. Pure questo abbiamo raccontato. “Troppo profonde le divisioni emerse nell’ultima seduta. Una situazione aggravata dall’assenza di una figura che possa sedere sulla sedia della regia e dettare i tempi delle mosse parlamentari”, ha scritto il nostro Salvo Cataldo. Il presidente Galvagno ha parlato di ‘macerie’. La maggioranza dovrà provare a ripartire da lì.
Scrivi a direttore@livesicilia.it

